La catacomba di Villagrazia di Carini: il cuore sotterraneo della sicilia Paleocristiana

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Con i suoi oltre 5.000 metri quadrati di superficie scavata, la catacomba di Villagrazia di Carini si configura come la più importante testimonianza del cristianesimo delle origini nella Sicilia occidentale. Questo maestoso cimitero ipogeo rappresenta un archivio di pietra unico nel suo genere, capace di raccontare la trasformazione sociale, religiosa e culturale dell’isola dall’età tardoantica al primo Medioevo.

Dalla scoperta all’oblio: la storia della catacomba di Villagrazia di Carini

Il cimitero sotterraneo fu individuato per la prima volta nel 1899 dall’archeologo Antonino Salinas. La vicinanza con la contrada San Nicola permise subito di collegare il monumento all’antica città romana di Hyccara (l’odierna Carini), menzionata nell’ Itinerarium Antonini come statio lungo la via Valeria, l’importante stradale che collegava Palermo (Panormus) a Trapani (Drepanum).

La fertilità del territorio, garantita dalla ricchezza di sorgenti d’acqua, permise un’intensa frequentazione agricola e abitativa. Nel VI secolo d.C., l’area raggiunse un rilievo tale da divenire sede di una diocesi rurale, come testimoniano le epistole di papa Gregorio Magno.

Nonostante la consapevolezza della sua eccezionalità, dopo i primi studi di Salinas il sito andò incontro a un lungo periodo di degrado e oblio. Fu intercettato e parzialmente distrutto dall’apertura di una cava di pietra, poi diviso in due sezioni dal tracciato della Strada Statale 113; venne riutilizzato nei secoli per scopi produttivi (produzione dello zucchero di canna) e perfino per la coltivazione di funghi. E, infine, durante il secondo conflitto mondiale servì da rifugio antiaereo per la popolazione locale.

La rinascita archeologica e la struttura ipogea

catacomba di Villagrazia di Carini
Fonte immagine ArcheOfficina.com

La svolta per la tutela e la valorizzazione del monumento è arrivata nel 2000, grazie all’azione congiunta del Comune di Carini, della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e dell’Università degli Studi di Palermo. Le campagne di scavo sistematiche, avviate sotto la guida degli archeologi della cooperativa ArcheOfficina, hanno consentito di recuperare l’ingresso originale e di proseguire con indagini archeologiche ininterrotte.

L’intero complesso è scavato nella roccia calcarenitica e comprende gallerie e cubicoli: ampi corridoi che si snodano nel sottosuolo conducendo ai cubicoli, vere e proprie cappelle gentilizie riservate ai ceti più abbienti.
Sulle pareti sono scavati loculi (sepolture individuali) e arcosoli (tombe a nicchia sormontate da un arco), tipici dell’ambito mediterraneo tra il IV e l’VIII secolo d.C. Il piano pavimentale era anch’esso integralmente sfruttato per accogliere sepolture calpestabili (formae).

Il sito mostra architetture per i rituali funebri con nicchie e piccole mense scavate nella roccia che servivano per lo svolgimento del refrigerium, il tradizionale banchetto funebre consumato in onore dei defunti.

Graffite o dipinte sull’intonaco delle chiusure tombali sia in greco che in latino, numerose iscrizioni epigrafiche testimoniano la composizione multiculturale della comunità locale.

Il patrimonio iconografico: pitture Paleocristiane

catacomba di Villagrazia di Carini
Fonte immagine ArcheOfficina.com

Villagrazia di Carini custodisce il ciclo di affreschi paleocristiani più antico e completo della Sicilia. Il repertorio iconografico risente pienamente della tradizione figurativa romana tardoantica:

Categoria IconograficaTemi e Soggetti Rappresentati
Vecchio e Nuovo TestamentoSacrificio di Isacco (simbolo di fede e salvezza), Mosè e il miracolo della fonte (allusione al battesimo) e la celebre Adorazione dei Magi (metà del IV sec. d.C., la più antica dell’isola).
Ritratti e Vita QuotidianaRitratti dei defunti e figure in preghiera (oranti) ambientati all’interno di giardini fioriti che simboleggiano il Paradiso.
Sepolture InfantiliParticolarmente toccanti: scene con bambini accompagnati per mano dai genitori, fanciulle oranti immerse tra roselline e scene ludiche (un bimbo con il suo puledro).

Come visitare la Catacomba di Villagrazia di Carini: Informazioni Utili

I tour guidati del sito sono curati dagli archeologi della Cooperativa ArcheOfficina che partecipano direttamente agli scavi e alla valorizzazione del monumento.

  • Luogo e Indirizzo: Via Nazionale (SS 113), Villagrazia di Carini (PA) – nei pressi del bivio per Villagrazia di Carini.
  • Modalità di Visita:
    • La visita è esclusivamente guidata e con prenotazione obbligatoria per garantire la tutela del microclima ipogeo.
  • Consigli pratici:
    • Si raccomanda di indossare scarpe comode con suola antiscivolo.
    • All’interno della catacomba la temperatura si mantiene costante durante tutto l’anno; è consigliabile portare una maglia o una giacca leggera anche nei mesi estivi.

Il monumento è aperto tutte le domeniche e visitabile su prenotazione attraverso i seguenti contatti:
www.archeofficina.com
327 9849519 / 320 8361431 / 347 1085504

Per organizzare la propria visita su prenotazione per gruppi di turisti o scolaresche in giorni e orari diversi da quelli delle aperture ordinarie, si prega di inviare una e-mail almeno una settimana prima, con il numero previsto partecipanti e il giorno e l’orario richiesto, a: info@archeofficina.com

Intero € 8,00
Ridotto € 5 (under 18, scolaresche, studenti universitari)
Gratis per accompagnatori di gruppi e bambini sotto i 6 anni.
Scolaresche: €3,50 (su prenotazione)

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Un gruppo di persone accomunate dalla passione per la Sicilia, ma sopratutto per Palermo, con la sua storia millenaria, la sua cultura unica e le sue molte, moltissime sfaccettature.

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