Baccalà fritto e Baccalà chi passuli

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Il baccalà è un tipo particolare di merluzzo che viene pescato nell’Atlantico Settentrionale ed è un pesce che raggiunge grosse dimensioni.
In Sicilia arrivò nella metà del XVIII secolo importato dai Normanni, discendenti dei Vichinghi che pescavano i merluzzi nei loro mari e lo conservavano tramite essiccazione all’aria aperta, così facendo diventavano rigidi come dei bastoni, prendendo il nome di “kabeljaw“, da qui baccalà, oppure dal termine anglosassone stock (legno) e fish (pesce) pesce da stoccare (conservare) da cui il nostro stoccafisso.
Il baccalà fritto è una ricetta semplicissima, infatti si infarinano i filetti di baccalà, già dissalati e si friggono in olio extravergine di oliva bollente. Si fanno sgocciolare, una volta cotti, sulla carta da cucina.
Per il baccalà “chi passuli” invece ecco le istruzioni:
1 kg filetti di baccalà
già ammollato a pezzi
400 g polpa di pomodoro a pezzetti
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
un mazzetto di prezzemolo
100 g uva passa grossa (passuli)
200 g olive nere snocciolate
olio extravergine di oliva
pepe.
baccalàLavate il pesce in acqua corrente.
In un tegame capiente, mettere la cipolla affettata, lo spicchio d’aglio schiacciato, e l’olio e fate imbiondire, aggiungere il pomodoro, il prezzemolo tritato, le olive e l’uva passa fatta rinvenire in acqua tiepida. Lasciare insaporire il tutto per un paio di minuti mescolando lentamente.
A questo punto pepate e aggiungete un filo d’acqua calda e portate a bollore per 10 minuti circa, quindi immergete il pesce. Coprite il tegame e fate cuocere a fiamma bassa per 20 minuti circa facendo attenzione che il pesce non si attacchi al fondo. Per evitare che ciò accada, scuotete di tanto in tanto il tegame durante la cottura.

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Maria Floriti
Maria Floriti
Donna eclettica e versatile, dai fornelli alle ricerche sulle storie e tradizioni più curiose della nostra città.

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