Čestmír Vycpálek, il campione ceco che amò Palermo

Anche se i più giovani non lo ricorderanno, questo campione cecoslovacco è uno dei più amati nella storia del Palermo calcio.

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Ai più giovani il nome di Čestmír Vycpálek potrebbe non dire molto, eppure è stato uno dei giocatori e allenatori più amati della storia del Palermo calcio, tanto che proprio a lui è stato intitolato il piazzale antistante lo stadio Renzo Barbera.

Scopriamo di più su questo personaggio.

Čestmír Vycpálek detto “Cesto”

Quando il ventiseienne Vycpálek arrivò a Palermo nel 1947, non era proprio felice della sua nuova destinazione.

Aveva iniziato la sua carriera nella sua città natale, nel glorioso Slavia Praga, diventando da subito uno dei centrocampisti cecoslovacchi più ambiti d’Europa.
La sua ascesa si arrestò temporaneamente solo nel 1944, quando fu deportato per 8 mesi nel campo di concentramento di Dachau, uscendone fortemente provato nella mente e nel corpo.
In seguito riprese a giocare ad alti livelli, tanto da essere acquistato dalla Juventus, diventando il primo giocatore straniero ad approdare in bianconero nel dopoguerra (insieme al compagno ed amico Korostelev).

Adesso, dopo solo un anno a Torino vissuto da protagonista, era stato ceduto al Palermo, addirittura militante in serie B.
Per il giovane cecoslovacco sembrava una beffa inspiegabile.

La spiegazione in realtà c’era.

Il dirigente (e futuro presidente) del Palermo, il principe Raimondo Lanza di Trabia aveva intenzione di costruire una squadra competitiva per tornare in serie A.

Il principe intratteneva relazioni d’affari e mondane con numerose figure di spicco nel panorama sportivo italiano ed europeo, e una telefonata dopo l’altra il Palermo si arricchì di giocatori importanti, provenienti dalle migliori squadre di serie A e B.
Non si sa esattamente come fece, ma ad un certo punto convinse persino il suo amico Gianni Agnelli a cedergli uno dei pezzi pregiati della sua Juve. Proprio il cecoslovacco Čestmír Vycpálek, detto “Cesto”.

Qualcuno disse che il principe di Trabia lo avesse vinto al gioco, forse a carte o grazie ad una scommessa, sta di fatto che il giovane centrocampista si vide inaspettatamente ceduto ad una squadra di categoria inferiore.

Non sapeva che questa parentesi in rosanero sarebbe stata la migliore della sua carriera.

Il Palermo di Cesto

Vycpálek Palermo
Vycpàlek con la maglia del Palermo

Si capì subito che il cecoslovacco era di un’altra categoria. Già nel suo primo anno al Palermo giocò da protagonista fornendo un apporto fondamentale alla vittoria del campionato di B e quindi alla promozione in serie A.

Anche nelle successive stagioni nella massima serie Cesto brillò, trascinando la squadra anche nelle partite più complicate e diventando presto il beniamino della tifoseria. Si racconta che ogni settimana lui e la moglie Hana ricevessero ogni genere di doni: pesce, ortaggi, carne e formaggi gli venivano recapitati ovunque si trovassero.
Forse fu anche grazie a questo rapporto con la gente, che Vycpálek si innamorò di Palermo. Nei 5 anni trascorsi in rosanero da giocatore, Cesto decise che quello era il posto in cui avrebbe vissuto, e dopo anni di risparmi comprò finalmente casa a Mondello.

La carriera di Vycpálek con la maglia del Palermo, culminò con l’onore della fascia da capitano, il primo straniero ad indossarla nella storia della Serie A.

Il Vycpálek allenatore

Dopo aver trascorso gli ultimi anni al Parma, dove ricoprì anche il ruolo di allenatore-giocatore, Cesto si ritirò dal calcio giocato per dedicarsi alla carriera di allenatore “puro”.

Iniziò proprio dal suo Palermo nel 1958, che nel frattempo era retrocesso nuovamente in serie B. Anche questa volta l’esordio in rosanero fu un successo e la sua squadra, trascinata dalle reti di Ghito Vernazza, riuscì a piazzarsi al secondo posto e quindi riguadagnarsi la promozione in serie A.

L’anno successivo, al termine di un campionato altalenante in cui la squadra in piena lotta salvezza riuscì a collezionare risultati importanti e una sola sconfitta casalinga, avvenne uno strano episodio. Alla quartultima giornata di campionato, a poche ore dalla decisiva trasferta contro l’Inter, una discussione con l’allora segretario del club Totò Vilardo portò all’improvviso licenziamento dell’amato allenatore.

Non si sa se sia stato a causa della lite con uno dei dirigenti più influenti del momento, ma sembrava che il suo ciclo fosse già finito, visto che negli anni successivi la sua carriera subì un’involuzione che lo portò ad allenare in categorie sempre più basse, nonostante delle buone prestazioni.

La fine della sua discesa arrivò nel 1970, quando esonerato dal Mazara, militante in Prima Categoria, incontrò a Bagheria il suo vecchio compagno alla Juventus Giampiero Boniperti, che intanto era stato nominato dirigente dei bianconeri.
A Vycpálek fu offerto il ruolo di allenatore delle giovanili della Juve, che accettò trasferendosi così di nuovo a Torino.
Solo pochi mesi più tardi, nel febbraio del 1971, l’allenatore della prima squadra Armando Picchi si ammalò gravemente, così la dirigenza juventina decise di affidare la panchina a Cesto, almeno come traghettatore fino al termine della stagione.
Tuttavia la nuova sfida tirò fuori il meglio dall’allenatore cecoslovacco che si guadagnò la riconferma per i successivi 3 anni, vincendo due scudetti consecutivi, nel ‘72 e ‘73, e arrivando in finale di Coppa dei Campioni (battuto solo dall’Ajax di Cruijff).

L’anno successivo lasciò definitivamente la carriera da allenatore, continuando però a collaborare con la Juventus come osservatore.

Il ritiro a vita privata

L’esperienza calcistica di Vycpálek si interruppe troppo presto, forse anche a causa della prematura scomparsa del figlio Čestmír Vycpálek Junior, detto affettuosamente “Cestino”, che perderà tragicamente la vita nel controverso incidente aereo del volo Alitalia 112, nel 1972.

Lasciata Torino, il campione cecoslovacco si ritirò nella sua Mondello, dove visse serenamente fino alla sua morte avvenuta nel 2002. Oggi riposa nel cimitero dei Rotoli eternamente legato alla città che ha tanto amato.

A lui si deve l’arrivo in Italia e a Palermo, di suo nipote Zdeněk Zeman, un altro personaggio destinato a scrivere pagine importanti nella storia del calcio italiano.

Fonti:
Wikipedia.org – Cestmir Vycpalek
https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-estmar-vycpalek-49773

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

1 COMMENTO

  1. Non conoscevo la storia di questo grande campione, eppure ha fatto così tanto per la nostra squadra. Grazie per avermelo fatto conoscere.

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