Sant’Eulalia dei Catalani

Samuele Schirò firma 2

193-S.Eulalia dei CatalaniCome alcuni di voi avranno notato, a Palermo vi sono diverse chiese e vie intitolate alle antiche logge di mercanti che, sin dal XV secolo, affollarono una Sicilia strategicamente perfetta per condurre operazioni commerciali nel mediterraneo. Questi mercanti abitavano in determinate zone della città, dove conducevano le loro botteghe e costruivano le loro chiese.
Tra queste logge straniere le più importanti erano senza dubbio quelle dei Genovesi (con la chiesa di S. Giorgio), dei Lombardi (S. Carlo), dei Napoletani (S. Giovanni), dei Pisani (SS. 40 Martiri), dei Veneziani (S. Marco), dei Calabresi (SS. Giosafat e Liberale) e dei Catalani (Sant’ Eulalia). Questi ultimi erano giunti in Sicilia già dal 1282, al seguito del re Pietro D’Aragona, che portò con se alcune delle più nobili famiglie del regno. Tra queste vanno sicuramente ricordate la Cruillas, la Valguarnera, la Moncada, la Valleraut e l’Aragona, tutti nomi destinati a fare, nei secoli seguenti, la storia di Palermo.
Data la loro “amicizia” con i re spagnoli, i Catalani godettero da sempre di alcuni trattamenti privilegiati in città, come ad esempio l’utilizzo di un mercato coperto dal quale i Genovesi (che ne furono i primi proprietari) vennero praticamente cacciati tramite un editto regio. Ovviamente tra tutti questi benefici non mancò di certo la costruzione di una chiesa nel cuore della Vucciria che, dal 1500, assunse il nome di Sant’Eulalia, vergine e martire Catalana vissuta tra il I e il II secolo d.C. sotto Diocleziano.
La costruzione dell’odierno edificio, che non fu mai finito del tutto, iniziò però a partire dal 1630, sfruttando la struttura del complesso medievale sottostante. Il prospetto dei questa nuova chiesa è tra i più caratteristici di Palermo, perché adorno di stemmi della nazione catalana e di busti di re Aragonesi. Inoltre i marmi utilizzati per le decorazioni e per le colonne, furono fatti spedire direttamente da Barcellona, con dei costi notevoli che fanno capire l’attaccamento della loggia alla propria terra d’origine e il loro grado di ricchezza.
All’interno della chiesa si trovavano diversi arredi di valore, tra cui un bel crocifisso ligneo, e alcune importanti tele, tra cui il martirio di Sant’Eulalia e la Madonna di Monserrato (entrambi opera di Gerardo Asturino) e una grande tela raffigurante la SS. Trinità, posta sull’altare maggiore e proveniente dalla distrutta chiesa di Gesù e Maria agli Schioppettieri. Dopo la chiusura al culto, durante la seconda guerra mondiale, le opere presenti furono divise tra Roma ed il Museo Diocesano di Palermo.
La particolarità di questa chiesa è che, dopo l’Unità d’Italia, rimase in possesso della Spagna che, a differenza delle altre logge presenti, ovviamente non si trovava nel nuovo territorio italiano. Tale possedimento iberico fu, molti anni dopo, celebrato con l’apertura di una scuola di lingua spagnola proprio nei locali dell’antica chiesa.

Samuele Schirò

Foto: Comune di Palermo e Palermo Nascosta

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