Raimondo Lanza di Trabia: la favola tragica del Principe illegittimo

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Aveva sangue dei Florio, quel Raimondo Lanza di Trabia la cui vita spericolata e avventurosa si concluse tragicamente sull’asfalto di una notte di Roma: suicidio si decretò! Ma la sentenza non convinse tutti.
Ma chi era questo raffinato ed eccentrico nobile siciliano? Amico di potenti e di personaggi famosi, appassionato di motori e di calcio, ma soprattutto amante dell’avventura e delle belle donne?

La nascita: figlio illegittimo di Giuseppe Lanza di Trabia

Quando nacque ad Arcellasco, una piccola frazione del comasco in Lombardia, il 9 settembre del 1915, Raimondo fu registrato all’anagrafe come figlio di ignoti (di “NN”, come si diceva una volta), col nome fittizio di Raimondo Ginestra. La legge dell’epoca era molto severa nei riguardi dell’adulterio, soprattutto per le donne. 

La madre del bambino, e del fratellino Galvano, che sarebbe nato tre anni dopo, era un’aristocratica veneta, già sposata e con una figlia: Magda Papadopoli Aldobrandini
Il padre era Giuseppe Lanza Branciforte, nobile dei Principi di Trabia, noto come Principe di Scordia e figlio primogenito di Giulia Florio D’Ondes.
Durante la Prima guerra mondiale, Giuseppe Lanza conobbe Magda e si innamorò di lei: dalla loro relazione nacquero, appunto, Raimondo e Galvano. I bambini crebbero con la madre, di fatto separata dal marito, ma per legge non poteva riconoscerli ufficialmente.

Nel 1927, ad appena 37 anni, Giuseppe morì per febbre tifoide e la madre, Giulia Florio, per la prima volta decise di incontrare i nipoti e Magda. Concordarono che Raimondo, allora dodicenne, sarebbe andato a vivere a Palermo con i nonni, Galvano con la madre in Veneto.

Da quel momento, Giulia fece di tutto per ottenere il riconoscimento ufficiale dei bambini inoltrando richieste a Mussolini affinché la legge sui figli naturali venisse modificata. Nel 1942, Raimondo e Galvano assunsero il cognome ed i titoli del padre: Lanza Branciforte, principe di Trabia. 

Raimondo da Palermo a Roma

Raimondo trascorse gli anni della sua adolescenza tra Palazzo Butera e villa Trabia a Palermo, e cominciò a frequentare i migliori salotti della nobiltà palermitana, ma non disdegnava di unirsi ai figli dei fattori e dei dipendenti della casa. Era un ragazzo pieno di iniziative, spavaldo, superbo, spaccone, poco incline allo studio, ma sempre pronto all’avventura. Insomma, un ragazzo sveglio e vivace che oggi a Palermo definiremmo: “tostuliddu e curnuteddu”!

A vent’anni si trasferisce a Roma e viene accolto nel giro del bel mondo capitolino. Ricco, affascinante e  intraprendente com’era, non gli fu difficile diventare amico di personaggi di spicco dell’epoca. Sicuramente frequentò Galeazzo Ciano e la moglie Edda Mussolini, e qualcuno ha insinuato una tresca tra la figlia del Duce e il bel Raimondo. E lo stesso si sostiene con le consorti di altri uomini potenti e famosi: forse sono solo insinuazioni e non è vero niente, ma il personaggio e la libertà sessuale che lo contraddistinse non lo escluderebbe.

Raimondo Lanza di Trabia: l’avventuriero

Raimondo Lanza di Trabia

Che Raimondo fosse amante dell’avventura e sprezzante del pericolo lo si capiva sin da bambino. Con lo stesso spirito lo vediamo partire come volontario nella guerra civile spagnola nel 1936 dove ottenne una medaglia d’argento al valor militare. Fu Tenente del Regio Esercito durante la seconda guerra mondiale. E dopo il 1943, eccolo impegnato in un servizio di spionaggio al Servizio Informazioni Militari, una specie di Intelligence italiana che operò fino al giugno 1944 nella Roma occupata dai tedeschi. Anche in questo frangente l’avventuroso Raimondo ottenne una medaglia di bronzo al valor militare.

Nel 1948 partecipò alla rinascita della Targa Florio, una delle gare automobilistiche più antiche al mondo e partecipò ad alcune edizioni come pilota. Ma Raimondo era interessato anche ad altri sport, fra cui il calcio: fu dirigente della società calcistica del Palermo nel periodo in cui la società rosanero risalì in serie A, nella stagione 1947-1948, con giocatori del calibro del cecoslovacco Čestmír Vycpálek, e vi rimase fino al 1954. Nella stagione 51-52, proprio Raimondo Lanza ne fu il presidente.
Si deve al suo estro e alla sua inventiva il primo esempio di Calcio Mercato, con i presidenti che si riunivano all’Hotel Gallia di Milano per concordare i trasferimenti dei giocatori.


Le amicizie e le donne di Raimondo Lanza di Trabia

Il Principe Lanza viaggiò in lungo e in largo in Europa e in America, intessendo amicizie altolocate e incontri con personaggi del mondo patinato della moda e del cinema.
Potremmo citare davvero tantissime celebrità con le quali ebbe rapporti di amicizia o d’affari: Vittorio Emanuele Orlando e Galeazzo Ciano, Gianni Agnelli, Renato Guttuso e Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Luchino Visconti, Alberto Moravia, Curzio Malaparte, per citarne alcuni in Italia e poi Ranieri di Monaco, Aristotele Onassis, Lo Scià di Persia, l’attore Errol Flynn e altri artisti famosi.

