Le gelsominaie di Milazzo. Storia di uno sciopero al femminile.

Autore:

Categoria:

16,020FansLike
478FollowersSegui
619FollowersSegui

Una storia siciliana che in pochi conoscono, è quella delle gelsominaie di Milazzo, un gruppo di donne lavoratrici che iniziarono una rivolta per ottenere condizioni lavorative più dignitose.

Tra le tante produzioni agricole presenti in Sicilia nel primo e nel secondo dopoguerra, una delle meno note è quella dei fiori di gelsomino, allora fortemente richiesti dalle industrie cosmetiche di tutta Italia ed Europa per produrre profumi ed altri prodotti arricchiti da questa nota fragranza mediterranea.

Il lavoro di raccolta, purtroppo, non era cosa semplice. Le operaie dovevano alzarsi in piena notte e passare molte ore piegate nei campi, tra fango ed insetti, raccogliendo delicatamente i fiori uno per volta e deponendoli in ampie ceste. Inoltre le gelsominaie, essendo per lo più vedove di guerra costrette a darsi da fare come nelle più classiche trame neorealiste, portavano spesso i figli con loro nei campi, lasciandoli nelle ceste se in tenera età, coinvolgendoli nel lavoro di raccolta se più grandi.

La paga per questa dura fatica? 25 lire per ogni chilo di gelsomini (corrispondente a circa 10.000 fiori!).

Nell’agosto del 1946 scoppiò una rivolta tra le lavoratrici della piana di Milazzo. Una delle gelsominaie, tale Grazia Saporita anche detta “La Bersagliera”, andò a raccattare le sue colleghe casa per casa e munita di bastone si recò al commissariato occupandolo, per rivendicare migliori condizioni di lavoro e per denunciare gli sfruttatori.

Questa prima rivolta presto raccolse la solidarietà di tutte le altre donne sfruttate negli aranceti, negli uliveti, nei semenzai, nelle fabbriche di sarde salate delle zone costiere, nelle cave d’argilla di Santo Stefano di Camastra. Era diventato uno sciopero generale che presto paralizzò tutto il messinese.

A questo punto le gelsominaie ebbero la meglio. La loro paga venne subito raddoppiata, e crebbe gradualmente negli anni successivi fino a superare le 1000 lire al chilo negli anni ‘70. Inoltre vennero loro forniti stivali, grembiuli e guanti per agevolare il loro lavoro.

Queste donne coraggiose, con la loro battaglia contro lo sfruttamento ed il lavoro in nero, hanno scritto un piccolo pezzo di storia siciliana, che ancora oggi dovremmo ricordare.

 

Fonti:

dols.it

oggimilazzo.it

viagrande.co

Foto: viadeimillesicilia.com

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

2 COMMENTI

  1. Questo mi ricorda tristemente quei poveri cristi che ogni anno si spaccano la schiena nei campi di pomodori e nei vigneti per una miseria. Tutto pur di mandare qualche soldo a casa.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ti potrebbe interessare anche...

Pasta con pesto di pistacchio di Bronte speck e noci

Il pistacchio (dal greco Pistàkion) è una pianta Mediterranea, coltivata per i semi. In siciliano viene anche chiamato "frastuca e frastucara" che stanno ad indicare...

Il Ponte dell’Ammiraglio (e quello delle… Teste Mozze)

Relativamente all'anno di costruzione del Ponte dell'Ammiraglio, il 1113 - per quanto indicato anche in "autorevoli" scritti - è piuttosto improbabile. Giorgio d'Antiochia (o...

La focaccia

Le origini della focaccia sono molto antiche; già fenici, cartaginesi e greci utilizzando farine di orzo, di segale e di miglio ne cuocevano al...

Il Giardino Inglese Parco Piersanti Mattarella

Il 6 gennaio 2020, il giardino Inglese è stato intitolato al presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia esattamente 40 anni prima,...

Via Duca della Verdura

La via Duca della Verdura va da via Libertà a via Alberico Gentili, a via Sampolo e a piazza Carlo Giachery. È intitolata a Giulio...

L’Annunciata di Palermo

L'Annunciata di Antonello da Messina è il fiore all'occhiello della storia pittorica di Palermo. Quando entrai la prima volta nella Galleria regionale di Palazzo Abatellis,...