Cristo in Gonnella, il crocifisso più strano della Sicilia

Nella chiesa di San Giovanni Battista, a Scicli, si trova un curioso dipinto rappresentante un Cristo in croce con indosso una specie di gonna. Qual è la storia di questo strano crocifisso?

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Il Cristo in Gonnella, o più propriamente Cristo di Burgos, è un quadro custodito nella chiesa di San Giovanni Evengelista di Scicli, rappresentante un Gesù crocifisso con indosso una strana veste, che ne copre le gambe fino alle caviglie.

Da dove proviene questa curiosa rappresentazione?

Nell’iconografia tradizionale, il Cristo in croce è solito indossare il perizonium, una specie di mutanda ricavata da un panno, già in uso in epoche molto antiche.
Per questo motivo la figura di un Gesù crocifisso con indosso un curioso indumento, simile ad una gonna, ha spesso causato qualche irriverente risatina, soprattutto da parte dei più giovani.

In realtà l’opera rappresenta uno dei crocifissi più famosi della Spagna, quello custodito nella splendida Cattedrale di Burgos. Questa particolare statua ha origini sconosciute, più leggendarie che storiche. Rappresenta un Cristo particolarmente realistico, realizzato utilizzando materiali come pelle bovina (secondo qualcuno addirittura pelle umana) per il corpo, unghie nelle dita di mani e piedi, e veri capelli a ricoprirne la testa ed il volto. Lo “scheletro” del crocifisso è fatto in legno, ma è dotato di giunture mobili, che permettono alla statua di muovere braccia e gambe, se toccate. Si racconta che addirittura la regina Isabella di Castiglia, ebbe un moto di terrore quando, accarezzata una gamba del Cristo, questa si mosse.

Questa scultura, oggetto di grande venerazione in tutta la Spagna, pare che sia stata donata nel 1308 da un commerciante di Burgos che la trovò in una cassa galleggiante durante un viaggio per mare, inclusa la curiosa veste, in realtà un abito sacerdotale, che già nel 1300 doveva avere un aspetto antico, sebbene fosse perfettamente conservato.

La storia di questo fortunoso ritrovamento accrebbe ulteriormente le leggende su questa singolare opera che tutt’ora si trova esposta in una cappella della cattedrale spagnola, sebbene la cosiddetta “gonna” venga sostituita periodicamente con dei drappi che seguono i colori del calendario liturgico.

Fatta questa opportuna, ma spero interessante, divagazione, torniamo in Sicilia, nella piccola chiesa del centro storico di Scicli in cui oggi si trova il dipinto.
Questo è datato 1695 ed è opera di un certo Don Juan de Palazìn, che probabilmente lo realizzò su commissione per una importante famiglia spagnola.
Il quadro fu poi acquistato per devozione da Domingo de Cerratòn, un nobile proveniente da un piccolo villaggio vicino Burgos, che lavorava alla corte di Pedro Manuel Colòn de Portugal, che nel 1696 fu nominato viceré di Sicilia, quindi trasferito a Palermo.

Al termine dell’incarico del viceré, Domingo decise di rimanere in Sicilia, per ricoprire l’incarico di comandante della Sargenzia di Scicli, dove si trasferì con la moglie Tereza e i suoi due figli. Probabilmente proprio in questo frangente il quadro fu portato nella città ragusana, insieme agli altri beni di famiglia.

Purtroppo il futuro dei Cerratòn non riservava piacevoli sorprese. A pochi mesi dal trasferimento i due figli morirono a causa di una “febbre maligna” e due anni dopo anche Domingo si ammalò e morì. Rimasta sola, in preda al dolore, donna Tereza decise di chiudersi nel convento di Scicli, fondato qualche anno prima dalle Monache Benedettine di Palma di Montechiaro, donando il Cristo di Burgos in dote.

Quando nei primi del ‘900 il monastero fu abbattuto, il quadro fu portato nella sacrestia di San Giovanni Battista, dove fu dimenticato per diversi anni fino a quando don Paolo Ruta, sacerdote appassionato d’arte, decise di trovargli una collocazione all’interno della chiesa.

Da allora il singolare crocifisso è esposto al pubblico, dove attrae l’interesse e la curiosità di moltissimi visitatori, che continuano a chiedersi perché il Cristo in croce stia indossando una gonna.

 

Fonti: Ragusanews
Repubblica
Burgospedia
Catedral de Burgos

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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