La Madonna di Trapani, un capolavoro di arte e spiritualità

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Ho visto per la prima volta la Madonna di Trapani nel 1982, durante il servizio militare. Me ne sono innamorato subito! Sono tornato a visitarla tante volte in quel periodo, e ancora oggi, ogni volta che passo da quelle parti, mi concedo un momento di preghiera al Santuario: un capolavoro di spiritualità e di arte che merita il viaggio!

Adesso ti presenterò la storia della Madonna di Trapani e della cappella del monastero carmelitano dell’Annunziata che, come uno scrigno prezioso, la custodisce.

La storia dell’arrivo della Madonna di Trapani

Quando la statua giunse a Trapani, intorno alla metà del XIV secolo, venne accolta dentro un piccolo monastero di frati carmelitani appena fuori città: esattamente dove si trova adesso, sotto il monte Erice. Purtroppo non esistono documenti che certifichino il momento esatto in cui vi arrivò né in quali circostanze.

Come sempre, in questi casi, sono nate alcune leggende sul suo arrivo e secondo un cliché consolidato anche per altri simulacri mariani, anche per la Madonna di Trapani si parla di un bastimento che naufragato in zona, con la statua miracolosamente salvata e contesa tra paesi limitrofi, adagiata su un carro trainato dai buoi, si ferma in un luogo e questo viene scelto come “voluto” dalla Madonna stessa. 

Secondo ipotesi più realistiche, la statua intorno al 1342 sarebbe stata commissionata da mercanti pisani operanti a Trapani, alla bottega di Nino Pisano in Toscana, e consegnata via mare al Santuario dell’Annunziata appena costruito.

La Madonna di Trapani

Nel cuore del monastero, ci accoglie la Cappella della Madonna di Trapani, un luogo dedicato al silenzio e alla preghiera prima che alla contemplazione della bellezza artistica, che pur ci abbaglia al primo ingresso. La Cappella è contenuta e silenziosa: in fondo, dietro una decoratissima cancellata in bronzo, si apre il Sacello dove è custodito il simulacro.

Madonna di Trapani- la statua
La Madonna di Trapani

L’immagine della Madonna è una statua di marmo bianco finissimo alta circa 1,65 m. Rappresenta la “Madonna della Tenerezza“, ma per i trapanesi fu conosciuta come la “Madonna della Grazia”, poi “l’Annunziata” e infine la “Madonna di Trapani”, quando fu proclamata co-patrona della città assieme a Sant’Alberto.

La Beata Vergine è rappresentata in piedi, con il Bambino sul braccio sinistro e con la destra tiene come una carezza la mano sinistra del Figlio. È straordinario lo sguardo amorevole del bambino verso il volto della madre che curiosamente non guarda il piccolo ma oltre, verso un punto indefinito, con un sorriso ineffabile e assorto. Lui è un bambino, e come tale sorride alla madre mentre si appoggia sul suo petto con naturalezza, accostando con la mano il risvolto della tunica sul collo di lei.

Il capo, ricoperto da un velo leggero, è leggermente inclinato e il volto della Madonna è dolce, amabile, ma particolare, come del resto tutta la figura. Forse per il ricalco scuro degli occhi, delle pupille e delle labbra sottili? Forse per quello sguardo pensieroso che contrasta con lo slancio gioioso del Bambino? Forse per quel lucido smagliante del marmo che esalta la fattura dei particolari? Non lo so, ma qualcosa di attraente affascina lo spettatore.
La Vergine indossa una tunica morbida e un largo manto che raccoglie tutta la figura quasi in continuità con gli abiti del bambino. Si intravedono nel manto e nella capigliatura di Maria, residue note di colore: biondo oro i capelli, azzurro i risvolti del manto e dorate le frange del vestito, secondo gli usi artistici del tempo. 

Sul capo della Vergine e del bambino Gesù sono poste due corone d’oro, commissionate all’argentiere romano Giacomo Gardini e collocate con una solenne incoronazione domenica 14 marzo 1734.

Vista nel suo insieme, la Madonna di Trapani suscita una tale serenità nello spettatore che egli non si stanca di ammirarla. E può farlo in tranquillità, contemplando il simulacro a 360°, infatti sono molti i devoti che salgono nella parte posteriore per toccare commossi la pietra con una carezza che implora una grazia della Madonna.

Dal 26 febbraio 1790, la Madonna di Trapani è stata dichiarata Patrona della Città insieme al concittadino carmelitano Sant’Alberto, già patrono dal 1576.

La festa liturgica dedicata alla Madonna è molto sentita dai trapanesi. Viene solennemente celebrata ogni 16 agosto ed è preceduta da 15 giorni di preparazione, “la Quindicina della Madonna”, durante i quali i devoti intensificano le preghiere individuali o di gruppo, eseguono pellegrinaggi a piedi verso il santuario, chi ha ricevuto grazie lo fa scalzo, altri in ginocchio, secondo una consuetudine che ha radici lontane.

