Il pozzo del chiostro della Magione

Autore:

Categoria:

13,150FansLike
478FollowersSegui
577FollowersSegui

Nel bellissimo, e non troppo noto, chiostro della chiesa della SS. Trinità, anche nota come la Magione, si trova un particolare pozzo, posto ad elemento centrale della monumentale struttura esterna.
Tale elemento, di per sé assolutamente comune, specie nei chiostri medievali, nasconde invece una storia particolare e degna di essere ricordata.

Iniziamo col dire che questa vera di pozzo (ovvero la porzione visibile del pozzo che emerge dal terreno, di solito costruita per evitare di cadere accidentalmente all’interno del buco sottostante), fu portata alla magione soltanto nel 1943, dopo essersi salvata dai bombardamenti che distrussero quasi completamente il monastero del Cancelliere, sua precedente dimora. Tuttavia la storia non si ferma qui.

Come scoperto da monsignor Benedetto Rocco alla fine degli anni ‘60, la parte superiore del pozzo, cioè l’elemento in marmo bianco collocato oggi su una struttura di mattoni, presenta delle singolari iscrizioni in lingua ebraica, che ne rivelano la sua funzione originaria. Si trattava infatti di una pietra sepolcrale del 1353, posta sulla tomba di un giovane ebreo palermitano di nome Daniele.
L’iscrizione recita: Nella sua arca giace ancor vegeto Daniele, figlio di Rabbi Saadia. La sua anima sia custodita nello scrigno della vita. Su di lui il bene e il riposo dell’anima. Il suo riposo sia nella gloria.

Ma come ha fatto una tomba ebraica a diventare il pozzo di un monastero?

Tutto risale al periodo successivo alla “Cacciata degli Ebrei”, avvenuta in Sicilia nel 1492. In seguito a questo evento storico, sul quale non ci soffermiamo, i cimiteri ebraici di Palermo, collocati nei terreni limitrofi alla Porta di Termini (nei pressi dell’odierna Stazione Centrale), furono del tutto abbandonati.
Negli anni e nei secoli a venire, è probabile che alcuni degli elementi di pregio presenti in questi cimiteri, siano stati riutilizzati per abbellire palazzi, chiese e monumenti cittadini, vista anche la necessità di rimpiazzare questi vecchi sepolcri con il nuovo fossato esterno della città, costruito nel 1537.

Probabilmente questo antico elemento marmoreo giunse allora al monastero del Cancelliere, dove le monache decisero di utilizzarlo come pezzo di pregio della loro vera di pozzo, come testimoniato anche dai visibili solchi dovuti al continuo passaggio della corda al quale era legato il secchio.

Già dal 1968 monsignor Rocco propose di spostare pietra sepolcrale in un museo, riportando il monumento alla sua forma originaria ed eliminando dunque la sottostante struttura in cotto, tuttavia questa richiesta non è ancora stata ascoltata, ed oggi l’antica tomba è usata come altare per le cerimonie nuziali di molti ignari sposi. Chissà se il giovane ebreo Daniele, sarebbe contento di questo nuovo romantico utilizzo.

Samuele Schirò

Foto: Reportage on Way; Tanogabo

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile, redattore e fotografo di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

1 COMMENTO

  1. Penso che il giovane Daniele sarebbe contento di questo nuovo utilizzo. Sempre meglio di restare abbandonato in una fossa.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ti potrebbe interessare anche...

Chiesa e Oratorio dei S.S. Elena e Costantino

Questo complesso religioso, oggi di proprietà della Regione Siciliana, si affaccia sul magnifico scenario di "Piazza della Vittoria", a pochi passi da Palazzo dei...

Nuove truffe sempre in agguato: ecco l’ultima

  Il tuo pacco sta arrivando: occhio alla truffa via sms Moltissimi italiani hanno già segnalato di aver ricevuto in queste ore sul proprio cellulare un...

Rotolo con ricotta e gocce di cioccolato

In Sicilia usare la ricotta nella pasticceria è davvero un classico. Usiamo la crema di ricotta per farcire i cannoli, la cassata, le cassatelle,...

Vaccini senza prenotazione in questo week end

Venerdì, sabato e domenica, dalle 8 alle 22, i cittadini tra i 60 e i 79 anni potranno vaccinarsi senza prenotazione con AstraZeneca. A chi...

Prenotazioni vaccini per i cittadini dai 65 ai 79 anni

I cittadini dai 65 ai 79 anni di età (dalle classi 1956 fino alla 1942), cioè coloro (esclusi i soggetti estremamente vulnerabili) a cui...

Villa Bonanno e la scoperta dell’area archeologica romana

Villa Bonanno è un parco cittadino che si trova nel centro storico di Palermo, a due passi dalla Cattedrale e dal monumentale ingresso di...