Storia della Chiesa di San Francesco di Paola dalla Maestranza dei Sartori ad oggi

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La storia della Chiesa di San Francesco di Paola affonda le sue radici in tempi molto antichi. Quando la città di Palermo era ancora circondata dalle mura medievali, uscendo da porta Carini, una larga strada sterrata tra campagne e giardini arrivava ad una piccola chiesetta dedicata a Santa Oliva, una delle patrone di Palermo.
Le prime testimonianze di questa antica chiesa risalgono addirittura al 1310, sorta proprio nel luogo dove la tradizione narra che la santa sia stata sepolta.

Da sant’Oliva alla chiesa di San Francesco di Paola

Era il lontano 4 gennaio 1485 quando il Senato Palermitano assegnò la chiesetta alla Maestranza dei Sartori (in siciliano, Custurieri), la corporazione dei sarti di Palermo che elessero Santa Oliva come loro patrona.
Tuttavia, con il desiderio di vedere la chiesa migliorata e officiata in modo più degno, il 9 novembre 1518, la Maestranza decise di cedere la loro chiesa ai religiosi dell’Ordine dei Minimi, fondato da San Francesco di Paola.

I frati Minimi, una volta ottenuto il possesso, decisero di radere al suolo l’antica chiesetta, che consideravano troppo piccola per le loro esigenze, e iniziarono la costruzione di un tempio più grande e sontuoso, affiancato da un convento. Il progetto iniziale seguiva lo stile gotico catalano, molto in voga a Palermo in quel periodo, ma in seguito subì numerose modifiche abbracciando lo stile manierista della facciata, fino al barocco delle decorazioni interne. Oggi, di quella fase originaria, possiamo ancora ammirare alcuni dettagli strutturali, come le volte a crociera costolonate della navata centrale.

Dalle trasformazioni stilistiche alle leggi eversive del 1866

I lavori di ampliamento si conclusero nel 1594, anno in cui la chiesa fu consacrata e dedicata a San Francesco di Paola. Come ci ricorda un’iscrizione latina sulla facciata della chiesa, “…Nata piccola grazie ai sarti, fu ingrandita e conservata dai Minimi”.

La storia della chiesa fu segnata anche da eventi più difficili. Con l’entrata in vigore delle leggi eversive, il governo del neonato Regno d’Italia soppresse gli ordini religiosi, e il vasto convento adiacente alla chiesa fu trasformato in una caserma della fanteria. Ancora oggi ospita la caserma “Ruggero Settimo”, il Circolo Ufficiali e altre società d’arma. Questa trasformazione portò alla perdita di gran parte degli affreschi originali che adornavano l’interno del convento.

Tuttavia, la devozione a San Francesco non si spense. Grazie all’intermediazione dell’arcivescovo, il cardinale Alessandro Lualdi, il 1° marzo 1905 fu concesso ai frati Minimi di riottenere la custodia della chiesa e di abitare in una piccola parte del grandioso convento. 

Gli anni successivi furono dedicati a imponenti lavori di restauro resi ancora più difficili dal deterioramento avvenuto durante la Prima Guerra Mondiale, quando la chiesa e il convento furono adibiti a deposito di grano e in seguito dai nuovi danni causati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che richiesero ulteriori interventi negli anni Cinquanta.
Un restauro completo dell’interno della chiesa è stato poi realizzato tra il 2013 e il 2014. 

Nel 1945, la chiesa divenne ufficialmente parrocchia e tutt’ora raccoglie i numerosi fedeli che si impegnano insieme ai frati in una costante opera di evangelizzazione nei quartieri che vi fanno capo.

La chiesa di San Francesco di Paola: l’architettura

La chiesa di San Francesco di Paola si erge maestosa nella omonima piazza, ad angolo con la via Sant’Oliva nel centro di Palermo. Purtroppo per via dei grandi alberi e dell’inferriata, la visione d’insieme risulta difficoltosa. Tuttavia, se alziamo gli occhi verso la facciata possiamo notare che è divisa in tre ordini da due alti pilastri bugnati e da due cornicioni. Nella parte centrale, il terzo ordine presenta un frontone mistilineo che racchiude tre logge belvedere, collegate ai manufatti adiacenti da semplici volute.
Sul lato destro si erge il robusto campanile in pietra viva.

Il portale è un’opera d’arte a sé stante. Le lesene che lo fiancheggiano sono ornate con teste d’angelo e sormontate da volute che sorreggono un timpano ad arco spezzato. Sulla mensola intermedia spicca un mezzo busto raffigurante la Madonna delle Grazie, affiancata dalle sculture di Sant’Oliva e San Francesco di Paola, opere di Giacomo Gagini realizzate nel 1536.

