La Riserva naturale di Capo Gallo: un’oasi naturalistica alle porte di Palermo

Autore:

Categoria:

25,584FansLike
1,315FollowersSegui
633FollowersSegui

 

La Riserva Naturale di Capo Gallo, situata a circa 12 km dal centro di Palermo, è un’oasi di bellezza incontaminata che si estende per circa 586 ettari, abbracciando il Monte Gallo e il suo promontorio che si affaccia sul Mar Tirreno. Istituita nel 2001 dalla Regione Siciliana, rappresenta un vero e proprio tesoro di biodiversità, custodendo una varietà di habitat preziosi e una ricca flora e fauna.

Un paesaggio mozzafiato

Il Monte Gallo si conclude con il promontorio chiamato Capo Gallo, dove si trova un faro che indica la sua posizione e regala panorami mozzafiato sui due golfi che abbraccia: quello di Mondello a est e quello di Sferracavallo a ovest. Le coste, alte, rocciose e frastagliate, si alternano a calette incontaminate e piscine naturali che invitano a immergersi nelle acque cristalline del Mar Tirreno. Una costa ricca di cavità, fra cui la Fossa del Gallo, la Grotta Perciata, la Grotta dei Caprari, la Grotta delle Vitelle, la Grotta Regina e la Grotta Caramula. La Grotta Impisu a Sferracavallo mostra tracce preistoriche di animali estinti come cervi e ippopotami. In una grotta a Monte Gallo sono stati trovati resti dell’elefante nano, vissuto tra 230.000 e 170.000 anni fa. Questo elefante di piccole dimensioni abitava in Sicilia e a Malta, ma le sue origini sono ancora sconosciute. La riserva è inoltre un paradiso per gli amanti del trekking, con sentieri che si snodano tra la macchia mediterranea e offrono scorci suggestivi sulla costa e sulla città di Palermo in lontananza.

Faro di Capo Gallo foto by reportage on way licenza CC BY-NC-ND 3.0 IT

Grotta Regina: tesoro di storia e culture antiche

La Grotta Regina è la cavità più grande della Marinella, situata a 130 m sul livello del mare e affacciata sulla Fossa del Gallo, da cui si gode di una vista dominante sul mare. È l’unico santuario punico nel Mediterraneo e oggetto di numerosi studi. Le pareti della grotta presentano iscrizioni e disegni di varie epoche, tra cui figure umane e animali come un guerriero punico, un orso, un cavallo e altre rappresentazioni. Le epigrafi in lingua punica, neopunica e libica sono state tradotte da esperti, fornendo importanti informazioni sul sito, confermando la presenza di gruppi fenicio-punici di commercianti nel VII secolo a.C. Un disegno dettagliato su una parete descrive una nave da guerra cartaginese. Il santuario è dedicato a diverse divinità, tra cui Mel-cart, Iside, Shadrapa ed Osiride. Oltre ai punici, la grotta è stata frequentata anche da romani, arabi e colonizzatori medievali, come dimostrano i reperti ceramici rinvenuti durante gli scavi.

Flora e fauna di Capo Gallo: un trionfo di biodiversità

La Riserva di Capo Gallo vanta una ricca biodiversità, con oltre 800 specie vegetali censite, tra cui spiccano la macchia mediterranea, con lentisco, rosmarino, mirto e cisti, e le zone costiere, caratterizzate da palme nane e ginepri. Il versante di Monte Gallo che si affaccia sul mare, presenta una prateria di ampelodesma, una pianta perenne della famiglia delle Graminacee, che un tempo era coltivata ad ulivi e carrubi. La parte nord-orientale del monte è arida con rocce affioranti, mentre l’area occidentale è boschiva con pini, cipressi e specie mediterranee tipiche. La fauna è altrettanto ricca e comprende diverse specie di uccelli, tra cui il falco pellegrino, cincie, fringillidi e merlo, dell’occhiocotto, e del colombaccio e il gheppio, oltre a mammiferi come la volpe, il coniglio selvatico, il toporagno di Sicilia, topolino domestico e selvatico. In determinate aree ottimali per le loro esigenze, svernano due uccelli: il pettirosso e il luì piccolo, un passero protetto. Durante la notte, è comune avvistare il barbagianni, che si sposta dai suoi nidi su ruderi e pareti rocciose, e l’allocco, che abita nelle zone vegetate e entrambi sono abili nella caccia di piccoli mammiferi. Una prateria di Posidonia oceanica si è stabilita sul fondale sabbioso, mentre la Secca della Barra ospita una prospera comunità coralligena che si estende fino a una profondità di 70 metri.

Capo Gallo: un paradiso per il relax e le attività all’aria aperta

La Riserva Naturale di Capo Gallo è un luogo ideale per chi desidera trascorrere una giornata all’insegna del relax e del contatto con la natura. Oltre al trekking, è possibile praticare diverse attività all’aria aperta, come il ciclismo, la mountain bike, lo snorkeling e le immersioni. Inoltre la scogliera vicino all’ingresso presenta diversi punti dove è possibile fare un bagno nelle acque cristalline della riserva.

Sentiero Capo Gallo

Come arrivare a Capo Gallo

Si può raggiungere la riserva partendo da Mondello o da Sferracavallo.
Da Mondello, si parte dalla piazza principale e si prosegue verso l’Hotel La Torre. Dopo l’hotel si segue il perimetro del paese fino a una piccola traversa a destra, dove si trova un cancello che porta a un sentiero nella riserva.
Un altro punto di accesso è da Sferracavallo: provenendo da Palermo, poco prima del centro del paese si gira a destra in via del Manderino in direzione Punta Barcarello fino al rimessaggio barche, dove si parcheggia. Da qui si prosegue a piedi lungo un sentiero che costeggia il Monte Gallo.

Informazioni utili

Per accedere alla Riserva Naturale di Capo Gallo è necessario pagare un piccolo costo di ingresso.
Per tutti gli aggiornamenti su orari, tariffe e modalità di accesso, ti invitiamo a visitare il sito ufficiale della Riserva:
riservacapogallo.it.

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Redazione
Redazione
Un gruppo di persone accomunate dalla passione per la Sicilia, ma sopratutto per Palermo, con la sua storia millenaria, la sua cultura unica e le sue molte, moltissime sfaccettature.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbe interessare anche...

Piazza Castelnuovo (o Politeama)

La piazza Castelnuovo, una delle più famose e frequentate di Palermo, è dedicata a Carlo Cottone e Cedronio, principe di Castelnuovo e di Villaermosa,...

Le statue di Palermo avvocate del popolo

Al giorno d’oggi è fin troppo facile esprimere la propria indignazione nei confronti delle amministrazioni locali e nazionali. Basta andare su qualunque social network...

Quando la carruba valeva oro: le origini umili di un frutto “prezioso”.

La carruba, frutto presente in Sicilia sin dall’antichità, è spesso vista come simbolo di povertà, dato che per secoli è stata utilizzata prevalentemente come...

Carusi, addevi e picciriddi: i bambini in Sicilia

Sono molti i modi in cui chiamiamo i bambini in Sicilia. Dipende dalle diverse province dell’isola dove il termine bambino cambia, pur mantenendo lo...

L’Isola delle Femmine e le sue leggende

L'Isola delle Femmine è un fazzoletto di terra adagiato sul mare, sovrastato da una torre diroccata che lotta perennemente contro le forze della natura...

La cannamela: storia dello zucchero in Sicilia

La canna da zucchero, una pianta originaria dell’Indonesia e della Nuova Guinea, si è diffusa gradualmente in Indocina e da lì in tutto il...