La storia di Gaudenzio Plaja, il Robin Hood siciliano

Autore:

Categoria:

Aiutaci a far crescere la pagina con un semplice clic sul pulsante...Grazie

22,370FansLike
1,065FollowersSegui
633FollowersSegui

Gaudenzio PlajaCorreva l’anno 1873, quando la presenza di Gaudenzio Plaja (o Playa), bandito molto conosciuto nelle campagne siciliane, faceva tremare le gambe ai viaggiatori ed i cuori alle dame dell’epoca. Gaudenzio era a capo di una temibile banda, detta dei giulianesi, perché provenienti proprio dal paese di Giuliana, in provincia di Palermo. Insieme ai suoi compagni egli era in grado di intimorire qualunque scorta, grazie al suo valore combattivo e alla sua fama di “uomo di ferro”.  Il suo nome è anche legato al destino di molte famiglie povere aiutate dal fuorilegge che, a dire di tutti, aveva anche un gran cuore.

Un giorno, dopo aver assaltato una valigia postale facendo un gran bottino e mettendo in fuga i militi che la scortavano, Gaudenzio tornò alla sua dimora nei boschi, dove conviveva con la sua amante Pasqua Lo Bue. Al suo arrivo egli trovò, insieme a Pasqua, un’altra donna, Peppa Calivà di Piana degli Albanesi, con cui Gaudenzio era imparentato. Questa chiedeva protezione, dato che il suo uomo era stato preso dalla polizia, che adesso cercava anche lei. Ovviamente il suo aiuto non si fece attendere, ma giorno dopo giorno la presenza della bella Peppa fece perdere la testa a Gaudenzio, che riuscì a conquistarla con le sue famose serenate e ne fece la sua donna.

Intanto la fama di Gaudenzio Plaja cresceva, fra serenate, rapine ed imprese di ogni genere, che nel passaparola del popolo diventavano sempre più grandi ed eroiche, tanto da attirare su di sé tutti i casi sospetti, anche quelli di cui non era responsabile. A tal proposito esiste un detto, ancora utilizzato nella zona di Giuliana, che dice: “Cu arrobba? Plaja”, che sta appunto ad indicare una persona accusata sempre di tutto o presa di mira ingiustamente.

Un giorno, mentre si recava a trovare la sua Peppa, una pattuglia di carabinieri lo vide e circondò la casa, intimandogli di arrendersi. Ben presto iniziò una sparatoria in cui Gaudenzio, capendo di essere perduto, tentò di uccidersi puntandosi l’arma alla tempia. Fu proprio Peppa Calivà a fermarlo, rimproverandolo di vigliaccheria ed esortandolo a lottare fino alla fine. Gaudenzio ascoltò la donna, che intanto aveva imbracciato un vecchio fucile, e riuscì a resistere per molte ore, fino a quando approfittando del buio della notte, i due riuscirono a scappare.

La resa arrivò solo qualche anno più tardi, nel 1878, quando l’intera banda venne sorpresa ed arrestata da una pattuglia ben appostata nelle campagne di Bisacquino. Si dice che siano stati alcuni elementi della mafia di quel paese a fornire informazioni utili alla cattura del bandito, che da alcuni era visto come un temibile avversario.

Gaudenzio Plaja fu processato e condannato all’ergastolo, ma morì in carcere solo due anni dopo, all’età di 34 anni.

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

4 COMMENTI

  1. Salve il vostro articolo é interessantissimo, però vorrei conoscere le fonti dalle quali è stata tratta la storia .Grazie

    • La storia è stata scritta seguendo delle testimonianze tramandate da alcuni giulianesi, ma anche alcuni testi antichi ne fanno cenno. Ovviamente la nostra è una ricostruzione (speriamo accurata), ma è impossibile verificarne l’attendibilità in assenza di documenti storici a riguardo.

  2. Che storia fantastica! Da realizzarci un film (ammesso che già non ci sia).
    Questo Plaja fa simpatia, un po’come tutti gli eroi popolari e leggendari, ma temo che si dimentichi che prima di tutto è stato un delinquente. Magari gentiluomo, ma delinquente sempre. Anche di Salvatore Giuliano si parla con una punta di ammirazione e si dimenticano tante malefatte (le chiamiamo così per eufemismo) da lui compiute.
    Sarebbe bello approfondire queste figure a tutto tondo.
    Grazie di tutte queste belle cose che diffondete.

    • non penso esista un film. comunque in un epoca in cui i ricchi sfruttavano i poveri trattandoli come schiavi non penso che un brigante facesse la differenza. Praticamente i nobili erano dei briganti legalizzati, un po’ come i ricchi politici e gli industriali di oggi. A Giuliana siamo fieri di questo personaggio, è un vero eroe popolare.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti potrebbe interessare anche...

La leggenda della Pietra del Giocatore di Palermo

Fino ai terribili bombardamenti del 1943, passeggiando per il Capo, nei pressi della chiesa di Sant’Agata alla Guilla, era possibile imbattersi in una strana...

L’antica infermeria dei Cappuccini

Dietro l’asse dei palazzi nobiliari che si affacciano sul Cassaro alto, raggiungibile da uno dei vicoletti di fronte al Piano della Cattedrale di Palermo,...

Spaghetti con i ricci

Ho sentito di gente che viene a Palermo e chiede ai ristoratori, specialmente nelle zone di mare, di mangiare la "Pasta con i ricci",...

Il mistero dei giganti di Palermo

Che la Sicilia in epoca antichissima fosse abitata da giganti oggi nessuno ci crederebbe, tuttavia il mistero dei giganti di Palermo rimase per secoli nell'immaginario...

Palazzo Mirto, un tuffo nella nobiltà della Palermo storica

Sito tra via Merlo e via Lungarini,  Palazzo Mirto è una vera perla nella Palermo storica. Donna Maria Concetta Lanza Filangeri, ultima erede di...

La Crociata dei Re: cominciata male, finita peggio

La terribile notizia che il condottiere e sultano Salāh al Din (Saladino) si era impossessato di Gerusalemme fu fatale per l'anziano papa Urbano III,...