In basso, in un bassorilievo, possiamo notare un paio di forbici, un ricordo tangibile della Maestranza dei Sarti, gli antichi proprietari dell’edificio. L’anno MDXCIIII (1594) e l’iscrizione sul cornicione ci ricordano il termine dei lavori di ampliamento e la consacrazione della chiesa al santo, a cui si riferisce la  parola “CHARITAS”, posto nella raggiera al centro del timpano.

Varchiamo ora la soglia e lasciamoci avvolgere dalla solennità dell’interno. 

Chiesa di San Francesco di Paola Navata

La struttura tardo gotica si rivela arricchita da interventi manieristici e da sontuosi addobbi barocchi: affreschi, stucchi di pregevole fattura, e decorazioni in marmi mischi e policromi creano un’atmosfera di grande spiritualità. La pianta a croce latina presenta un’unica navata fiancheggiata nei due lati da cinque profonde cappelle intercomunicanti. La luce soffusa invita al raccoglimento e alla preghiera.

Alzando lo sguardo verso le vele delle volte a crociera della navata centrale, possiamo ammirare gli affreschi di Giuseppe Salerno, detto lo Zoppo di Gangi, che raffigurano le quattro sante patrone di Palermo, i quattro dottori della Chiesa, quattro santi martiri e i quattro evangelisti. Nella volta del presbiterio, invece, troviamo gli affreschi della Pace, Sapienza, Carità e Speranza, opere di Vito d’Anna e di suo figlio Alessandro, datate intorno al 1766.

Tra gli archi delle cappelle sono affrescati i Miracoli di San Francesco di Paola, mentre tra i finestroni si possono scorgere le figure degli Apostoli, realizzate da frate Mariano Castelli da Vicari tra il 1700 e il 1710. Sulla controfacciata, ammiriamo le decorazioni con stucchi raffiguranti la Glorificazione di San Francesco. Ai lati del finestrone istoriato si trovano la Madonna della rosa a sinistra e San Carlo Borromeo assorto in preghiera a destra, opere attribuite sempre allo Zoppo di Gangi, databili intorno al 1620. Gli affreschi delle lunette sono opera di frate Mariano Castelli di Vicari.

Esploriamo ora le cappelle laterali.

Nella navata destra, cominciando dall’ingresso:

La prima campata ospita la Cappella di Santa Caterina d’Alessandria, con una pala d’altare di Filippo Paladini.

La seconda campata è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Alle pareti si trovano affreschi raffiguranti episodi biblici come Giuditta che decapita Oloferne ed Ester e Re Assuero

La terza campata è la Cappella di San Giuseppe. Sull’altare si trova un quadro con il Compianto del Cristo con la Vergine Maria, affiancato dalle figure di San Francesco d’Assisi e San Francesco di Paola. 

La quarta campata è dedicata a San Francesco di Paola con la statua lignea del santo all’interno di un reliquiario intagliato. In questa cappella, meta di pellegrinaggio, si conservano anche tre reliquie del Santo: una reliquia della costola, parte del bastone e un frammento del mantello.

La quinta campata è la Cappella di San Bartolomeo e San Lorenzo martire. Qui si conserva anche il simulacro argenteo del Santo Padre, una ricchissima statua d’argento che viene portata in processione per la città durante la festa patronale, la seconda domenica di maggio, dai membri della Confraternita dei Terziari di San Francesco.

Passiamo ora alla navata sinistra:

La prima campata è dedicata a San Michele Arcangelo, dove si trova il fonte battesimale.

La seconda campata è la Cappella del Beato Nicola di Longobardi, il frate dei minimi nato nel piccolo centro della Calabria e proclamato santo nel 2014 da papa Francesco.

Il pozzo di sant’Oliva

La terza campata è la Cappella di Sant’Oliva, la titolare della chiesa fino al 1465. Sull’altare si trova la pala d’altare di Gaspare Serenari del 1758, raffigurante Sant’Oliva che battezza gli infedeli a Tunisi. Alle pareti laterali si trovano i quadroni con il Martirio di Sant’Oliva e la Reclusione di Sant’Oliva. Sulla volta è affrescata Santa Oliva in gloria, sempre da Serenari.
Nel pavimento si trova la botola di accesso al Pozzo di Sant’Oliva, dove, secondo la tradizione, nel V secolo fu deposta la salma della santa. Si narra che da quel pozzo sgorgò acqua ritenuta miracolosa. Questa cappella fu a lungo patronato della Maestranza dei Sartori, che qui apportarono significative modifiche decorative nel corso del XVIII secolo.

La quarta campata è dedicata all’Immacolata Concezione. In una nicchia è custodito un simulacro settecentesco dell’Immacolata e un piccolo simulacro di Gesù di Praga. 

