Il primo libro stampato a Palermo: un viaggio nella storia della cultura in Sicilia

Autore:

Categoria:

25,584FansLike
1,315FollowersSegui
633FollowersSegui

La storia del primo libro stampato a Palermo è un affascinante viaggio che affonda le sue radici nel XV secolo, epoca in cui la rivoluzionaria invenzione di Gutenberg giunse anche in Sicilia. Prima dell’arrivo della stampa a caratteri mobili, la diffusione del sapere era un processo lento e laborioso, affidato alla paziente opera degli amanuensi che copiavano a mano manoscritti e libri. L’introduzione della stampa segnò un punto di svolta epocale, accelerando la produzione e la circolazione di testi e idee.

L’influenza di Gutenberg e l’avvento della stampa a caratteri mobili

Esemplare della Bibbia di Gutenberg, Fondazione Martin Bodmer, Svizzera, 1454 Alpra ArazeL – Opera propria via wikimedia commons CC BY-SA 4.0

La rivoluzione di Gutenberg, con la stampa di 180 esemplari della “Bibbia a 42 linee” eseguita tra il 1453 e il 1455, rese possibile la produzione di libri in serie a costi più bassi e in tempi più rapidi.

Il suo vero nome era Johannes Gensfleisch zur Laden, ma da tutti è conosciuto come Gutenberg, dal nome della casa di Magonza. Era un artigiano tedesco, e precisamente un orafo, che inventò un metodo per fabbricare lettere metalliche con cui si potevano stampare migliaia di testi identici.

La sua invenzione si basava sull’utilizzo di questi “caratteri mobili” in lega metallica, che potevano essere composti e scomposti per creare nuove pagine. Questo sistema permise di superare i limiti della precedente stampa xilografica, che impiegava blocchi di legno intagliati per ogni pagina, rendendo la produzione di libri molto più laboriosa e costosa.

Le “Consuetudines Felicis Urbis Panhormi“: la prima opera stampata a Palermo

La storia della stampa a Palermo ebbe inizio circa 20 anni dopo, nel 1476, quando il pretore Francesco Patella e i giurati della città deliberarono di avviare anche a Palermo l’arte tipografica.

Il primo libro da stampare fu scelto dopo numerose riflessioni ed alla fine si preferì non un testo religioso, come era consuetudine altrove, ma un’opera di carattere civico: le Consuetudines Felicis Urbis Panhormi, una raccolta delle leggi e consuetudini della città.

L’opera fu stampata da Andrea Vyel, un tipografo itinerante tedesco chiamato a Palermo per l’occasione, e curata da Giovanni Naso da Corleone, un erudito con esperienza nella filologia e nella paleografia che aveva lavorato a lungo a Napoli, che accettò volentieri il prestigioso incarico (retribuito con la somma significativa di 20 onze all’anno!). Le autorità fornirono a Vyel i caratteri tipografici in stagno, un torchio in legno, che egli sostituì successivamente con uno più efficiente, ed il supporto cartaceo per eseguire l’opera.

Il primo libro stampato a Palermo - tipografo antico

Il libro vide la luce nel 1478 in un’edizione stampata su carta filigranata con una mano ed una corona, segni distintivi in quegli anni dalla Cancelleria della città.

Le Consuetudines Felicis Urbis Panhormi

Nei secoli precedenti, provvedimenti e direttive emanate dal Senato e dai sovrani del Regno venivano tramandati oralmente o scritti a mano. Solo occasionalmente venivano raccolte in registri: ma si trattava di opere uniche non consultabili dai cittadini.
La stampa delle Consuetudines rappresentò così una vera rivoluzione culturale per la città, permettendo ai cittadini di consultare facilmente le leggi e le consuetudini che regolavano la vita quotidiana.

Oltre al suo valore giuridico, le Consuetudines offrono una preziosa testimonianza storica sulla vita a Palermo nel XV secolo. Intanto diventò consueto che Viceré e cariche istituzionali prestassero una sorta di giuramento su quel volume, nel momento della presa in carica. Ma poi erano messe per iscritto tutta una serie di leggi e decreti che ogni cittadino doveva adottare in diverse circostanze. Un esempio per tutti, sono le disposizioni riguardanti il possesso della Cittadinanza di Palermo, requisito necessario per accedere alle cariche istituzionali ed ottenere numerosi privilegi. Cittadinanza che si poteva ottenere per diritto di nascita o dopo avere sposato una palermitana oppure per privilegio, ma solo dopo cinque anni consecutivi di permanenza in città.   

