San Paolino dei Giardinieri. La chiesa di Palermo trasformata in moschea.

Scopriamo la storia di San Paolino dei Giardinieri, la prima chiesa in Italia a essere sconsacrata e adibita a luogo di culto islamico.

Autore:

Categoria:

25,584FansLike
1,315FollowersSegui
633FollowersSegui

Nel cuore del quartiere del Capo, lungo l’antico corso del fiume Papireto, c’è una piazza che racconta più di mille anni di storia palermitana. Oggi su quello slargo si affaccia la principale moschea di Palermo, dove ogni giorno una comunità di fedeli prega rivolta verso La Mecca. Pochi sanno però che quelle stesse mura, fino a non molti decenni fa, custodivano una chiesa cristiana dedicata a un vescovo francese. Scopriamo insieme la storia di San Paolino dei Giardinieri, l’edificio che è stato la prima chiesa d’Italia a trasformarsi in moschea.

Una chiesa nata dalla devozione dei giardinieri

La nostra storia comincia alla fine del Cinquecento. A Palermo era attiva la corporazione degli ortolani, gli uomini che coltivavano gli orti e i giardini della città. Si trattava in buona parte di liguri, gente arrivata dal nord per lavorare la terra del capoluogo siciliano.

Inizialmente questa comunità aveva la propria sede nella chiesa di San Giorgio dei Genovesi. Nel 1587 gli ortolani decisero però di costituire una propria confraternita, scegliendo come protettore San Paolino di Nola. Pochi anni dopo, intorno al 1591, edificarono il loro luogo di culto proprio di fronte al monastero di Santa Maria del Cancelliere.

Chi era questo santo a cui i giardinieri si affidarono? Paolino di Nola era un vescovo nato a Bordeaux, in Francia, che secondo la tradizione si convertì al cristianesimo grazie all’influenza della moglie Terasia. Viene ricordato come protettore dei giardinieri e dei campanari, e questo spiega perché la corporazione palermitana lo scelse come patrono. C’è anche un dettaglio curioso legato al suo nome: si racconta che Paolino completò il suo cammino di fede anche dopo la morte prematura del figlioletto, che si chiamava Celso. Proprio da quel nome, secondo alcuni studi recenti, potrebbe derivare il toponimo dell’attuale via del Celso, su cui sorge la moschea.

Com’era la chiesa di San Paolino

La chiesa che gli ortolani costruirono era un tempio raccolto ed elegante. Aveva una sola navata, un cappellone e quattro cappelle laterali. Nel 1598 vi era documentata un’opera importante, il dipinto dei Santi Protettori realizzato da Giuseppe Salerno, il pittore noto con il soprannome di “Zoppo di Ganci”.

La devozione attorno a questo luogo crebbe nel tempo, tanto che nel 1725 nacque ufficialmente la Confraternita e Compagnia di San Paolino di Nola. Per secoli la chiesa rimase un punto di riferimento per quel pezzo di città.

Vale la pena ricordare che la piazza su cui si affaccia l’edificio è un autentico intreccio di storie sovrapposte. Al centro dello slargo, prima che le bombe lo distruggessero, sorgeva il monastero legato a Matteo D’Ajello, il potente gran cancelliere del regno normanno di Guglielmo II. Alla struttura era annessa una chiesa che custodiva una preziosissima icona ricoperta di millecinquecento perle, ribattezzata nel Seicento “La Santissima Vergine imperlata di Palermo”.

La guerra, l’abbandono e una nuova vita come Moschea di Palermo

Il destino di San Paolino cambiò drammaticamente durante la Seconda guerra mondiale. I bombardamenti del 1943 colpirono duramente la zona e la chiesa perse il tetto. Da quel momento l’edificio venne abbandonato e cadde lentamente in rovina, rimanendo per decenni un rudere senza più funzione religiosa.

