Palazzo Branciforte

La storia

Una delle dimore patrizie più prestigiose di Palermo, una casa principesca che ha sempre avuto un legame profondo con la nostra città, soprattutto a partire dal XVII secolo quando fu la residenza della famiglia di don Placido Nicolò Branciforte e Lanza, Conte di Raccuja e Principe di Leonforte, una delle maggiori famiglie feudali siciliane.
A don Placido successe il figlio secondogenito don Giuseppe Branciforte, Conte di Raccuja, Principe di Leonforte e di Pietraperzia, e poiché quest’ultimo era il titolo più importante, da allora il palazzo venne indicato sotto la denominazione di palazzo Pietraperzia.
Verso la metà del XVII secolo il principe Giuseppe Branciforte, aspirando ad una dimora più confacente ai prestigiosi titoli nobiliari del suo casato, decise di ampliare l’avito palazzo nel piano di S. Cita, e a tal fine riuscì ad ottenere dal senato cittadino una speciale licenza che gli permise di inglobare nella nuova fabbrica la strada antistante sulla quale prospettava l’edificio; successivamente gli acquisti dei caseggiati limitrofi gli consentirono di estendersi fino al contiguo vicolo di S. Rosalia, per cui il nuovo edificio raddoppiò la sua superficie rispetto a quella originaria. Queste opere di ampliamento videro la realizzazione delle nuove scuderie, la cosiddetta “cavallerizza”, impreziosita da  una magnifica copertura con volte a crociera sostenute da colonne in marmo grigio del monte di Billiemi.
Le scuderie di palazzo Branciforte destarono la meraviglia e l’ammirazione dei contemporanei: il marchese di Villabianca la definì “cavallerizza colonnata al pari di una chiesa”. La nuova configurazione dell’edificio, ancora oggi perfettamente individuabile, era costituita da un seminterrato, da un piano terra con magazzini e le già citate grandi scuderie, da un primo piano, a cui si accedeva da uno scala in marmo rosso di Piana degli Albanesi, riservato ad abitazione e rappresentanza, e dal secondo piano destinato, come consuetudine, a foresteria, alloggi della servitù e locali per l’amministrazione della casa.

Il Palazzo

Il palazzo aveva quattro ingressi, uno per ogni facciata.
Il portale principale era quello su via Bara (anticamente via dell’Olivella), che presentava un magnifico ed esuberante portale bugnato di impronta tardo manierista: anche gli altri portali erano stati esemplati sullo stesso stile, sebbene di forme più semplici. Gli esterni erano caratterizzati al primo piano, da una fila di eleganti balconi sostenuti da mensoloni in pietra intagliata dall’aspetto leonino (l’animale araldico di casa Branciforte), mentre al secondo piano vi era una fila di  finestre dalle sagomature tipicamente settecentesche.
Le opere di ampliamento  e abbellimento proseguirono anche sotto il suo erede, il nipote don Placido Branciforte e Del Carretto, il quale nel 1705, ai titoli già citati, aggiungeva quello, ancora più prestigioso, di Principe di Butera (primo titolo del Regno). Furono quelli, gli anni del massimo splendore di questa  sontuosa dimora, una delle più grandi e rappresentative della città.
Erede di don Placido Branciforte fu la figlia Caterina, che nel 1727 andò in sposa ad Ercole Michele Branciforte e Gravina: la nuova coppia trasferì la propria residenza ufficiale nel grande palazzo che la famiglia possedeva sulla strada Colonna (Foro Italico), e di conseguenza il palazzo del piano di S. Cita fu declassato a residenza alternativa.
Nel 1801 un loro discendente, Ercole Michele Branciforte e Pignatelli, accolse  la proposta di concedere a censo perpetuo l’intero edificio al Senato cittadino per farne una nuova sede del Monte di Pietà (denominato Monte di Santa Rosalia), che necessitava di grandi spazi per la custodia dei pegni non preziosi (i preziosi erano rimasti nel vecchio Monte), che dato l’aggravarsi della situazione sociale del Regno, crescevano notevolmente.
Furono eseguite opere di trasformazione per adattare l’edificio alla nuova destinazione d’uso, che mutarono la configurazione sia degli interni che degli esterni del palazzo. L’incendio provocato da una bomba durante i moti del 1848 danneggiò gravemente l’edificio e le successive opere di consolidamento e recupero degli ambienti cancellarono il ricordo dell’antica casa nobiliare. Palazzo BranciforteLa splendida dimora venne a perdere le originarie caratteristiche, la modifica più significativa che interessò gli interni fu l’abolizione delle volte tra la seconda e la terza elevazione che consentirono la collocazione delle enormi scaffalature  lignee nelle quali venivano conservati gli oggetti portati in pegno.
Dell’antica dimora dei Branciforte si salvarono solo poche strutture, tra cui le scuderie colonnate e il portale bugnato della facciata principale.

La Banca

Per tutto l’ottocento il Monte di Santa Rosalia continuò ad operare a favore dei ceti popolari, finché nel 1929 fu assorbito dalla Cassa di Risparmio V.E. la quale ancora per qualche decennio continuò a svolgervi i propri servizi. Negli ultimi decenni il palazzo versava in uno stato di grave degrado, fino al 2005, quando la struttura è stata acquisita dalla fondazione Banco di Sicilia. A partire dal 2008  sono stati avviati importanti lavori di restauro che grazie a un magistrale progetto dello studio del grande architetto Gae Aulenti (purtroppo scomparsa alcuni mesi fa), hanno permesso la valorizzazione, la riqualificazione architettonica e la restituzione alla città della storica dimora.

I restauri

Palazzo BranciforteI restauri hanno riportato alla originaria configurazione il cortile interno, eliminando i corpi aggiunti che hanno reso possibile la riapertura della stradina che attraversa l’edificio da cortile a cortile connettendolo al quartiere. Oggi lo storico palazzo è diventato uno spazio museale d’eccellenza e  nella grande “cavallerizza” è stata allestita l’esposizione della prestigiosa e ricchissima collezione archeologica della Fondazione Sicilia (ex Fondazione Banco di Sicilia), costituita da quasi cinquemila reperti, veri capolavori, molti dei quali sono esposti al pubblico per la prima volta perché conservati per decenni nei depositi della fondazione.
La grande sala con l’antica scaffalatura lignea, adeguatamente restaurata, ultima testimonianza del Monte dei Pegni di Santa Rosalia, con le scale interne, i palchetti e i ballatoi è uno degli ambienti più suggestivi del palazzo; la struttura è ora destinata ad ospitare mostre  temporanee.
Al piano terra il palazzo ospita la scuola di cucina del “Gambero Rosso“, ed un elegante ristorante dove si trova esposta una magnifica collezione di maioliche.
Nel primo livello trova posto una biblioteca ricca di circa 40.000 volumi di pregio,  delle splendide collezioni numismatiche e filateliche,  una esposizione permanente di prestigiose sculture dell’ottocento e del novecento, ed altre collezioni di grande valore storico artistico e culturale.
Palazzo Branciforte riconsegnato alla collettività nella sua  incantevole nuova identità, rappresenta, “il volto nuovo di Palermo”.

Nicola Stanzione.
Guarda la Galleria fotografica dal sito ufficiale

Palazzo Branciforte
Via Bara all’Olivella, 2
90133 Palermo
+39.091.8887767
info@palazzobranciforte.it

Visita allo Spazio Museale, Spazio Espositivo del Monte di Santa Rosalia.
Per prenotazioni

199 757511

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