La quinta campata è la Cappella della Madonna del Rosario, dove si trova il magnifico sarcofago di Stefania Branciforti, principessa di Trabia, opera dello scultore Valerio Villareale del 1852.

Giungiamo ora al transetto.

Il braccio destro ospita la Cappella di San Francesco di Paola, detta anche Cappella Susinno. Sull’altare si trova un busto in terracotta del santo, opera di Vincenzo Gagini. Sotto, in una teca di cristallo, è conservato il famoso bastone con cui il santo fece sgorgare l’acqua.

Il braccio sinistro presenta la Cappella del Crocifisso, con un Crocifisso posto su un artistico reliquiario. 

Nel transetto si trovano anche il busto marmoreo di Giuseppe Pignatelli, duca di Terranova, scolpito da Lorenzo Pennino, e il sarcofago di Giovanna de’ Caravelli, letterata del XVI secolo, attribuito ad Antonino Gagini e sormontato da un serafino in marmo di Ignazio Marabitti.

Chiesa di San Francesco di Paola

Il presbiterio è dominato dall’altare maggiore, arricchito da marmi policromi, pietre dure e fregi di rame dorato. Ai lati, sulle pareti, si trovano i dipinti di Giuseppe Salerno raffiguranti la Nascita di Giovanni Battista e la Natività di Gesù

Dalla crociera del transetto si accede alla sacrestia. Al centro della volta si può ammirare un pregevole affresco di Vito d’Anna raffigurante il Trionfo della religione. In fondo alla sacrestia una volta si trovava la statua argentea di Sant’Oliva, ora spostata nella cappella, realizzata da maestri argentieri palermitani. L’opera è realizzata ad altezza naturale, e mostra la Santa con il suo principale attributo, il ramo d’olivo tenuto con la mano destra. Nella stessa mano sono anche posti un piccolo scudo con le insegne dei Savoia e le forbici, simbolo della maestranza. Nella sinistra ha invece un libro di Sacre Scritture.
Il 10 giugno questa statua viene condotta in processione, mentre le feste dedicate a San Francesco di Paola sono celebrate la seconda domenica di maggio.

Visitare la chiesa di San Francesco di Paola: informazioni

La chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola si trova in Piazza San Francesco di Paola angolo Via Sant’Oliva, 3 Palermo
Tel. 091586373

L’orario delle Messe dal 1 Ottobre  Festivi e Domenica:
ore 8.30 – 10.00 – 11.30 – 18.30
Feriali: il lunedì  8.00 – 18.30 dal martedì al sabato 8.00 10.00 18.30

Informazioni aggiornate alla Pagina Facebook  Parrocchia San Francesco di Paola Palermo      


Breve storia di San Francesco di Paola

San Francesco di Paola nacque nella città di Paola, in Calabria, il 27 marzo 1416. Fin da giovane mostrò una forte inclinazione alla vita religiosa. All’età di tredici anni entrò nel convento francescano per adempiere a un voto fatto dai suoi genitori, ma dopo un anno, Francesco sentì il desiderio di una vita eremitica più austera.

Tornato a Paola, iniziò a vivere come eremita in un luogo impervio, suscitando ammirazione per la sua austerità e la sua fede. Presto altri si unirono a lui, riconoscendolo come guida spirituale, e insieme costruirono una cappella e dei dormitori, dando inizio all’Ordine dei Minimi intorno al 1435. L’ordine fu ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa nel 1474.

La fama di santità di Francesco si diffuse rapidamente, tanto che gli furono attribuiti numerosi miracoli, come la guarigione di malati, la capacità di far sgorgare acqua dalla roccia e l’attraversamento miracoloso dello Stretto di Messina sul suo mantello.

Nel 1482, la sua fama giunse fino in Francia, dove il re Luigi XI, gravemente malato, lo chiamò al suo capezzale. Francesco si recò in Francia e, pur non guarendo il re, la sua presenza contribuì a migliorare i rapporti tra la Francia e il Papato. Rimase in Francia per ventiquattro anni, dove fu molto apprezzato e dove il suo ordine religioso si diffuse.

San Francesco di Paola morì in Francia, nel castello di Plessis-lez-Tours, il 2 aprile 1507, all’età di 91 anni. Fu canonizzato da Papa Leone X il 1° maggio 1519, a soli dodici anni dalla sua morte. È venerato come patrono di numerosi luoghi e categorie di persone, tra cui la Calabria, la Sicilia, i marittimi e i naviganti. La sua vita fu un esempio di umiltà, austerità e carità, valori fondamentali dell’Ordine dei Minimi da lui fondato.

Saverio Schirò

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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