Romagnolo: dall’estate dei palermitani al litorale abbandonato

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Quando parlo di Romagnolo con le persone che hanno conosciuto il periodo d’oro di questa borgata palermitana, affiorano sospiri nostalgici e qualche “sorrisino malizioso” legato a vecchi ricordi. Oggi è una delle zone urbanistiche più martoriate della nostra città, ma un tempo la borgata di Romagnolo aveva un fascino straordinario. Fino alla metà del secolo scorso, infatti, Romagnolo non era solo un nome su una cartina, ma la meta preferita nelle estati palermitane, dove trascorrere piacevoli giornate nei lidi balneari e fresche serate a passeggio nel suo lungo mare. 

Il litorale di Romagnolo e i suoi lidi balneari: un passato di splendore

Il litorale di Palermo, in particolare la zona che va dal Foro Italico verso Messina, è ricco di storia e, un tempo, era costellata di lidi famosi. Prima che Mondello diventasse il salotto balneare che conosciamo oggi, era proprio Romagnolo la spiaggia per eccellenza dei palermitani

Il suo nome? Beh, deriva dal senatore palermitano Corradino Romagnolo del XVIII secolo, che aveva la sua villa dove oggi si trova l’Ospedale Buccheri La Ferla. Prima di lui, la contrada era conosciuta come “Mustazzola”, perché vi sorgevano dei laboratori dove si vendevano dolci caratteristici chiamati mustazzoli, che si consumavano nel periodo natalizio.

Questa zona costiera, un tempo interamente dedicata all’agricoltura e soprattutto alla pesca, si trasformò a cavallo tra l’800 e il ‘900 in un vero e proprio centro turistico-industriale. Le famiglie nobili di Palermo iniziarono a costruire qui le loro ville di villeggiatura, attratte dalla bellezza del litorale, sorsero numerose attività manifatturiere e, soprattutto, gli amati stabilimenti balneari.

Foto antica del Lido Petrucci a Romagnolo
Benedetto Bronzetti. Palermo – Stabilimento Bagni Petrucci 1920 ca.

I lidi erano il luogo dove si sono formate migliaia di coppie, oggi genitori e nonni di molti di noi! Tra i più noti e frequentati, soprattutto dalla piccola e media borghesia fino alla Seconda Guerra Mondiale, c’erano lo Stabilimento “Trieste-Virzì”, nato nel 1896, e lo Stabilimento “Delizia-Petrucci”, che aprì i battenti addirittura nel 1888.
C’erano anche altri lidi, come  lo “Stabilimento S. Rita”, il “lido Olimpo”, i “Bagni Italia” e i “Bagni della Salute“.

Come trascorrevano le giornate nei lidi? Ci affidiamo ai ricordi, memorie e testimonianze di chi quei momenti li ha vissuti. 

Per accedere occorreva pagare un biglietto di ingresso, e come sempre un guardiano severo vigilava affinché i ragazzini del quartiere non entrassero di straforo. Una volta dentro c’erano le cabine per cambiarsi e addirittura si potevano affittare i costumi da bagno!  

Le giornate nei lidi erano piene di vita e divertimento e giochi: bagni, gare di nuoto, passeggiate in barca, partite di pallone in spiaggia e mitiche partite a “briscola in cinque” che alla fine di ogni giro facevano “santiare” i giocatori.
Immancabili gli “spuntini” con fette di anguria ghiacciata e poi le grandi mangiate che costringevano i ragazzi ad astenersi dal bagno a mare per le successive tre ore! 

La sera, al suono dei Jukebox le coppiette ballavano o gustavano in tranquillità un cono gelato o una granita rinfrescante.

Romagnolo non è solo mare: edifici storici e nomi che resistono

Romagnolo non è solo mare, ma anche terra ricca di architettura e storie. Intanto

Tra gli edifici notevoli che possiamo incontrare a Romagnolo, dobbiamo ricordare lo Stand Florio, noto a Palermo come “La Taverna del Tiro”, costruito nel 1905 su un progetto di Ernesto Basile, ma rimasto solo una parte di un grande progetto immaginato da Vincenzo Florio Jr. Lo Stand , infatti doveva essere parte integrante di un Kursaal che prevedeva anche un teatro per spettacoli all’aperto, che non fu mai realizzato. Dopo anni di incuria e degrado, oggi lo Stand Florio è stato restaurato e  destinato agli usi più disparati, con manifestazioni di diverso tipo, incontri culturali, spettacoli, conferenze, mostre ed esposizioni.