Il santuario dell’Annunziata

Madonna di Trapani - il santuario
Il santuario dell’Annunziata

Il santuario dell’Annunziata, come oggi lo possiamo ammirare, è molto diverso dalla prima chiesa del monastero carmelitano della seconda metà del 1200. Si capisce subito: la facciata presenta caratteristiche spiccatamente gotiche, col portale ed il rosone classici di questo periodo architettonico che ricordano le chiese palermitane di Sant’Agostino e San Francesco d’Assisi, mentre il campanile barocco, stona palesemente. 

Della struttura del primo monastero non rimane quasi nulla. Sappiamo che fu costruito con i finanziamenti della famiglia Abate, importante casato strettamente legato alle monarchie sveva e aragonese, nella loro tenuta appena fuori città. Nel corso dei secoli venne via via trasformato nel nuovo e grande complesso attuale. Al suo interno, la prima chiesa dell’Annunziata doveva essere di modeste dimensioni, ampliata secondo l’architettura gotica nel ‘300 e sostituita con l’attuale chiesa barocca nel XVIII secolo.

La cappella della Madonna di Trapani

La cappella della Madonna di Trapani è un vero gioiello architettonico e scrigno di spiritualità.
Fu costruita intorno al 1370, subito dopo l’arrivo a Trapani del simulacro.
Inizialmente doveva trattarsi di una piccola cappella coperta da una cupola in legno, praticamente solo l’attuale sacrario in cui è custodito il simulacro della della Vergine. Oggi la cupoletta che sovrasta la spazio è una solida struttura cubica che regge un tamburo ottagonale in pietra in cui si aprono quattro nicchie angolari.
Andata via via deteriorandosi col tempo, nel XVI secolo, con l’aiuto finanziario della famiglia Ventimiglia del Bosco, la cappella venne restaurata: le pareti vennero decorate con manufatti marmorei di gusto rinascimentale e sotto la cupola venne posto un baldacchino, sempre in marmo, con due coppie di colonne scanalate e timpano intagliato, commissionato ad Antonello Gagini (oggi nella Chiesa del Carmine a Trapani), poi sostituito nel XVII secolo dall’attuale Baldacchino barocco, con otto colonne in marmo libeccio.

Madonna di Trapani - Cappella
Cappella della Madonna di Trapani

Nello stesso periodo venne realizzato il monumentale Arco marmoreo che occupa praticamente per intero la parete di fondo della cappella. Opera della famiglia di Gagini, fu completata il 15 agosto del 1537: presenta tutta una serie di bassorilievi ricavati in grandi lastre di marmo bianco con medaglioni intagliati nei due stipiti e nelle lunette, tra teste di angelo, fregi e festoni floreali. Sono raffigurati profeti dell’Antico Testamento, riconoscibili per i cartigli e inoltre lo stemma di casa “Ventimiglia del Bosco” e l’allora Priore dell’Ordine, Luigi de Aiuto. L’arco è chiuso in alto da un grande timpano triangolare con la raffigurazione dell’Eterno benedicente, tra testine di cherubini.

Nel secolo successivo, e siamo intorno al 1661, le superfici delle pareti ai lati dell’altare furono totalmente rivestite dal tappeto di minuti marmi policromi intarsiati ad effetto “barocco” con sagome, volute, simboli ed emblemi nobiliari che possiamo vedere ancora adesso.
Un ampio corredo di arredi artistici e liturgici arricchisce la cappella: candelieri e angeli d’argento, il plastico in argento della Città di Trapani ai piedi della Vergine, il tabernacolo e il Paliotto in lamina d’argento (il Paliotto è la parte anteriore dell’altare decorato a intarsio o a rilievo).

Una monumentale cancellata in bronzo, del 1591 realizzata dal fonditore palermitano Giuliano Musarra, racchiude il recinto sacro. 

Sul davanti si apre la cappella vera e propria, decorata nell”800 con dipinti che simulano il marmo porfido e arredata con affreschi e le otto tele del trapanese Andrea Marrone che riportano scene dell’Antico Testamento.

Ci sarebbe molto altro da aggiungere sui tesori artistici e spirituali del Santuario: in primo luogo la splendida grande basilica, poi la sala degli ex-voto, le cappelle dei marinai, la cappella di san Vito, dove una nicchia chiamata “rifugio della Madonna” accoglieva il simulacro di Maria durante i bombardamenti della seconda Guerra Mondiale; e poi la cappella e la cella di Sant’Alberto, la magnifica sacrestia… insomma, solo la visita attenta e accurata svelerà il tesoro che viene custodito e vale la pena di scoprire.

Saverio Schirò

Informazioni utili

  • Il Santuario dell’Annunziata si trova Via Conte Agostino Pepoli, 178 a Trapani. Telefono: 0923-539184
  • Se vuoi visitarlo, il Santuario è aperto tutti i giorni dalle ore 7.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00 (19,30 in estate)
  • Per approfondire: V. Scuderi, La Madonna di Trapani e il suo santuario, Momenti, opere e culture artistiche, Edizioni del Santuario della Madonna di Trapani 2011
  • Santuario Madonna dell’Annunziata – sito web

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Staff member. Appassionato di Arte e Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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