I Bagni arabi di Cefalà Diana

Un testimonianza Araba nel cuore della Sicilia

Autore:

Categoria:

16,020FansLike
478FollowersSegui
619FollowersSegui

I bagni arabi di Cefalà Diana, ovvero le terme di di Kif Allah, sono una struttura risalente ai tempi del medioevo siciliano. Non è molto chiaro il periodo in cui sono state costruite, in una landa quasi desertica nel centro della Sicilia, dove probabilmente preesisteva un complesso termale di origine romana.

La Storia misteriosa di questo complesso 

Bagni di cefalà diana esternoSiamo a Cefalà Diana, nel cuore della Sicilia, nella remota provincia di Palermo, dove addossati alle falde del monte Chiaramonte, esistono ancora oggi degli antichi bagni termali, un bene di immenso valore storico in quanto testimonianza certa del passaggio degli arabi anche in quella parte della Sicilia.
Alcune delle mura inglobate nella struttura risalgono all’epoca romana, le colonne sono invece di epoca araba e una fascia perimetrale riporta una iscrizione cufica di epoca normanna. Rimane il mistero del silenzio del geografo arabo Al-Idrisi che non menziona la struttura nell’elenco dei bagni termali nel suo libro su Ruggero e una ipotesi è che l’edificio sia stato costruito solo nel tardo periodo della dominazione normanna.
Le antiche terme, specialmente nella parte interna, mostrano chiaramente la mano di maestranze arabe e dell’innovazione dell’ingegneria musulmana che, con mezzi impensabili per quei tempi, riuscì ad alimentare i bagni con acque sulfuree a 38 gradi, che a quei tempi erano ritenuti salutari per i dolori alle ossa e per altri disturbi fisici.

L’edificio e la sua struttura

La costruzione è quasi mimetizzata nella campagna circostante e si presenta esternamente con le sembianze di una qualsiasi masseria. La forma è semplice, rettangolare, e le mura esterne sono realizzate con pietrame di varia pezzatura sistemata ad opus incertum mantenuta insieme con malta piuttosto magra. Su tre lati della struttura campeggia una fascia con un’iscrizione in caratteri cufici, decorata da elementi decorativi floreali, tipici dell’antico gusto arabo. Oggi tali fregi sono appena visibili, chiaramente segnati da un migliaio di anni di storia. Non si sa bene cosa ci sia scritto, ma si presuppone possa essere un messaggio augurale, come ve ne sono in altri antichi edifici sparsi per la Sicilia e che ancora attendono di essere svelati (⇒ L’iscrizione araba nella colonna della cattedrale di Palermo).

L’interno si mostra sorprendente: la struttura è interamente rivolta verso l’alto, con archi a sesto acuto che reggono la volta a botte, opportunamente traforata per consentire l’areazione della camera e per “climatizzare” l’ambiente, influenzato dalla caloria dell’acqua. La volta spiove a 7 metri d’altezza ed è eseguita con piccoli conci di arenaria che si appoggiano sulle robuste pareti laterali. Viene sorretta da una costruzione trasversale trilobata con esili colonne che formano archi a sesto acuto in terracotta. In questo modo, la sala viene divisa in due parti asimmetriche dove sono ricavate le vasche per i bagni termali: una parte suddivisa in tre vasche, dove si raccoglievano le acque calde ed un altra più piccola per l’acqua fredda. Lungo le pareti vi sono una serie di nicchie, probabilmente utilizzate per riporvi vestiti ed effetti personali prima di immergersi nelle accoglienti vasche.

Le acque termali ricche di proprietà curative dovevano sgorgare a circa 38 gradi dalle montagne circostanti e la mirabile capacità ingegneristica araba, già nota per il sistema idrico dei Qanat di Palermo, la seppero incanalare all’interno del complesso. 
Oggi il fiume che alimentava i bagni ha ripreso il suo corso e la struttura è rimasta all’asciutto, con i suoi archi ancora eretti e le sue vasche corrose dal tempo, ma se l’interno è ancora discretamente conservato e mantiene inalterato tutto il suo fascino.

Come raggiungere i bagni di Cefalà Diana da Palermo

Il paese di Cefalà Diana si trova lungo la statale 121 che da Palermo porta ad Agrigento. Ad una trentina di Km da Palermo, all’uscita di Villafrati per si prosegue a destra per Godrano e Cefalà Diana. Il complesso dista un paio di Km dal paese. Nell’occasione è opportuno fare una visita anche al Castello di Cefalà Diana, poco più di un rudere, ma ancora ricco di fascino.

Saverio Schirò

Questi gli orari forniti dalla Regione Sicilia
Giovedì e sabato 9,00-19,00
martedì mercoledì, venerdì e domenica 9,00-14,00
Lunedì chiuso
 
tel 0918291551

Fonti: G. Palermo Patera, Palermo Araba, La Bottega di Hefesto, Palermo 1991
Immagine di copertina by Stendhal55, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons
Immagini interna by Davide MauroCC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Staff member. Appassionato di Arte e Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ti potrebbe interessare anche...

Via Principe di Belmonte

La via Principe di Belmonte va dalla via Francesco Crispi alla via Ruggero Settimo. La strada è intitolata a Giuseppe Ventimiglia, principe di Belmonte, nato...

Via Visita Poveri

La via Visita poveri, che va dall’omonima piazzetta alla via Vittorio Emanuele, era anticamente conosciuta  come via dei “Berrettonai”, in quanto vi si vendevano...

La Chiesa di San Domenico

La chiesa di San Domenico, sita nell'omonima piazza (l'antico Piano Imperiale) che domina come una maestosa regina, per dimensioni, importanza storica, culturale e religiosa...

Mestieri perduti: Lo Zimmillaro

Oltre alle numerosissime tradizioni e consuetudini del passato, sono andate perdute le memorie di quelli che erano gli antichi mestieri, professioni un tempo considerate...

Così Marx parlò della Sicilia

Il famoso filosofo tedesco Karl Marx, considerato il padre dell’ideologia socialista e comunista, nei suoi scritti ha dedicato un articolo alla Sicilia e ai...

Mondello, da palude a paradiso ritrovato

Sembra strano vedendola oggi ma la borgata di Mondello, una delle zone più famose di Palermo, fino all’inizo del secolo scorso si presentava in...