I re Normanni in Sicilia: l’ascesa e l’evoluzione della dinastia degli Altavilla

Autore:

Categoria:

25,584FansLike
1,315FollowersSegui
633FollowersSegui

Chiamiamo “re normanni” i sovrani della dinastia di Hauteville (o Altavilla), discendenti del conquistatore dell’Isola, il conte Ruggero I, conosciuto come il “Gran Conte”. Nel 1130 suo figlio, Ruggero II, divenne il primo re di Sicilia, dopo aver conquistato tutto il Meridione d’Italia, creando un grande unico Regno di Sicilia. Dal 1130 al 1198 regnarono sei sovrani della casa d’Altavilla, fino all’incoronazione del giovane Federico, che diventerà l’imperatore Federico II (figlio di Costanza d’Altavilla e Enrico di Hohenstaufen). Da quel momento, si parlerà della dinastia normanno-sveva.

L’ultima erede degli Hohenstaufen, Costanza II, sposa del re d’Aragona, assicurerà la transizione tra gli Svevi e gli Aragonesi di Sicilia. In qualche modo, la continuità dinastica, o per parte di padre o per parte di madre, proseguì ininterrotta dal 1130 al 1401, quando morì l’ultima discendente, la regina Maria di Sicilia. Nel 1412 i re di Spagna acquisirono definitivamente il titolo di re di Sicilia.

Identità normanna o siciliana?

Re normanni, Ruggero II e la moglie Elvira

Per quanto tempo i re di Sicilia si percepirono come “Normanni”, o addirittura come discendenti di “Vichinghi”? Racconti e romanzi non mancano di insistere su questa ascendenza. Evidentemente, non disponiamo di fonti precise che permetterebbero di tagliare questo nodo gordiano. Si può supporre che i “re normanni” conservassero il ricordo delle loro origini, ma, personalmente, dubito che si “sentissero normanni”. Come l’arte che fiorì sotto il loro governo viene definita “arabo-normanna”, credo che questi sovrani si potrebbero chiamare quanto meno “siculo-normanni”, se non semplicemente “siciliani”.

L’integrazione dei Normanni in Sicilia

Alla capacità della Sicilia di accogliere e assimilare gli immigranti di varie origini, si aggiunge la propensione dei normanni a integrarsi nei nuovi territori appena conquistati, adottandone la lingua e gli usi e costumi. Anche gli antenati vichinghi, appena installati nel ducato che prenderà il loro nome (nordmen, Normandia) si adattarono alla civiltà dei Franchi. Avendo sposato principesse e figlie dell’aristocrazia franca e fatto battezzare i loro figli, questi, dopo una generazione, non si distinguevano più dai Franchi, né per la lingua, né per il modo di vivere.

Lo stesso fenomeno accadde in Sicilia, e se il Gran Conte Ruggero I, essendo emigrato da adulto, si sentiva certamente “normanno”, invece suo figlio, re Ruggero II, cresciuto nella Sicilia multiculturale di quei tempi, era “un sovrano tra Oriente e Occidente” secondo lo storico Hubert Houben, che lo definisce “un politico abilissimo che riuscì a presentarsi come un sovrano occidentale per i suoi sudditi latini, come un basileus di tipo bizantino per quelli greci, come un sultano per quelli arabi”.

Le origini miste di Guglielmo “il Malo”

Se il primo re di Sicilia si poteva considerare, geneticamente, mezzo normanno, il suo infelice figlio, Guglielmo “il Malo”, era di sangue normanno solo per un quarto, e… udite, udite… spagnolo e perfino “moro” per metà! Infatti, la prima sposa di Ruggero, madre di Guglielmo, l’infanta Elvira di Castiglia, era figlia di Alfonso VI, detto il Coraggioso, uno dei protagonisti della riconquista spagnola, il quale, dopo aver ripreso Toledo ai musulmani si fregiava del titolo di re di tutte le Spagne e imperatore delle due religioni. La quarta moglie di Alfonso e madre di Elvira era Zaida di Siviglia, una principessa mora, vedova dell’emiro di Cordova.