Adiacente all’Ospedale Buccheri La Ferla si incontra il monumentale ingresso della villa Ugo delle Favare, costruita alla fine del 1800 dal marchese Pietro Ugo delle Favare. In stile neogotico, la palazzina  nella primavera del 1882 ospitò l’ormai vecchio e malato Giuseppe Garibaldi, in visita  a Palermo in occasione delle celebrazioni del VI centenario dei Vespri Siciliani.

Colonnella di Romagnolo
La colonnella con la Statua della Madonna, come si presenta oggi

A seguire troviamo l’ospedale Buccheri La Ferla dove si trovava la villa di Corradino Romagnolo, e di fronte, il Tabernacolo con la statua di Maria Vergine (fatta installare come ex voto dal devotissimo Romagnolo), conosciuta come “la Colonnella” che diede il nome alla borgata. 

All’altezza di via Amedeo d’Aosta si ergeva la Villa settecentesca Moncada di Larderia, che fu per anni la dimora della Famiglia Petrucci, proprietaria dell’omonimo lido. Questa villa, che oggi purtroppo è in rovina, era un gioiello. Si accedeva da un grande portone che lasciava passare le carrozze, mentre un ingresso più piccolo per i pedoni. Aveva un grande giardino con fontana e al piano terra c’erano stalle e altre stanze per le carrozze, usate in inverno per conservare ombrelloni e sedie da spiaggia. 

Nel XVIII secolo, in questa zona, fiorì anche l’osteria di Zè Sciaveria (zia Saveria), un vero e proprio paradiso per i palermitani, un ritrovo ameno ed elegante sulla solitaria spiaggia, citato dal Pitrè e decantato persino da poeti come Giovanni Meli.

La decadenza: quando la bellezza si è persa

Ma purtroppo, come un’ombra lunga e scura, è arrivata la decadenza. Il secondo dopoguerra ha segnato un punto di non ritorno per Romagnolo. Il rapido degrado della fascia costiera, insieme alla chiusura di molte aziende manifatturiere e alla massiccia urbanizzazione delle campagne retrostanti, ha trasformato Romagnolo in un’area periferica fortemente degradata e piuttosto anonima.

I problemi principali sono stati gli abusi edilizi post-bellici e, soprattutto, gli scarichi abusivi, con il mare che è diventato il luogo più facile dove smaltire i rifiuti edilizi e altri inquinanti. Questo ha portato a uno stravolgimento dell’equilibrio fluviale e costiero che ha alterato completamente l’ambiente.

Il divieto di balneazione, che ancora oggi persiste in questo tratto di costa, è una diretta conseguenza di tutto questo.

Nonostante i tentativi di riqualificazione, la realtà è ancora amara. Gli interventi eseguiti negli ultimi anni hanno già cominciato a mostrare pesanti segni di degrado. La sporcizia è onnipresente, sia in strada che in spiaggia e i liquami continuano a scaricare a mare. 

La spiaggia di Romagnolo in parte bonificata

La situazione di Romagnolo e le prospettive per il futuro

Oggi, il litorale di Romagnolo fa parte di un grande progetto di riqualificazione della costa sud di Palermo, insieme alle spiagge della Bandita e di Acqua dei Corsari. Alcuni progressi sono stati fatti, e gli abitanti della zona continuano a reclamare la riabilitazione del tratto di Romagnolo chiedendo l’ufficializzazione della balneabilità da parte del Comune. Tuttavia, siamo ancora lontani ed il litorale è costellato di “scheletri”, ruderi fatiscenti delle antiche costruzioni.

Ma la speranza non deve morire. Il futuro di Romagnolo non può essere solo un ricordo nostalgico. Sarebbe bellissimo vedere rinascere questo meraviglioso litorale riallacciando per davvero la città al “suo mare”! È un sogno possibile, ma richiede la partecipazione e la volontà di tutti. Sognare una “spiaggia pulita” e un “luogo fruibile dai palermitani” non dovrebbe essere un’utopia, ma un obiettivo che farebbe bene alla città ed anche alla sua economia.

Ecco, spero che la storia di Romagnolo ci aiuti a lottare per un futuro migliore per la nostra Palermo.

Saverio Schirò

  • Per ricordi e testimonianze si può visitare il sito bagni Petrucci
  • Immagine di copertina generata da Gemini AI

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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