Palermo sotterranea: Alla scoperta dei Qanat

Cunicoli sotterranei costruiti dagli arabi per raccogliere le acque dalle sorgenti. Un patrimonio della città di Palermo da conoscere e visitare.

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Tutti conosciamo, più o meno direttamente, le bellezze che Palermo offre ai suoi visitatori. Almeno quelle superficiali. In realtà a Palermo, come in altre città d’Italia, esiste un grande patrimonio storico ed architettonico che si cela alla vista ed è visitabile in particolari occasioni.

Qanat cunicoloDi questo patrimonio fanno parte i Qanat, i cunicoli sotterranei risalenti alla dominazione araba che avevano il compito di intercettare e trasportare l’acqua delle sorgenti e condurla, tramite un abile gioco di pendenze, fino alle zone abitate e coltivate.
Questa rete di scavi e gallerie si trova sotto la zona di Via Nave/Corso Calatafimi, che a quei tempi costituiva un vasto complesso di giardini reali, ricchi di costruzioni, fontane e piante esotiche. Questa bellezza, ormai quasi del tutto perduta tra gli alti palazzi, necessitava di grandi quantità di acqua, necessaria a fornire un po’ di fresco durante le afose estati palermitane.

Visitare i Qanat oggi rappresenta un’esperienza unica che, a meno che non siate speleologi o minatori di professione, risulterà davvero difficile da dimenticare. Non il massimo per i claustrofobici, ma un vero sogno per chi ama i luoghi suggestivi, i Qanat vi faranno parlare di loro per parecchio tempo.
Si inizia con una prima vestizione, che comprende stivali di gomma e giacca impermeabile, che vi faranno già immaginare il tipo di ambiente che troverete sotto di voi. Successivamente si passa all’attrezzatura vera e propria, imbracatura e simpatico caschetto con lampadina (vitale più che simpatico se siete più alti di 1,70 m), e poi giù, per 15 metri sotto terra tramite una scaletta di ferro. Durante questo percorso, in cui maledirete la scarsa sensibilità degli stivali di gomma, vi renderete conto di come l’ambiente intorno a voi cambi, fino a sprofondare (letteralmente) in questo scenario difficilmente immaginabile dalla superficie. La roccia nuda, l’atmosfera umida, l’acqua che sgorga dalla parete e che vi scorre tra i piedi, la luce del casco che vi illumina la via, insomma un’esperienza a dir poco surreale.
Iniziata la visita, occorrono pochi minuti per ambientarsi ed apprezzare questo luogo così insolito. Benedirete il caschetto che, oltre a farvi luce, vi eviterà dolorose “capocciate” ai soffitti bassi. Per il resto seguite la guida e godetevi la visita senza avere paura di bagnarvi. Sì, per chi non lo avesse ancora capito ai Qanat ci si bagna. Oltre ad arrivare sopra il ginocchio, riempiendo gli stivali, l’acqua potrebbe anche piovervi copiosamente dalle pareti e dai soffitti, ma si dice che un po’ d’acqua non ha mai ucciso nessuno.

Coraggio dunque, portate pantaloni e calzettoni di ricambio e “tuffatevi” senza timore in questa “avventura umida”, di cui certamente non vi pentirete.

ArcheOfficina, in collaborazione con le guide speleologiche del CAI Palermo, organizza visite guidate all’interno dei Qanat di Palermo!
Contatti – 3279849519 | 3208361431

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

4 COMMENTI

  1. mi piacerebbe moltissimo fare questa esperienza, ma avrei una domanda, l’acqua che vi scorre dove va a finire..? sono curiosa… grazie 🙂

    • Esperienza consigliatissima ovviamente. L’acqua ad oggi è in parte sfruttata ad uso irriguo, ed anche in passato questa era la principale funzione dei tunnel. Potranno darti comunque maggiori informazioni le guide del CAI, che accompagnano i visitatori all’interno del Qanat.

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