Elvira di Castiglia: la prima regina di Sicilia

Regina Elvira di Castiglia

Prima regina di Sicilia, dal 1130 al 1135, Elvira di Castiglia non ebbe imposto un marito anziano, come spesso capitava alle giovani principesse: Ruggero II aveva circa ventidue anni ed era certamente attraente. Sembra che il matrimonio sia stato felice, tanto che nacquero in tempi brevi cinque figli maschi e una femmina. Quando la regina morì nel 1135, all’età di circa trentacinque anni, Ruggero sembrò impazzire di dolore: rimase a lungo chiuso nei suoi appartamenti, rifiutando di ricevere chiunque, tanto che corse voce che fosse deceduto; chissà se invece era stato colpito dalle febbri che avevano portato via la sua sposa. La Storia rimane muta sui tanti particolari che vorremmo conoscere!

Siamo anche ridotti a mere supposizioni sul carattere della regina Elvira e sul ruolo che rivestì nella politica del marito. Nata da madre di origine musulmana, nella multietnica capitale Toledo, scoprì forse delle analogie con la sua nuova città, Palermo, diventando un’abile consigliera del marito sulle strategie da attuare per garantire la pacifica convivenza con i Saraceni e gli Ebrei? Aveva la padronanza della lingua araba e poté partecipare all’acculturazione della corte palermitana?

Conclusione: nascita delle relazioni tra Sicilia e Spagna

Questo primo matrimonio di Ruggero mette in evidenza la nascita delle relazioni tra la Sicilia e la Spagna, che andranno via via moltiplicandosi. Anche il figlio di Elvira, Guglielmo I, sposerà una principessa spagnola, Margherita di Navarra, che avrà un ruolo importante e controverso… ma questo sarà oggetto di una prossima chiacchierata!

Liliane Juillerat

Se ti piace questo argomento, puoi leggere gli altri articoli di Liliane Juillerat

  • Immagini generate con AI: Bing Creator
  • Immagine di copertina generato con AI gencraft.com

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Liliane Juillerat
Liliane Juillerat
Liliane Juillerat Ferrara, cultrice di lingue, letteratura e arte, nata in Svizzera e sposata con un siciliano, ha insegnato la lingua francese all'Università di Messina per oltre vent'anni. Trasferitasi a Palermo per stare vicina ai nipoti si è ben presto lasciata ammaliare da questa città, dalla sua lunga storia e dai suoi prestigiosi monumenti. Ha pubblicato con l'editore Torri del Vento due romanzi storici: "Costanza d'Altavilla Così volle il fato" e "La Contessa Adelasia Malikah di Sicilia e Calabria".

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbe interessare anche...

Quando Aretha Franklin incantò Palermo (video)

Nel Luglio 1970 il pubblico di Palermo aspettava con grande impazienza l'arrivo di Aretha Franklin. C'era grande attesa sul malconcio campo della Favorita e...

Sant’Oliva e il misterioso pozzo nella chiesa di san Francesco di Paola

Di sant’Oliva e del misterioso pozzo che a lei si riferisce abbiamo notizie piuttosto vaghe e contraddittorie. Il pozzo si trova all’interno della chiesa...

Quando un pugno di ceci fece la storia della Sicilia

Sembrerà pure esagerato, ma dire che i ceci hanno fatto la storia siciliana è un semplice dato di fatto. Non solo questo cibo popolare...

Santa Ciriaca: la chiesa dimenticata

L'antica chiesa di Santa Ciriaca si trova lungo la circonvallazione di Monreale, dentro il cosiddetto baglio delle case Salamone nei pressi della via santa...

La Notte dei Pugnalatori di Palermo

La Notte dei Pugnalatori è un fatto di cronaca che ha fatto scalpore nel giovanissimo Regno d'Italia. Ecco i fatti e le dicerie dell'epoca. Il...

Il viceré d’Ossuna, curiosone e benefattore

Si racconta che don Pedro Téllez-Girón, duca d’Ossuna, viceré di Sicilia dal 1611 al 1616, avesse un’abitudine molto particolare.Pare che nottetempo gli piacesse travestirsi...