La cotognata

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Una merenda d’altri tempi che sicuramente chi ha qualche anno in più ricorderà benissimo.
Un tempo infatti era fra i “dolci” più diffusi, per la felicità dei più  piccoli, ma anche dei grandi, tagliata a quadrati o a rombi e avvolta nella carta oleata, era l’ideale ogni qual volta si aveva voglia di qualcosa di buono.Di colore rosso bruno, dalla consistenza gelatinosa , morbida, profumata e dolce, la cotognata ha come ingrediente principale le mele cotogne.
cotogna
Questo frutto bitorzoluto è impossibile da mangiare appena raccolto per il suo sapore aspro e per la polpa dura. Coltivato fin dall’antichità, profumato e apparentemente umile, la mela cotogna è carica di storia e di simboli, anche se  oggi è un frutto dimenticato, tanto che viene confuso spesso per una varietà di melo o pero, mentre in realtà appartiene ad una specie distinta.
Coltivato già tre mila anni fa dai Babilonesi,era per i  Greci il frutto consacrato ad Afrodite e legato alla fertilità, tanto che secondo le usanze popolari le spose dovevano mangiarne la prima notte di nozze, prima di accostarsi al letto nuziale.
Il suo nome Cydonia, è quello di una località dell’isola di Creta, da cui si pensava provenisse la pianta, che per il colore e la durezza, veniva chiamato anche chrysomelon, il famoso pomo d’oro della mitologia.
I Romani invece amavano mangiare questi frutti crudi con il miele, oppure ne traevano un gustoso sidro, mentre la polpa se masticata, veniva usata anche come antiveleno.
Proprietà benefiche
In fatto di proprietà benefiche la mela cotogna ne è un concentrato, aiuta soprattutto il benessere cardiovascolare e gastrointestinale, oltre a contribuire al controllo dei valori di glicemia e di colesterolo nel sangue, non mancando naturalmente di essere ricca di vitamine, potassio, calcio, magnesio,e fosforo. Manco a dirlo, persino i suoi semi hanno particolari proprietà, sono ottimi infatti per idratare la pelle e a ritardare la comparsa delle rughe. Pare inoltre che la mela cotogna sia un rimedio naturale efficace contro tosse e inappetenza.
cotognataPer quanto riguarda il suo uso in ambito culinario, la mela cotogna viene utilizzata per produrre confetture, ma anche per la preparazione di mostarde, liquori, distillati e gelatine.
La preparazione forse più conosciuta è la cotognata
Questo dolce gelatinoso, simile ad un budino, è originario della Spagna,nasce infatti come preparazione nella cucina sefardita, cioè nella cucina degli ebrei della Penisola Iberica, dove viene chiamata dulce de  membrillo, ed è arrivato a noi con la dominazione spagnola.
Viene abbinata spesso con dei formaggi freschi acidi, come i caprini, ma accompagna magnificamente anche secondi di carni grasse cotte in umido, pollame e selvaggina, poichè ne esalta il contrasto tra la dolcezza gelatinosa della marmellata e il sapore morbido o forte della carne.
Una curiosità: essendo la mela cotogna molto profumata e dall’odore persistente, una volta veniva usata dalle nostre nonne per profumare gli armadi e la biancheria.
 INGREDIENTI
2 Kg mele cotogne
zucchero semolato
1 limone
Lavate bene le mele e senza togliere la buccia, tagliatele a spicchi e privatele dei semi, e ponetele man mano in una terrina con acqua acidulata con succo di limone. Ultimata questa operazione, sgocciolate le mele e mettetele in una pentola capiente ricoprendole con poca acqua, facendole cuocere fino a che si saranno disfatte. A cottura ultimata scolate l’acqua in eccesso, e passatele al setaccio o se preferite un composto più fine, nel mixer.
A questo punto pesate la purea di mele e aggiungete il medesimo peso in zucchero, lavorandolo fino ad ottenere un composto omogeneo. Rimettete sul fuoco e lasciate cuocere, sempre mescolando, per circa dieci minuti dal momento che inizia a bollire, e comunque deve essere abbastanza denso Stendete l’impasto ottenuto in strati di 2 cm. in una teglia o nelle apposite formine e lasciate asciugare per qualche giorno.La cotognata tagliata a cubetti e avvolta nella pellicola trasparente si conserva bene per alcuni mesi chiusa in una scatola di latta.

 

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Un gruppo di persone accomunate dalla passione per la Sicilia, ma sopratutto per Palermo, con la sua storia millenaria, la sua cultura unica e le sue molte, moltissime sfaccettature.

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