Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza

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Tra le escursioni naturalistiche che possiamo fare nella provincia di Palermo, non può mancare la Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago, una superficie protetta pari a circa 7.400 ettari che interessa i territori di Corleone, Mezzojuso, Godrano,  Marineo e Monreale e gestita dall’azienda Foreste demaniali della Regione Sicilia che ha fatto e continua a fare un grande lavoro di recupero e mantenimento dell’ambiente.

La Riserva è habitat meraviglioso per oltre mille specie di vegetali e per moltissime specie di animali presenti in Sicilia, come volpi, donnole, lupi, ricci, uccelli selvatici e rapaci.

Ficuzza bosco

Storia della Ficuzza e del suo Bosco Reale

L’area boscosa, che comprende i feudi di Ficuzza, Lupo e Cappelliere, è rimasta intatta per molti anni, diversamente da gran parte della Sicilia che un tempo era coperta da boschi. La sua natura rocciosa e impervia, specialmente nella zona di alta collina, la rese meno adatta all’agricoltura, il che contribuì a preservarla. In passato, il bosco fu sfruttato principalmente come riserva di legna da ardere.

La storia più nota della riserva è legata alla passione per la caccia dei Borbone. In particolare, il re Ferdinando III di Sicilia, anche noto come Ferdinando IV di Napoli o Ferdinando I delle Due Sicilie, e chiamato anche il “Re Nasone”, nutriva una speciale passione per la caccia che vi fece costruire una casina per la residenza e la caccia, ancora esistente.

Natura: una ricchezza unica

Il Bosco della Ficuzza vanta una ricchezza incredibile di ambienti naturali: aree rupestri, aree umide e fluviali, passando per praterie e pascoli. Questo paradiso naturale ospita oltre 1.000 specie di vegetali come diversi tipi di querce, frassini, aceri, castagni e flora arbustiva. Non mancano specie erbacee notevoli come il ciclamino, la peonia e diverse orchidee endemiche. La zona della Rocca Busambra è particolarmente ricca di endemismi rupestri.

La riserva è un habitat fondamentale per la fauna, ospitando l’80% delle specie animali dell’intera regione Sicilia. Sebbene i grandi mammiferi storici siano oggi rappresentati principalmente dal daino e dal cinghiale (entrambi reintrodotti in aree controllate), sono presenti volpi, lepri italiche, conigli selvatici, gatti selvatici, martore, donnole, istrici e ricci. L’avifauna è particolarmente ricca ed è possibile scoprire numerose specie di rapaci come l’aquila reale, il falco pellegrino, il capovaccaio, il nibbio bruno e il nibbio reale.

Cosa Vedere e Fare nella Riserva

Tendenzialmente i palermitani approfittano delle numerose aree attrezzate che il bosco offre per fare le tradizionali scampagnate, tuttavia, la Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza comprese Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago sono un luogo ideale per l’escursionismo e per trascorrere una giornata piacevole immersi nella natura.

Ecco alcuni dei luoghi e delle esperienze da non perdere durante la vostra visita:

tato grasso Casina della Ficuzza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 via wikipedia commons

La Real Casina di Caccia è il primo avamposto da visitare. Questa imponente palazzina reale, costruita a partire dal 1799, è spesso la prima tappa consigliata. Restaurata e riaperta al pubblico nel 2009 grazie a fondi europei, è immersa nel verde, con un grande prato inglese davanti e un bosco fitto dietro. 

Centro Recupero Fauna Selvatica – LIPU: Situato sulla destra della Real Casina, è l’unico centro di recupero faunistico in Sicilia. Qui, volontari dedicati si prendono cura di mammiferi e soprattutto uccelli feriti per rimetterli in libertà. Se andate a visitarlo, magari lasciate una piccola offerta, perché i volontari non hanno molti soldi per fare il loro lavoro fantastico. Il centro ospita anche una sala didattica con filmati e proiezioni sulla riserva. È aperto tutto l’anno, ma è consigliabile prenotare la visita.

