L’Ammiraglio Gravina, il palermitano che affascinò Napoleone

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Tra i personaggi illustri della nostra città, merita senza dubbio una menzione Federico Carlo Gravina, principe di Montevago, palermitano di nobili origini che fece carriera nella Marina Militare spagnola, fino a conquistare il ruolo di Ammiraglio e la stima di molti personaggi illustri della sua epoca, tra cui Napoleone Bonaparte.

Quest’ultimo gli conferì la Legion d’Onore (la massima onorificenza della Repubblica Francese) e gli regalò delle preziose armi intarsiate in oro, che tutt’ora si trovano esposte nel municipio di Palermo, a Palazzo delle Aquile.
Inoltre esistono un’isola ed un arcipelago che portano il suo nome, le Gravina Islands in Alaska.

Interessante, no? Scopriamo di più su questo personaggio.

Gravina, un ufficiale giramondo.

Nato a Palermo nel Palazzo Arezzo, che oggi si trova all’incrocio tra il Cassaro e Via Roma, il giovane Federico si interessò da subito alla carriera militare, contrariamente ai suoi fratelli, che sarebbero diventati importanti esponenti della chiesa in Sicilia.
Studiò a Roma, nel collegio Clementino e a soli 19 anni fu ammesso nella marina spagnola con il grado di guardiamarina (uno dei primi gradi da ufficiale), e fu assegnato al dipartimento di Cadice.

In pochi anni Gravina fece strada all’interno del corpo militare iberico, partecipando ad importanti spedizioni navali in Spagna, a Santo Domingo, Brasile, Argentina, Haiti, Algeria e a Costantinopoli, guadagnando rapidamente gradi grazie al suo valore sul campo e alle sue abilità di comando.

Nel 1793, al fianco degli inglesi, fu protagonista dell’eroica difesa di Tolone dall’assedio delle forze repubblicane Francesi, rivelandosi decisivo nel respingere le truppe nemiche in diverse occasioni e rimediando una grave ferita alla gamba.
Una volta guarito fu promosso Tenente Generale della Real Marina di Spagna all’età di 37 anni.



Gravina Islands

La sua fama era tale che quando in quegli anni l’esploratore spagnolo Jacinto Caamaño scoprì delle nuove isole lungo la costa dell’Alaska, decise di intitolarle proprio al palermitano, chiamandole Islas Gravina.

Quando nel 1797 la Spagna decise di allearsi con la Francia per osteggiare la potenza militare britannica, Federico Gravina iniziò ad intrattenere rapporti di collaborazione con i più alti funzionari militari francesi, guadagnandone la stima.
Nel 1802, dopo la stipula della pace di Amiens, Gravina ottenne il permesso di tornare a Palermo, per far visita ai suoi genitori. Durante la sua permanenza in Sicilia conobbe anche il viceammiraglio inglese Horatio Nelson, che qualche anno dopo avrebbe fronteggiato nella decisiva battaglia di Trafalgar, solo che allora nessuno dei due poteva prevedere come sarebbe andata a finire.

Nel 1804 fu chiamato a Parigi per svolgere il ruolo di ambasciatore del Re di Spagna. Lui accettò a patto di essere richiamato alle armi nel caso in cui fosse scoppiata una nuova guerra. Durante il periodo francese strinse un rapporto di reciproca stima con Napoleone Bonaparte, che lo insignì di importanti onorificenze. Come ambasciatore partecipò anche all’incoronazione di Napoleone e firmò a nome del re Carlo IV l’alleanza Franco-Spagnola del 1805, che di fatto annunciava un nuovo conflitto contro gli inglesi e dunque poneva fine all’esperienza diplomatica di Gravina.

La Battaglia di Trafalgar

William Stanfield – La Battaglia di Trafalgar

Una volta definiti i termini dell’alleanza con la Francia, Federico Gravina fu richiamato a Cadice, dove assunse il ruolo di Ammiraglio della Armada Española e si unì al suo omologo francese Villeneuve nelle operazioni navali che dovevano mirare a conquistare il canale della Manica e quindi invadere l’Inghilterra.
Tuttavia le due flotte faticavano a coordinarsi e più di una volta le navi di Gravina furono costrette a combattere in inferiorità numerica contro l’armata nemica a causa delle decisioni del comandante francese (a cui era affidato il controllo delle operazioni).
Dopo una serie di battaglie dall’esito incerto, Villeneuve decise di ritirare le flotte a Cadice, secondo alcuni per timore di scontrarsi con l’inglese Nelson (come detto, vecchia conoscenza di Federico Gravina), che intanto era diventato Ammiraglio della Royal Navy.

Nell’ottobre 1805 Villeneuve decise di abbandonare Cadice (su ordine di Napoleone) per riportare la flotta nel Mediterraneo, contro l’opinione di Gravina che invece contava sull’avvento dell’inverno per imporre le proprie forze navali. Dopo una dura disputa che arrivò sino alle più alte sfere governative, il generale delle forze armate spagnole Godoy intervenne per convincere l’ammiraglio palermitano a sottostare alle decisioni del francese.

Dopo qualche giorno, appena la flotta franco-spagnola uscì da Cadice, fu intercettata dagli inglesi a Trafalgar, dando vita alla celeberrima battaglia.

Qui ancora una volta le decisioni di Villeneuve risultarono fatali e la flotta inglese ebbe la meglio.

Il vascello di Gravina, accerchiato da cinque navi nemiche, tenne testa ai suoi avversari per oltre quattro ore, grazie all’eroica resistenza del proprio comandante e delle sue truppe.
Durante la battaglia l’ammiraglio Nelson fu colpito a morte da un tiratore francese, l’Ammiraglio Gravina fu ferito gravemente al braccio sinistro.

Panteòn de Marinos Illustres – San Fernando. Dove Federico Gravina è sepolto.

Terminata la battaglia con la ritirata, Gravina fu riportato a Cadice per essere curato dalle ferite, tuttavia dopo quasi 5 mesi di sofferenze morì. Era il 2 marzo 1806.

Poco prima di morire aveva ricevuto dal re di Spagna la nomina a Capitano Generale, il grado più prestigioso della Marina Militare spagnola.

Fu sepolto nel Panteòn de Marinos illustres, a San Fernando, in Spagna.

Di questo importante personaggio, a Palermo rimangono solo una targa nel palazzo in cui è nato, una strada a lui intitolata e le preziose armi ricevute da Napoleone come attestato di stima verso questo nostro illustre concittadino.

Fonti:
Enciclopedia Treccani – Federico Carlo Gravina
Wikipedia.org – Battaglia di Trafalgar
Federico Gravina – Wikipedia Spagna

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Samuele Schirò
Direttore responsabile, redattore e fotografo di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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