Nella storia del Castello Utveggio c’è pure un casinò mai aperto

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E’ da quando hanno avuto il via libera dalle autorità, nell’estate del 2011, che i casinò online col suffisso “.it”, sono costantemente cresciuti di numero e hanno visto il loro volume d’affari allargarsi anno dopo anno.

Lo confermano anche gli ultimi dati resi noti dall’ADM, acronimo che sta per Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Nel corso del 2017 il gioco online ha, infatti, raccolto 26,9 miliardi di euro: +5,6 rispetto al 2016 e, perfino, +10 rispetto al 2015.

Soprattutto, ha permesso al bilancio dell’intero comparto, comprensivo quindi dei valori provenienti dalla distribuzione dei giochi sulla rete fisica, di mantenere quel trend di crescita che ha caratterizzato questi ultimi anni. Perché la raccolta scaturita dalle sale bingo e dai punti scommessa (tanto per citare un paio di strutture) nel passaggio fra il 2016 e il 2017 ha registrato una seppur lieve contrazione: da 74.766 a 74.745 milioni di euro.

Eppure fino a non molto tempo c’era chi pensava a nuovi investimenti, in particolare all’apertura di nuove sale da gioco proprio sul territorio. Anche in Sicilia.

La storia dell’isola racconta però che un casinò in passato c’è stato. Mentre un’altra struttura è stata solo al centro di chiacchiere.

Cominciamo proprio da quello mancato.

Siamo negli anni Venti del Novecento quando sul Monte Pellegrino, a Palermo, fu intrapresa la costruzione di quello che si sarebbe poi chiamato Castello Utveggio. Si trattava di una palazzina in stile Liberty, contraddistinta da una singolare colorazione rosa pallido, destinata a diventare un hotel di lusso per clienti italiani ma non solo. L’inaugurazione di alcuni suoi ambienti avvenne già nel settembre del 1932. E fu proprio in questo periodo che l’allora direttore del casinò di Tunisi propose di trasformare parte dei saloni al piano terra del castello in delle vere e proprie sale da gioco.

L’idea rimase però senza esito.

Una trentina d’anni più tardi, fra il 1963 e il 1965, dall’altra parte dell’isola, a Taormina, ecco invece aprire i battenti il casinò di Villa Mon Repos. Anche stavolta protagonista era una splendida costruzione in stile Liberty con vista sull’Isola Bella da un lato e la vetta del vulcano Etna dall’altro. Ovviamente all’immediato successo contribuì in maniera non indifferente il neonato festival del cinema. Una kermesse capace di richiamare nel messinese attori di Cinecittà e Hollywood.

Oggigiorno sono soltanto tre i casinò in funzione sul suolo italiano.

Il più antico di tutti, anzi il più antico al mondo, è quello di Venezia, inaugurato nel 1638 e oggi ospite delle sale di Ca’ Vendramin Calergi. Lo segue per età la struttura di Sanremo, sorta nel 1905 per fare concorrenza molto probabilmente al vicino casinò di Monte Carlo. Infine, subito dopo la conclusione della guerra, nel 1947, è stata la volta di quello di Saint-Vincent.

Stando a quanto pubblicato da Agimeg, l’Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco, nel corso dei passati dodici mesi, il 2018, hanno raccolto rispettivamente 97,6 milioni Venezia, 57,8 Saint-Vincent, infine, 42,9 Sanremo.

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Un gruppo di persone accomunate dalla passione per la Sicilia, ma sopratutto per Palermo, con la sua storia millenaria, la sua cultura unica e le sue molte, moltissime sfaccettature.

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