Pulpito del Re Ficuzza
La roccia denominata “pulpito del Re”

Avventurarsi nel Bosco alla ricerca del “Trono del Re”: Una passeggiata nel bosco è un must e i sentieri per raggiungere i punti principali sono semplici. Questo è uno dei punti salienti.
Si racconta che il re Ferdinando III di Borbone (o Re Nasone) lo fece scavare nella roccia per potersi appostare comodamente a cacciare. Tuttavia, recenti studi archeologici hanno dimostrato che si tratta di un luogo di culto d’età protostorica, probabilmente di origine sicana.

Il Punto Panoramico: Proseguendo dritto dal Trono del Re per circa 5 minuti si raggiunge uno splendido punto panoramico su una roccia. Da qui, si vede un panorama bellissimo e potete decidere se tornare indietro o continuare l’escursione.

Sul tragitto nel bosco incontrerete un antico abbeveratoio. Poco distante si trova una quercia da sughero secolare, e più avanti ancora, un bel laghetto.

Rocca Busambra: Con i suoi 1613 m s.l.m., è la cima più alta dei Monti Sicani e il rilievo più alto della Sicilia occidentale. È soprannominata le “dolomiti della Sicilia”. È un bastione roccioso imponente con pareti verticali a nord e un versante meridionale più dolce. Dalla vetta si gode di un ampio panorama. L’escursione alla Rocca Busambra è dedicata a escursionisti molto esperti. È uno dei posti interessanti nel bosco.

I Gorghi e le Gole: La riserva è ricca di corsi d’acqua torrentizi che formano laghetti naturali, chiamati “gorghi”. I più noti sono il Gorgo Lungo e il Gorgo Tondo. Il Gorgo del Drago, conosciuto anche come Gorgo Tondo di Godrano, un tempo più ampio e quasi permanente, fu trasformato all’inizio dell’800 in una peschiera per l’allevamento di pesci d’acqua dolce per il re Ferdinando III. Oggi ha un invaso temporaneo. Il Gorgo Lungo invece rimane umido per più mesi e ospita la tartaruga palustre; il paesaggio è suggestivo, incassato in una conca boscosa. I Laghetti Coda di Riccio sono due invasi artificiali permanenti ottenuti sbarrando il torrente Rocca D’Elice. Si sono naturalizzati perfettamente nel territorio e ospitano anfibi, tartarughe palustri e uccelli acquatici. Le Gole del Drago sono un canyon naturale formato dal fiume Frattina nel territorio di Corleone, caratterizzato da cascate e laghetti.

Antica Stazione di Ficuzza prima della dismissione PD wiki

Strutture ferroviarie dismesse: La località fu raggiunta nel 1884 da una linea ferroviaria a scartamento ridotto (Palermo-Corleone-San Carlo), in esercizio fino al 1959. Oggi, il suo tracciato è diventato un percorso ciclopedonale, pianeggiante e a tratti tortuoso, che attraversa la riserva.

Lungo il percorso si possono ancora vedere i poderosi muri di contenimento, un lungo viadotto, i resti di un casello, i cippi chilometrici, i cartelli ferroviari e la vasca del “rifornitore”, destinata ad approvvigionare di acqua le motrici a vapore. La vecchia stazione di Ficuzza è stata adibita a struttura ricettiva.

Come raggiugere la Riserva della Ficuzza

Da Palermo la Riserva può essere raggiunta attraverso lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento imboccando l’uscita per Bolognetta; quindi seguire le indicazioni per Marineo (SS 118) e procedere in direzione Corleone, subito dopo il lago Scanzano, si arriva al bivio per Ficuzza, svoltare a sinistra per raggiungere il piccolo centro abitato. L’accesso alla riserva è garantito dai numerosi percorsi che si dipartono dai centri di Godrano, Marineo, Corleone, Mezzojuso e Campofelice di Fitalia.

Informazioni:
Dipartimento Azienda Regionale Foreste Demaniali
Via Libertà, 97  90143 – Palermo tel:  +39 091 7906811
Ufficio provinciale Azienda Palermo: +39 091 7078829
Distaccamento Forestale di Ficuzza:+39 091 8464062

 

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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