Rita Hayworth, Hedy Lamarr e Joan Crawford

Altrettanto variegate, turbolenti e intriganti furono le relazioni amorose di Raimondo. Affascinante e ricco, ma soprattutto per il suo carattere eclettico, “amiciaro”, esplosivo, al limite insolente, fu certamente un latin lover piuttosto ricercato.
Ce ne fa una descrizione colorita Susanna Agnelli, con la quale ebbe una relazione all’inizio degli anni ‘40: prorompente e simpatico, attirava l’attenzione dei presenti. Baciava tutti, mangiava e beveva alla grande, cantava, suonava e si comportava in maniera eccentrica.
Non possiamo sapere con certezza con quante e quali donne abbia avuto flirt o rapporti occasionali. Le malelingue sostengono che non faceva distinzioni tra nubili e sposate e in questo modo vengono incluse le mogli di personaggi di un certo livello che ci asteniamo dal citare senza fondamento. Certamente ebbe a che fare con le attrici più famose del suo tempo. Si parla di Rita Hayworth, Hedy Lamarr, le sorelle Havilland, Joan Crawford, per citarne solo alcune: nomi di un passato che non tutti ricordano, ma vi assicuro che erano le più belle e desiderate attrici di Hollywood e non solo. 

Olga Villi

Si capisce che in questi casi la realtà viene contaminata dal mito per cui non si sa più cosa corrisponda a verità, tuttavia di certo quella del Principe fu una vita sessuale piuttosto movimentata.

Nel 1954 sposò l’attrice italiana Olga Villi conosciuta probabilmente durante una delle tante feste organizzate nel castello di Trabia che Raimondo aveva fatto restaurare. Quanto fosse stato voluto questo matrimonio non lo sapremo mai. Sappiamo però che quando venne celebrato, il 27 gennaio del ‘54, nella Chiesa cattolica di San Gioacchino di Milano erano presenti solo i testimoni: e soprattutto, la prima figlia, Venturella, era già nata da pochi mesi!
Nel 1955, da questo matrimonio sarebbe nata la secondogenita, Raimonda, ma il padre non l’avrebbe mai vista nascere.

La morte sospetta del Principe

È l’alba del 30 novembre 1954, quando il corpo nudo del Principe Lanza di Trabia viene ritrovato sull’asfalto, davanti all’albergo Eden, a due passi da via Veneto a Roma. È precipitato giù da una delle finestre dell’Hotel e neppure si conosce da che piano!
La notizia si diffonde subito e accorrono amici, conoscenti e tanti altri curiosi, sorpresi da quel gesto, inaspettato ed eclatante: un suicidio senza un motivo ben preciso e senza lettera di addio.

Perché lo avrebbe fatto? Certo si è parlato di depressione, di carattere bipolare, di una visita neurologica quello stesso pomeriggio. Di una salute ormai segnata dagli eccessi di alcol, fumo e droga. Si è parlato di finanze disastrate, di debiti insanabili contratti dalla vita senza freni. Si è parlato di un gesto teatrale in linea con la spettacolarità della sua vita. Si è parlato di interessi in affari che avrebbero leso “personaggi” troppo elevati anche per uno come lui. Si è parlato…
Mille ipotesi che spaziano all’interno dei due estremi: suicidio o omicidio?

Nonostante le incongruenze, i misteri, le testimonianze contraddittorie,  le indagini non effettuate, che hanno lasciato campo libero ad ogni sorta di ipotesi, siamo lontani da una verità che forse non sapremo mai. 
Così, come il vecchio frack, della canzone che Modugno gli avrebbe dedicato, il Principe se n’è andato, lasciando dietro di sé ricordi, speranze e misteri che, come tantissimi altri, rimarranno irrisolti.  

Saverio Schirò

Per approfondire:

  • wikipedia.org tutte le voci sui Lanza di Trabia e Giulia Florio
  • Susanna Agnelli, Vestivamo alla marinara, Mondadori, Milano 1975
  • Vincenzo Prestigiacomo, Il principe irrequieto, Nuova Ipsa 2006
  • Marcello Sorgi, Il grande dandy. Vita spericolata di Raimondo Lanza di Trabia, ultimo principe siciliano, Rizzoli, 2011
  • Raimonda Lanza di Trabia e Ottavia Casagrande, Mi toccherà ballare, Milano, Feltrinelli, 2014,
  • Ottavia Casagrande, Quando si spense la notte, Milano, Feltrinelli, 2018.

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Staff member. Appassionato di Arte e Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

2 COMMENTI

  1. Il tardivo riconoscimento di Raimondo fu dovuto a ragioni puramente dinastiche. Dal matrimonio del principe Pietro Lanza di Trabia con Giulia Florio d’Ondes, nacquero tre figli maschi, tutti premorti. Ignazio e Manfredi morirono da eroi nella Prima Guerra Mondiale, mentre il primogenito Giuseppe morì celibe dopo aver generato Raimondo e Galvano per effetto della relazione con una delle gemelle Paparopoli Aldobrandini (l’altra fu una delle amanti più assidue di Ignazio Florio jr). In assenza del riconoscimento tardivo del 1940, alla morte di Ottavio – fratello di Pietro – avvenuta nel 1938, la linea dinastica di un casato secolare si sarebbe interrotta.

    • Grazie per gli utilissimi approfondimenti. Per ulteriore precisazione ricordiamo per i curiosi che il nome della gemella di Magda era Vera Papadopoli Aldobrandini (1883-1946) ed era sposata col conte Giberto Arrivabene-Valenti Gonzaga (1873-1933) ed aveva tre figli (un maschio e due femmine). Dunque, zio (Ignazio Florio Jr) e nipote (Giuseppe Lanza di Trabia) ebbero come amanti le due sorelle gemelle pressappoco nello stesso periodo.

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