Ottavia Penna Buscemi, la Baronessa Robin Hood

Questa coraggiosa siciliana rischiò molto per sfamare i poveri durante la Seconda Guerra Mondiale e fu anche la prima candidata donna alla carica di Presidente della Repubblica. Ecco la sua storia.

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Tra le donne protagoniste della storia della Sicilia, risalta particolarmente la figura della baronessa Ottavia Penna Buscemi, un personaggio che durante la seconda guerra mondiale si rese protagonista di veri e propri atti eroici, volti a sfamare le famiglie siciliane più povere.
Le sue attività da fuorilegge altruista, le fruttarono soprannomi fiabeschi come “La Giustiziera della Notte” e “La Baronessa Robin Hood”.

Le sue interessanti vicende tuttavia non si limitano a questi episodi, visto che al termine della guerra sarà anche una delle protagoniste della scena politica italiana, diventando una delle Madri Costituenti e diventando la prima donna candidata alla carica di Presidente della Repubblica.

Scopriamo meglio la sua storia.

Ottavia Penna Buscemi la giustiziera

Ottavia Penna Buscemi

Nata a Caltagirone nel 1907 da Francesco Penna, barone di Portosalvo, e Ines Crescimanno Maggiore, duchessa di Albafiorita, Ottavia Penna condusse i suoi studi tra Firenze e Roma, prima di tornare in Sicilia per sposare il medico Filippo Buscemi, da cui prenderà il secondo cognome.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il governo italiano introdusse il sistema di razionamento dei viveri basato sulle tessere annonarie, la baronessa si oppose con tutti i mezzi a questo sistema che affamava i poveri con pochi alimenti di pessima qualità, mentre consentiva ai ricchi proprietari terrieri di fare fortuna vendendo cibo e altre materie prime sottobanco e a prezzi esorbitanti, tramite il cosiddetto mercato nero.

Non volendo approfittare di questa situazione iniqua, Ottavia Penna Buscemi decise di farsi giustizia da sola. Ad esempio capitava spesso che sottraesse delle scorte di carne dai propri allevamenti, distribuendole poi di notte, clandestinamente, tra le famiglie più povere.
Questo ovviamente era illegale, visto che tutte le scorte alimentari avrebbero dovuto essere distribuite attraverso il corrotto sistema dell’annona, che non avrebbe mai fatto arrivare dei preziosi tagli di carne al popolo.

Altre volte la baronessa arrivò addirittura ad introdursi di nascosto nelle tenute di altri baroni e proprietari terrieri, per rubare scorte e sacchi di cereali destinati alla vendita sul mercato nero.
Queste azioni temerarie e contro il sistema, volte a sfamare le classi meno abbienti della popolazione, le valsero i suoi popolari soprannomi, ma soprattutto l’amore del popolo, che contraccambiò il suo sostegno qualche anno dopo, quando terminata la guerra Ottavia Penna Buscemi decise di darsi alla politica.

La carriera politica

Il forte interesse per gli ideali politici, spinse Ottavia Penna Buscemi a “scendere in campo”. Già suo nonno era stato un membro del Partito Liberale, mentre la sorella faceva parte della Democrazia Cristiana, forte anche dell’amicizia con il concittadino don Luigi Sturzo.

Tuttavia gli ideali di Ottavia erano diversi da quelli dei suoi familiari. Il suo spirito femminista e anticonformista non si sposava con i programmi politici dei principali partiti italiani, per questo decise di candidarsi con un piccolo partito chiamato Fronte dell’Uomo Qualunque.
Nonostante normalmente un partito così non si sarebbe nemmeno avvicinato ai consensi di cui beneficiavano le grandi forze politiche di quegli anni, la grande popolarità della “Baronessa Robin Hood” le fece guadagnare i voti necessari ad essere eletta a sorpresa come parlamentare, nel XXIX collegio di Catania nel 1946, e dunque diventare membro dell’assemblea che avrebbe redatto ed approvato la Costituzione Italiana. Questo fa di lei una delle 21 “Madri Costituenti” della Repubblica.

Il 28 Giugno dello stesso anno, divenne anche la prima donna ad essere candidata alla carica di Presidente della Repubblica Italiana, elezione che fu vinta con ampio margine da Enrico De Nicola, ma che la vide piazzarsi ad un sorprendente terzo posto.
Sarebbe stato clamoroso se fosse stata eletta primo Presidente della Repubblica, considerando la sua forte e convinta fede monarchica.

La sua carriera da parlamentare si interruppe pochi anni dopo, quando a causa della sua assoluta ostilità verso i compromessi tipici delle trattative politiche, decise di abbandonare il partito e ritornare in Sicilia, tuttavia si adoperò sempre per il benessere dei più poveri e soprattutto dei ragazzi siciliani, secondo lei destinati ad una vita di delinquenza se non supportati da risorse e lavoro.

Dopo una breve esperienza con la politica locale, la baronessa si ritirò nel suo palazzo di Caltagirone, dove visse lontana dalla scena pubblica fino alla sua morte, avvenuta nel 1986.

La sua vita e le sue lotte, talvolta sin troppo innovative per i suoi tempi, hanno lasciato un segno nella storia della Sicilia e aiutato soprattutto chi a quell’epoca ne ha avuto più bisogno.

Leggi anche: La storia di Gaudenzo Plaja, il Robin Hood Siciliano

Fonti: E. Pelleriti – Dizionario Biografico degli Italiani – Treccani
V. Colle – Ottavia Penna Buscemi: la prima donna candidata alla Presidenza della Repubblica – Vanilla Magazine
Wikipedia.org – Ottavia Penna Buscemi

Foto copertina: Depositphotos

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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