Cosa sono quei curiosi dispositivi agli angoli dei palazzi nobiliari?

Autore:

Categoria:

25,584FansLike
1,315FollowersSegui
633FollowersSegui

Passeggiando per il centro storico di Palermo, capita di notare strani elementi architettonici alla base degli edifici antichi: piccole punte di ferro, certe volte, scivoli di marmo inclinati, o altri elementi similari posti agli angoli formati dalle sporgenze architettoniche. Cosa sono e soprattutto a cosa servivano? Non sono decorazioni, né misteriosi simboli: sono gli antiurinatori, o dispositivi anti-pipì, situati come ingegnosi deterrenti, ideati secoli fa, per scoraggiare chi, di notte, scambiava gli angoli dei palazzi per bagni pubblici.

Un problema urbano antico e mai superato

Cosa faresti se notte tempo ti scappa un bisogno impellente? E magari non ci sono locali aperti… Non c’è bisogno di una risposta, e meno male che accade raramente.
Un tempo il problema era molto comune e ubriaconi, nottambuli e ” gentiluomini” poco raffinati trasformavano gli angoli bui delle facciate in comode “toilette” a cielo aperto, lasciando dietro di sé macchie, odori e pietra corrosa. E già, perché l’urina, acida e aggressiva, rovinava il marmo e il decoro delle strade.

Antiurinatori, ubriachi in città

Cosa potevano fare i residenti? Un rimedio ingegnoso: gli antiurinatori

Ovviamente non si potevano mettere guardie a presidiare ogni angolo nascosto: la soluzione fu tutta d’ingegno. Ecco allora che architetti fantasiosi idearono delle piccole pensiline di marmo scolpite alla base degli angoli più a rischio con una pendenza calcolata al millimetro, creando una sorta di scivolo in pietra. Il malcapitato, convinto di aver trovato il suo nascondiglio perfetto, riceveva in cambio un rimbalzo diretto… sulle scarpe e sui calzoni. Una punizione istantanea, senza processo né appello, e con impatto ambientale zero.

Altrove si passò a misure più dirette, come quelle che si vedono nella foto: punte di ferro piantate negli angoli o barre di ferro con punte acuminate che rendevano l’impresa fisicamente impossibile. L’importante era dissuadere chiunque avesse pensato di “mollare” i propri bisogni in luoghi non appropriati.

Una lezione di civiltà

Oggi questi “antiurinatori” sono curiosità storiche che testimoniano come ci si doveva arrangiare per superare inaspettate difficoltà e, badate bene, non era solo una problema siciliano, tutt’altro! Questi dispositivi si trovano disseminati in molte città d’Italia.
Oggi a pensarci fanno sorridere, per il modo ironico, pratico e anche un po’ vendicativo che ha saputo trasformare un problema di decoro in un piccolo capolavoro di architettura morale. Insomma, un modo particolare di dire: la bellezza si difende anche con un po’ di astuzia.

La foto in copertina riproduce un angolo di Palazzo Chiaramonte Bordonaro a Piazza Pretoria a Palermo

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbe interessare anche...

I marinai del Giardino Inglese

In un piccolo padiglione, appositamente costruito su disegno di Ernesto Basile, nel Giardino Inglese di Palermo, è collocato un gruppo marmoreo opera di Benedetto...

La travagliata storia dello Spasimo di Sicilia

Come molti sapranno, un tempo a Palermo era esposta un’opera del grande Raffaello Sanzio, una pala d’altare intitolata “Andata al Calvario”, ma che diverrà...

Giovanni Filippo Ingrassia e la peste a Palermo nel 1575

La peste a Palermo nel 1575 fu una terribile epidemia che colpì la città la mattina del 9 Giugno, quando, nel quartiere di San...

La storia della manna in Sicilia

La storia della manna in Sicilia ha radici molto antiche, risalgono probabilmente agli arabi che importarono nella "terra del sole" i frassini da manna,...

La razzia del 1147: quando Ruggero II rubò a Bisanzio il segreto della seta

Nell'estate del 1147 una flotta siciliana di settanta galee taglia l'Adriatico e piomba su Corfù. La conquista in pochi giorni, scende lungo il Peloponneso,...

Palermo a luci rosse: Storie di prostitute e prostituzione

Quando parliamo di "Palermo a luci rosse" gli uomini che hanno superato la cinquantina ricorderanno certamente quelle abitazioni in città dove la sera si...