Villa Igiea: storia, simbolismo e trasformazione di un gioiello Liberty palermitano

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Palermo, città di storia millenaria e crocevia di culture, custodisce tra le sue gemme architettoniche Villa Igiea, un’espressione magnifica dello stile Liberty incastonata come una perla sul Golfo. Affacciata sul mare, nella borgata dell’Acquasanta e protetta alle spalle dal maestoso Monte Pellegrino, Villa Igiea non è solo un albergo di lusso, ma un luogo pieno di storia, di ambizioni nobiliari, di drammi familiari e di un simbolismo artistico che ne fa un unicum nel panorama europeo. La sua vicenda si snoda attraverso un secolo di trasformazioni, da ambizioso progetto sanitario a epicentro della vita mondana europea, fino al suo attuale splendore come testimone di un’epoca d’oro.

I Florio: una famiglia con una visione

La storia di Villa Igiea è indissolubilmente legata alla potente e influente famiglia Florio, veri e propri “viceré di Sicilia” capaci di lasciare un segno indelebile nel tessuto economico, sociale e culturale dell’isola. Nel tardo Ottocento e all’inizio del Novecento, i Florio erano una vera e propria potenza economica: erano imprenditori in molti settori, dalla pesca all’industria; ma erano anche persone con una grande sensibilità, come dimostra la storia di Villa Igiea.

L’idea iniziale dei Florio per questa proprietà all’Acquasanta era molto diversa da quello che Villa Igiea è oggi. Ignazio Florio Junior acquistò questa tenuta nel 1899 da Sir James Domville, un ammiraglio inglese. Le due famiglie erano legate da affari, e il terreno si trovava in una zona, l’Acquasanta, che richiamava l’idea di acque salutari.

Il progetto ambizioso di Ignazio Florio era quello di costruire un sanatorio di lusso. All’epoca, la tubercolosi era una malattia molto diffusa e grave, e si pensava che il clima mite di Palermo e l’aria di mare potessero portare benefici ai malati. La denominazione “Igiea” non fu infatti casuale: deriva da Hygeia, la dea greco-romana della salute, figlia di Asclepio, dio della medicina.

Un medico innovativo e una tragedia familiare

Per realizzare questo sanatorio, i Florio coinvolsero il Professor Vincenzo Cervello, un medico palermitano specializzato nella cura delle malattie polmonari. Il professor Cervello, che era anche un esperto farmacologo, aveva creato il vaporogeno, un’apparecchiatura utilizzata per somministrare un farmaco a base di formaldeide, l’igazolo, che si sperava potesse curare la tubercolosi. Questo farmaco sarebbe stato prodotto direttamente nel laboratorio chimico all’interno di Villa Igiea.

L’interesse dei Florio per la cura della tubercolosi non era solo filantropico, un motivo personale e doloroso aveva probabilmente spinto Ignazio Junior e sua moglie Franca Florio ad abbracciare con fervore questa missione: la malattia della figlia primogenita Giovanna che sarebbe poi morta nel 1902, quando aveva appena 9 anni.

Villa Igea, da Sanatorio a Hotel di lusso: un cambio di destinazione inatteso

All’inizio del 1900, Ignazio Florio incaricò il celebre architetto Ernesto Basile di progettare il sanatorio. I lavori di costruzione iniziarono, ma purtroppo le terapie ideate dal professor Cervello si rivelarono inefficaci contro la tubercolosi e per giunta, quando i progetti furono presentati all’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Palermo, ebbero un parere negativo! A quanto pare, una commissione di medici inglesi, giunta appositamente da Londra, aveva espresso seri dubbi sulla redditività dell’impresa e sul ritorno dell’investimento, suggerendo addirittura la riconversione della struttura in un casinò sul modello di Montecarlo.

Nonostante questa battuta d’arresto, Ignazio Florio non si diede per vinto. Con una decisione rapida e lungimirante, decise di cambiare la destinazione d’uso della struttura, trasformandola in un albergo di lusso. I lavori furono completati rapidamente, e l’albergo venne inaugurato in pompa magna il 19 dicembre 1900.

Villa Igiea: cuore della vita sociale europea

In breve tempo, Villa Igiea divenne uno dei centri di vita sociale e culturale più importanti d’Europa. Grazie alla sua eleganza, alla bellezza del luogo e al prestigio della famiglia Florio, l’albergo ospitò re, aristocratici, artisti e intellettuali provenienti da tutto il continente. Per un certo periodo, Villa Igiea fu anche utilizzata come residenza privata della famiglia Florio, un luogo dove pubblico e privato si mescolavano. Era la “reggia borghese” di una famiglia che per la Sicilia dell’epoca rappresentava quasi una casa reale.

Architettura Liberty e dettagli di stile

Villa Igiea esterno
Esterno di villa Igiea co la piscina e il tempietto

L’aspetto esterno di Villa Igiea è imponente e ricorda quello di un castello con torrette e merli. Questa scelta stilistica si rifaceva in parte alla preesistente costruzione, il castelletto neogotico di tre piani che Ignazio Florio aveva acquistato dal Domville. Ernesto Basile modificò la struttura esistente, aggiungendo un quarto piano, merlature e piastrelle di pasta vitrea con motivi ispano-moreschi. Accanto al vecchio edificio, fu aggiunto un corpo di fabbrica di tre piani di nuova costruzione.

