Peppa a Cannunera, la condottiera siciliana che guidò una rivoluzione

Autore:

Categoria:

25,584FansLike
1,315FollowersSegui
633FollowersSegui

Avete mai sentito parlare di Peppa a Cannunera? Si tratta di una figura a metà stra storia e leggenda, che si è resa protagonista di alcuni episodi eroici durante i moti antiborbonici di Catania del 1860.

Tra le altre cose, si dice che questa donna abbia sbaragliato da sola un plotone di lancieri, grazie all’uso dell’ingegno e di un cannone, da qui il suo soprannome.

Scopriamo di più su questa patriota siciliana.

La storia di Peppa a Cannunera

La storia la scrivono i vincitori, pertanto è normale che personaggi che si sono distinti nei moti antiborbonici che hanno interessato la Sicilia preunitaria, siano oggi descritti come eroi e patrioti.

Esistono comunque dei casi un cui gli eventi e le circostanze riescano a trasformare delle persone comuni in grandi protagonisti degni di un romanzo, uomini e donne in grado di cambiare con le loro azioni, le sorti di un conflitto e di scrivere così la storia.

Uno di questi personaggi è l’umile Giuseppa Bolognara Calcagno, figlia di ignoti originaria di Barcellona Pozzo di Gotto, ma vissuta quasi sempre a Catania, dove dopo un’infanzia difficile in orfanotrofio, aveva trovato lavoro come sguattera in un’osteria.

Se state immaginando l’eroina virtuosa e bellissima di un film, che emerge dalle difficoltà ed ottiene un lieto fine, probabilmente dovreste ricredervi.
Peppa è descritta come una donna dai lineamenti rudi ed il viso butterato dal vaiolo. Durante la sua vita fu anche impegnata in relazioni chiacchierate e spesso scandalose, come quella con un giovanissimo stalliere di nome Vanni. Fu probabilmente grazie a lui che si avvicinò agli ambienti rivoluzionari, che miravano a scacciare i Borboni dalla Sicilia.

Ed è così che iniziò la sua seconda vita.

Peppa la rivoluzionaria

Peppa a Cannunera - Peppa la Cannoniera
G. Sciuti – Peppa la Cannoniera

Il 31 maggio 1860, subito dopo la presa di Palermo da parte dei garibaldini, anche a Catania scoppiarono rivolte e tumulti.
Diversi scontri si accesero per le vie del centro, con i cittadini che seppur male armati, si organizzarono in barricate e tennero testa al forte esercito borbonico.

In questo scenario di guerriglia, anche Peppa scese armata per le strade, insieme al suo compagno Vanni e ad un piccolo gruppo di rivoltosi.
Durante uno scontro particolarmente aspro, Peppa si staccò dal gruppo e riuscì ad impossessarsi di un cannone, che l’esercito nemico aveva lasciato incustodito, si trattava di un’importante conquista per un gruppo sparuto di mal armati popolani.

Forti della nuova arma, il gruppo capitanato adesso da Peppa si mosse per andare a bombardare le navi da guerra che stavano assediando la città, ma sulla loro strada i rivoltosi incontrarono due squadroni di lancieri pronti ad attaccarli.
Erano davvero troppi da affrontare ed il piccolo gruppo, spaventato e sorpreso, sparò delle frettolose fucilate contro il nemico e si disperse, ma non Peppa.

Lei rimase coraggiosamente accanto al cannone, armeggiando come se volesse caricarlo. In realtà l’arma era già carica e Peppa stava solo spargendo della polvere da sparo intorno alla bocca da fuoco, che poi incendiò all’improvviso causando una grande fiammata e una sonora esplosione.

L’esercito pensò che il cannone avesse mancato il bersaglio o fatto cilecca ed iniziò ad avanzare sicuro verso il gruppo di patrioti, ma fu allora che Peppa accese veramente la miccia, facendo partire un colpo micidiale che decimò i due squadroni e permise agli insorti di farsi strada verso la libertà.

Il gruppo si diresse verso Mascalucia, dove si trovava il loro quartier generale. Peppa “a Cannunera” fu accolta come un’eroina e si guadagnò così il suo noto soprannome.

Che fine ha fatto Peppa a Cannunera?

La storia di Peppa dopo la liberazione di Catania non è ben chiara e sfocia spesso nella leggenda e nella diceria popolare.

Secondo una delle versioni più note, durante gli scontri di Catania che l’hanno trasformata in un’eroina siciliana, il suo amato Vanni rimase ucciso e per questo Peppa avrebbe deciso di votarsi completamente alla causa rivoluzionaria, smettendo addirittura i suoi panni femminili ed iniziando a vestirsi e comportarsi come un soldato a tutti gli effetti, guidando anche le azioni dei rivoltosi in alcune battaglie, come quella di Siracusa.

Dopo l’Unità d’Italia il nuovo regno riconobbe le azioni eroiche di Peppa, conferendole la medaglia d’argento al valor militare e dandole anche una pensione di 9 ducati mensili. Ma anche questo momento di gloria era destinato a finire. Dopo un paio d’anni il comune di Catania trasformò il suo vitalizio in un unico conguaglio di 216 ducati, poi lo stato semplicemente si dimenticò di lei.

Della sua vita si sa poco altro, si pensa che qualche anno dopo si sia ritrasferita nel messinese, dove una volta esaurita la rendita, abbia vissuto tra povertà e stenti sino alla sua morte.

Finisce così la storia di Peppa a Cannunera, una donna di origini umilissime che è riuscita a ritagliarsi il proprio posto nella storia della Sicilia.

Leggi anche: Salemi, capitale d’Italia per un giorno

Fonti: F. Musolino – Le incredibili curiosità della Sicilia – Newton Compton Editori – Roma 2019
G. Fiume – Calcagno Giuseppa (Peppa la Cannoniera) – MIUR – 150anni.it
Wikipedia.org – Giuseppa Bolognara Calcagno

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbe interessare anche...

Il primo libro stampato a Palermo: un viaggio nella storia della cultura in Sicilia

La storia del primo libro stampato a Palermo è un affascinante viaggio che affonda le sue radici nel XV secolo, epoca in cui la...

Raimondo Lanza di Trabia: la favola tragica del Principe illegittimo

Aveva sangue dei Florio, quel Raimondo Lanza di Trabia la cui vita spericolata e avventurosa si concluse tragicamente sull’asfalto di una notte di Roma:...

Le bellissime principesse siciliane che assassinarono re Minosse

Molti sanno che, secondo la mitologia, il leggendario re Minosse di Creta sarebbe stato sepolto in Sicilia, alcuni dicono alle Grotte della Gurfa, vicino...

Rosalia Sinibaldi “la Santuzza”, Signora di Palermo

Rosalia Sinibaldi non è soltanto un’immagine ritratta in uno dei quadri presenti all’interno della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, né una rappresentazione lapidea che...

Il privilegio del marchese di Geraci: onore e precedenza nella Sicilia del Settecento

In un’epoca in cui l’apparire era quasi più importante dell’essere, e in cui la posizione occupata in una cerimonia parlava più di ogni titolo...

Alfredo Salafia, il maestro dell’imbalsamazione

Quando si parla di imbalsamazione nell’era moderna, non si può non citare il dottor Alfredo Salafia, scienziato palermitano che ne ha fatto una vera...