Borgo Parrini, una Barcellona segreta in provincia di Palermo

Una piccola contrada a pochi chilometri da Palermo si presenta ai suoi visitatori con uno stile unico in Sicilia. Le sue forme ed i suoi colori ricordano lo stile dell’architetto catalano Gaudì.

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Vicino Palermo, e più precisamente nel comune di Partinico, si trova una minuscola contrada che attira turisti e curiosi provenienti da ogni parte della Sicilia, e non solo. Si tratta del Borgo Parrini, una piccola frazione di cui si ha notizia già dal 1500, che negli ultimi anni è stata sapientemente ristrutturata e rivalorizzata dai residenti, secondo uno stile artistico che ricorda gli edifici di Gaudì a Barcellona.

Borgo Parrini

La storia di Borgo Parrini

La storia di questo borgo inizia nel XVI secolo, quando i padri del Noviziato dei Gesuiti di Palermo, decisero di acquistare alcuni terreni agricoli nei pressi del paese di Partinico (proprio da qui nasce il nome “Parrini” che significa appunto preti). Queste proprietà furono gradualmente sfruttate dalla crescente Compagnia di Gesù, fino a raggiungere una certa rilevanza strategica per le opere dell’ordine.

Agli inizi del ‘700, come in uso a quei tempi nelle campagne, i Gesuiti fecero costruire in quei terreni alcune strutture, tra cui un mulino, svariati magazzini, torrette di avvistamento per i campieri, abitazioni per coloni e braccianti, ed una chiesetta, che fu intitolata a Maria SS. del Rosario.

Borgo Parrini

Dai Gesuiti ad azienda agricola

Dopo la soppressione dell’Ordine dei Gesuiti, nel 1767, la proprietà del borgo passò in mano al principe francese Henri d’Orleans, duca d’Aumale, che ne volle sfruttare i fertili terreni per la produzione del moscatello dello zucco, un vino molto apprezzato nell’Europa del XIX secolo.
Il nobile francese istituì una florida azienda agricola, nella quale lavoravano circa 300 operai, che trovavano alloggio proprio negli edifici del Borgo Parrini.
Le uve coltivate qui, erano poi portate a Terrasini, dove veniva effettivamente prodotto il vino pregiato, che il principe esportava soprattutto in Francia e Germania.

A partire dal secondo dopoguerra, come migliaia di altre frazioni italiane, la popolazione iniziò ad abbandonare il posto, per trasferirsi nelle grandi città, di conseguenza molti edifici rimasero disabitati per decenni.
Negli ultimi anni, grazie all’intuizione di un imprenditore e dei pochi residenti, il borgo ha conosciuto una nuova vita.

Borgo Parrini

Alcune vecchie case sono state restaurate con uno stile che ricorda molto il modernismo catalano di Antoni Gaudì, con forme particolari, opere d’arte e colori sgargianti. Anche pavimentazioni e muretti sono stati ricostruiti secondo il nuovo stile, che attira così tanti visitatori in questa piccola Barcellona Palermitana.

Oggi Borgo Parrini è diventato una meta da scoprire per tutti quei turisti che amano visitare luoghi bellissimi ma poco conosciuti, immergendosi in un’atmosfera quasi surreale, che ricorderanno per molti anni.

Foto: Valentina Fava

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

12 COMMENTI

  1. Conoscevo il vecchio borgo che ritenevo abbandonato; la visita odierna mi ha gradevolmente stupito per la trasformazione del vecchio borgo in un posto pieno di gente che ammirava le varie decorazioni di alcune case. Tutto molto gradevole e fruibile anche se rimane da tenere presente che ispirarsi a Gaudi non significa diventarlo Ma rimane apprezzabile lo sforzo di ottenere dei risultati interessanti e di effetto. Da utente ringrazio il signore locale che ha impiegato fantasia e mezzi per realizzare una sua idea.
    In conclusione una nota sgradevole: abbiamo deciso di portare a casa dei prodotti locali confezionati dall’antico panificio locale e, purtroppo solo alla conclusione dell’acquisto,
    ci siamo accorti che il ragazzo che aveva preparato i nostri pacchetti era privo di mascherina e guanti. la cosa è particolarmente grave perchè questa persona ha manipolato dei prodotti commestibili. Mi sono limitato a fare rilevare la cosa alla persona che stava alla cassa (presunto proprietario) che ha reagito alla mia osservazione con arroganza dicendo che loro rirspettavano tutte le norme (sic) e che eventuali controlli non lo preoccupavano. Pertanto sottolineo ai futuri visitatori del borgo la necessità di accertare prima di acquistare se tutte le norme anticovd vengono rispettate sopratutto da chi offre dei servizi al pubblico.

    • Bisognerebbe rivolgersi ad un’agenzia del luogo o fare una ricerca su un sito specializzato. Ad ogni modo se qualcuno dovesse saperne di più, può rispondere al commento indicando qualche riferimento.

  2. rispetto il lavoro fatto, fino all’anno scorso c’erano solo case fatiscenti ed ottime pizzerie ma paragonarlo alle strutture di GAudì ce ne corre, lasciamo stare in pace Gaudì (hanno solo fatto una brutta imitazione)

    • Certo, tra essere Gaudì ed ispirarsi a lui c’è una enorme differenza. Tuttavia non si può negare che le decorazioni del borgo ricordino quelle di Parc Guell a Barcellona.

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