Basile curò anche la progettazione delle terrazze e degli spazi esterni, integrandoli armoniosamente con la natura circostante. Ancora oggi si possono ammirare mosaici con disegni floreali e geometrici e balaustre dalle curve eleganti, tipiche dello stile Liberty. Un finto tempietto antico vicino alla piscina completa l’atmosfera quasi irreale dei giardini. Per gli ospiti più esclusivi dell’albergo non mancavano campi da gioco, una piscina e un bar all’aperto.

Un viaggio all’interno: arte e sfarzo Liberty

Ma è soprattutto all’interno che Villa Igiea rivela la sua anima Liberty. La sala Belle Époque, conosciuta anche come sala Florio, è uno degli esempi più famosi e riusciti di questo stile a livello mondiale. Questa sala unisce il gusto del Barocco con la passione per i motivi orientali (giapponesi e cinesi), reinterpretati in chiave occidentale.

Tra le sinuose linee e i dettagli intarsiati che decorano il soffitto e le pareti, si trovano piccoli affreschi che raffigurano dame in abiti orientali sedute sotto gli alberi. I motivi floreali stilizzati amplificano la sensazione di leggerezza e raffinatezza. Le grandi finestre lasciano entrare la luce solare, esaltando le tonalità calde dell’oro, del crema e del verde chiaro. Anche i lampadari e le applique in ferro battuto e vetro colorato contribuiscono a creare un’atmosfera soffusa ed elegante. La sala Belle Époque è ancora oggi utilizzata per eventi speciali e cerimonie.

Villa Igiea salone

Un’altra sala di grande importanza è la grande sala da pranzo, chiamata sala Basile o sala degli specchi. Questa sala è decorata con un ciclo di affreschi pieni di figure femminili circondate da fiori, nei toni del verde, dell’oro, del rosa e dell’azzurro. Gli affreschi, opera di Ettore De Maria Bergler, rappresentano i tre momenti della giornata: mattina, pomeriggio e sera, alludendo alla ciclicità di vita, morte e rinascita. Le immagini richiamano la natura, con alberi di melograno e una varietà di fiori tipici dell’Art Nouveau. Le figure femminili ricordano le bagnanti impressioniste, ma con un leggero tocco orientale, influenzato dalle stampe giapponesi.

La prima scena, “Profumo del mattino”, mostra fanciulle danzanti che celebrano l’alba. Al centro, la scena dei “Floralia” si ispira alle feste romane in onore della dea Flora. Dopo un laghetto di cigni, si apre la scena del “Profumo della sera”, con donne che si preparano per dormire. Sulla quarta parete, un pavone, simbolo di immortalità e rinascita, completa il ciclo.

Il gusto per l’arte orientale si ritrova anche in alcuni arredi, come statuine di animali e vasi di porcellana. Le decorazioni in legno e gli altri arredi furono realizzati nel 1902 dall’impresa Ducrot, seguendo i motivi floreali tipici del Liberty.

Gli affreschi che decorano il bar al piano terra risalgono invece agli anni 1957-1958 e sono opera di Gino Morici eseguite per sostituire le pitture originali distrutte durante la Seconda Guerra Mondiale. Questi affreschi raffigurano panorami di Palermo che esaltano la bellezza dell’arte arabo-normanna e barocca.

Villa Igiea da regno di Donna Franca Florio al declino del dopoguerra

Villa Igiea divenne il regno di Donna Franca Florio, una figura iconica, amata e invidiata, che fece della villa uno dei salotti più esclusivi, frequentato dalle personalità più illustri dell’epoca.
La sua presenza costante tra i corridoi e le stanze dell’hotel rese difficile distinguere Villa Igiea come albergo pubblico dalla sua funzione di dimora privata, una vera e propria “reggia borghese” per quella che fu considerata una famiglia reale per la Sicilia degli ultimi bagliori della Belle Époque. Pubblico e privato si mescolarono e convissero fino alla scomparsa dei Florio e alla perdita della proprietà della villa.

Fu la Grande Guerra che segnò il declino della Belle Époque palermitana. Le grandi famiglie che ne avevano decretato lo splendore, tra cui i Florio, uscirono lentamente ma inesorabilmente di scena, a volte con un bagaglio di debiti insanabile. Negli anni trenta del Novecento, Villa Igiea risultava gestita dalla Società Grandi Alberghi Siciliani. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Villa ospitò alte personalità militari. Divenuta di proprietà del Banco di Sicilia, fu acquisita negli anni novanta dal Gruppo Acqua Marcia, che la gestì anche in franchising con i brand Hilton e Accor Hotels.

Villa Igiea oggi: un tesoro restaurato

Villa Igiea
Villa Igiea, uno dei saloni interni restaurati

Dopo diverse vicissitudini e passaggi di proprietà, Villa Igiea è stata recentemente sottoposta a un importante restauro. L’obiettivo era quello di valorizzare il suo patrimonio storico e accogliere i visitatori con l’eleganza del passato unita ai comfort moderni.

Così, oggi, Villa Igiea è un hotel di lusso, parte della catena Rocco Forte Hotels, e conserva intatta la sua bellezza storica e artistica, confermando il suo ruolo nella storia e nell’immaginario di Palermo.

Visitare Villa Igiea è come fare un tuffo nel passato glorioso di Palermo, immergendosi in un’atmosfera che unisce storia, arte e lusso. Iniziata come un ambizioso progetto di sanatorio e trasformatasi in un simbolo dell’eleganza europea, rimane un tesoro da scoprire e ammirare.

La Villa Igiea si trova in Via Belmonte, 2 a Palermo. Solo l’esterno della struttura è visitabile previo accordo con la direzione dell’Hotel.

Saverio Schirò

Immagini di Wolfgang Moroder via wikimedia commons CC BY-SA 3.0

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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