La svolta arrivò negli anni Ottanta. A Palermo viveva ormai da tempo una comunità musulmana in crescita, fatta soprattutto di immigrati provenienti dal Maghreb, e mancava un luogo di culto adeguato. Su iniziativa del cardinale Salvatore Pappalardo, la Curia decise di cedere l’antica chiesa sconsacrata.

La scelta di San Paolino non fu casuale. L’edificio aveva due caratteristiche perfette per diventare una moschea: era ormai privo di iconografie cattoliche, e soprattutto risultava già orientato verso La Mecca, come richiesto dalla preghiera islamica. Un caso fortunato che evitò stravolgimenti strutturali.

La nascita della moschea

Nel 1990 la moschea di Palermo venne ufficialmente inaugurata nel cuore del centro storico.

Fu un evento che fece notizia ben oltre i confini della città, perché San Paolino dei Giardinieri diventò la prima chiesa in Italia a essere sconsacrata e adibita a luogo di culto islamico. La gestione fu affidata al governo tunisino, attraverso il consolato di Palermo e l’Associazione culturale islamica, e ancora oggi si tratta di una moschea sunnita di matrice tunisina.

Nonostante il legame con la Tunisia, il luogo è tutt’altro che chiuso. Vi si ritrovano fedeli di molte nazionalità diverse, dai bengalesi ai senegalesi, dai marocchini ai palermitani convertiti. Durante il Ramadan la moschea resta aperta fino a sera e, dopo la preghiera, la comunità condivide la cena nella sala principale. Sono frequenti anche gli incontri con scuole e associazioni, pensati per favorire la conoscenza reciproca.

Un simbolo della Palermo di sempre

La storia di San Paolino dei Giardinieri racchiude in poche mura tutto lo spirito di Palermo. Una città che da sempre vive di stratificazioni, dove fenici, greci, romani, bizantini, arabi e normanni hanno lasciato il segno gli uni sugli altri.

Quello stesso luogo che vide nascere la devozione dei giardinieri liguri e che fu ferito dalle bombe, oggi accoglie le preghiere di una nuova comunità venuta dal Mediterraneo. Una vicenda che, a ben guardare, parla della vocazione più autentica di questa città: quella di essere da sempre un crocevia di popoli e di fedi.

Fonti: Wikipedia.org – Moschea di Palermo
Gaspare Palermo, “Guida istruttiva per potersi conoscere… tutte le magnificenze… della Città di Palermo”, Volume quarto, 1816

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbe interessare anche...

La Tonnara Bordonaro, un pezzo di storia nel litorale di Palermo

Oggi non vediamo altro che vecchi ruderi e i fantasmi di uno dei pilastri dell'antica economia siciliana, eppure gli edifici come la tonnara Bordonaro...

Il Museo del Risorgimento di Palermo: la storia della “Sicilia che ha fatto l’Italia”

Il Risorgimento italiano fu un processo complesso e articolato, in cui la Sicilia giocò un ruolo cruciale, a partire dalla rivoluzione del 1848 fino...

Le statue della chiesa di Santa Caterina

La  Chiesa  di  Santa  Caterina  d’Alessandria  di  Piazza  Bellini  è  annessa  all’omonimo Monastero di  Clausura dell’Ordine  Domenicano ed è uno dei monumenti più significativi...

I marmi siciliani e la tecnica del mischio: storia di un unicuum decorativo

Se anche voi come me amate vivere Palermo con gli occhi da turista, avrete sicuramente visitato moltissime chiese e vi sarete imbattuti in diversi...

Piana degli Albanesi, un borgo straordinario a due passi da Palermo

Oggi voglio raccontarvi del mio paese di origine: Piana degli Albanesi. È un piccolo borgo a pochi chilometri da Palermo, ma vi assicuro che...

Museo di Palazzo Mirto

Museo di Palazzo Mirto è un meraviglioso museo che si offre ai visitatori come un prezioso informatore sul “modus vivendi” cioè le abitudini e...