Palazzo Castrone – Santa Ninfa

atrio castroneUbicato nella parte alta del Cassaro tra i vicoli dello Zingaro e del Lombardo, palazzo Castrone, per la sua splendida architettura, per la ricercata monumentalità del suo impianto e per la bellezza severa e raffinata di taluni particolari decorativi è considerato tra le più rilevanti opere edili della Palermo tardo-cinquecentesca.
La famiglia Castrone
I Castrone erano un’antica e illustre famiglia patrizia palermitana di lontane origini romane, che per molto tempo occupò le più importanti cariche pubbliche della città, si erano arricchiti ottenendo dal senato cittadino l’esazione delle gabelle della “scannatura”, di “tintoria” e di “pelo” (ovvero la riscossione dei dazi sulla macellazione del bestiame, sulla coloritura dei tessuti e sulla vendita degli equini) che, lucrosa fonte di profitto economico, aveva consentito a questa famiglia di acquisire potere, ricchezza e prestigio. I castrone sono ricordati anche come valenti uomini d’arme, si distinguevano soprattutto come abilissimi giostratori nei tornei cavallereschi. La famiglia si è poi estinta nel casato dei Giardina marchesi di Santa Ninfa.
Il Palazzo: un po’ di storia
Nel 1588 Cristoforo Castrone incarica “l’archimagistro” Giuseppe Giacalone, architetto di transizione fra rinascimento e barocco, già artefice di alcune magnifiche fabbriche della Palermo cinquecentesca, come le chiese S. Maria la Nova, S. Sebastiano, S. Giovanni dei Napoletani e S. Cita, per la costruzione della sua “casa nova”, una dimora magnatizia nella strada del Cassaro, dove ancora oggi campeggia sul frontone che sormonta il portale, lo stemma della famiglia Castrone (un leone d’oro andante su tre sbarre).
E probabile che palazzo Castrone sia sorto su preesistenti fabbriche più antiche non completamente demolite, come testimoniano tracce di una finestra bifora sul vicolo dello Zingaro di chiara origine trecentesca. Originariamente questa grande casa da signore doveva essere una delle più ragguardevoli della città, e nella storia dell’architettura palermitana rappresenta un “unicum”, l’esempio più significativo del trapasso di gusto da forme rinascimentali a forme barocche.
Architettura
La sua facciata è tra gli esempi architettonici più espressivi dell’epoca , per i sapienti giochi chiaroscurali delle paraste che caratterizzano il magniloquente prospetto principale, per gli effetti pittorici delle bugne a verruca che avvolgono le colonne del vigoroso portale manierista, come pure per le quattro piramidi quadrangolari sulla cornice di coronamento ed altri elementi decorativi, come le due nicchie dell’ultimo piano con le statue di Romolo ed Ersilia, con due iscrizioni che attestano l’origine romana dei Castrone.

Palazzo Castrone presentava elementi di novità nell’architettura palermitana di quell’epoca, come per esempio il portale d’ingresso riccamente adorno, e l’alta “serliana” dell’ultimo piano ispirati chiaramente agli insegnamenti di Sebastiano Serlio, architetto e teorico dell’architettura che scrisse un monumentale “trattato  di architettura”, sicuramente noto al Giacalone: altro importante motivo di novità del palazzo sono i balconi in pietra, forse i primi, dell’architettura civile palermitana, sorretti da mensoloni con teste leonine di grande pregio.
Questa dimora patrizia anticipa dunque vari elementi architettonici pre-barocchi, e in questa direzione  indicherà ad architetti e capimastri delle generazioni seguenti, sempre pronti a recepire le nuove esperienze artistiche provenienti dal continente, nuovi schemi decorativi destinati ad avere largo sviluppo nei secoli seguenti.
Il complesso architettonico del palazzo è di aspetto grandioso e severo con raffinati elementi ornamentali di ispirazione classico-rinascimentale. Un cenno a parte merita l’androne coperto da volta a crociera, da dove attraverso un grande arco rampante, si apre una corte molto evocatrice cui si affaccia un’elegante loggiato con tre arcate a tutto sesto poggianti su graziose colonne corinzie, che ancora oggi riesce a stupire i visitatori.
Magnifica la fontana marmorea cinquecentesca di scuola gaginesca che troviamo in fondo al cortile nella nicchia centrale, con altorilievo parietale che raffigura “Perseo che libera Andromeda dal drago”, che probabilmente proviene da una più antica casa dei Castrone che si trovava quasi di fronte all’attuale, dall’altra parte del Cassaro all’angolo con l’antico Piano della Cattedrale.
Attraverso un monumentale scalone settecentesco si arriva al piano nobile dove troviamo uno splendido salone con soffitto a vela magnificamente affrescato con stemma del casato dei Castrone; eleganti soffitti di gusto neoclassico arricchiscono altri saloni del piano nobile, mentre uno splendido soffitto barocco ricopre l’antica cappella del palazzo, oggi sala di esposizione di un noto negozio d’antiquariato.
L’attuale aspetto del palazzo rivela le varianti eseguite nel corso degli anni; diverse manomissioni furono apportate soprattutto alla fine del XIX secolo che ne alterarono l’originaria configurazione, si trasformarono le antiche scuderie in negozi, si crearono nuovi ambienti al terzo piano e si apportarono modifiche alla facciata principale, che tuttavia non hanno alterato il fascino e la suggestione di un tempo. Un recente impegnativo restauro ha riportato l’antica dimora al suo splendore originario.

                                                                                                                                      Nicola Stanzione

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