Il primo libro stampato a Palermo e il dibattito sulla primogenitura

Le “Consuetudines” rappresentarono un evento di grande importanza per la città di Palermo. Anche perché, dopo lunghe discussioni tra gli esperti del settore, si è stabilito che, anche se per pochi mesi, questo fu il primo libro pubblicato in Sicilia, oltre che a Palermo! Il secondo fu stampato a Messina pochi mesi dopo: “Vita et transito et li miracoli del beatissimo Hieronimo doctore excellentissimo”, stampato da Enrico Alding nello stesso anno.

L’eredità di Andrea Vyel e la diffusione della stampa a Palermo

Nonostante le intenzioni di Giovanni Naso di proseguire l’attività tipografica, Palermo non vide la pubblicazione di altri libri per ben 25 anni. Fu solo nel 1503 che Livinio de Bruges, figlio di un tipografo messinese, giunse a Palermo per fondare una nuova tipografia ma la sua attività si limitò tuttavia alla stampa di solo due opere del giurista Paolo Viperano.

Le “Consuetudines Felicis Urbis Panhormi” rimangono comunque un’opera di grande valore storico e culturale, testimonianza preziosa delle origini della stampa a Palermo e della sua importanza per la diffusione del sapere nella città.

Esistono almeno cinque copie superstiti di quella prima edizione: una si trova a Palermo, nella Biblioteca Regionale di Sicilia; altre due copie si trovano in Sicilia e precisamente nella Biblioteca Lucchesiana di Agrigento e nella Biblioteca Fardelliana di Trapani. La quarta copia è custodita nella Biblioteca Universitaria di Cambridge in Inghilterra e l’ultima nella Biblioteca Nazionale di Parigi (BnF).

Ovviamente sono esemplari preziosi e non consultabili se non da studiosi accreditati, ma per chi fosse curioso, sono state stampate diverse versioni anastatiche, alcune con la traduzione in italiano, facilmente reperibili nelle librerie. 

Saverio Schirò

Ti potrebbe interessare: Quando nacquero i primi giornali a Palermo

Fonti per approfondire:

  • Rosario La Duca, Il primo libro a stampa pubblicato a Palermo, in ID, La città passeggiata: taccuino palermitano, Terza serie, Edizioni L’Epos Palermo 2003
  • Vito La Mantia ED, Consuetudini della città di Palermo, libreria Alberto Reber,  Palermo 1900 in Archive.org
  • Franco D’Angelo, I caratteri distintivi della Palermo medievale, in medievalsophia.net
  • Geltrude Macrì, La nobiltà senatoria a Palermo tra 500 e 600, in Mediterranea n. 3

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbe interessare anche...

Manuale semiserio dell’anatomia umana secondo la lingua siciliana

Ecco una guida umoristica all'anatomia umana secondo il siciliano, un manuale semiserio scritto con lo spirito e la parlata di Sicilia. Non troverete nomi...

Il macabro culto dei morti a Palermo

La morte è un concetto che riguarda l’intera umanità, a prescindere dalla storia e dalla cultura di un popolo. Per questo motivo in giro...

Benvenuti primi dentini! Dubbi, false credenze e buone abitudini

La comparsa dei primi dentini è un momento importante nella crescita di ogni bambino, ma può essere fonte di dubbi e preoccupazioni per i...

Ducezio e la lega delle città sicule: un sogno di indipendenza

Ducezio nacque intorno al 488 a.C. nella Sicilia sud orientale, forse a Menai (l'odierna Mineo) o Neai (l'odierna Noto). Fin da giovane dimostrò abilità...

Così Marx parlò della Sicilia

Il famoso filosofo tedesco Karl Marx, considerato il padre dell’ideologia socialista e comunista, nei suoi scritti ha dedicato un articolo alla Sicilia e ai...

Mestieri perduti: Lo Zimmillaro

Oltre alle numerosissime tradizioni e consuetudini del passato, sono andate perdute le memorie di quelli che erano gli antichi mestieri, professioni un tempo considerate...