Novembre 1992: le notti degli “zombie” a Palermo

Lo sciopero di sigarette del 1992 provocò un delirio tra i fumatori incalliti che di notte vagavano nelle città in cerca di qualunque cosa da fumare...

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Sapete quanto costava un pacchetto di sigarette nel 1992? Le MS italiane 3.250 lire, quelle estere, più costose, costavano 3.650 lire. Di contrabbando, 2.500 lire. Ma nel novembre del 1992, a Palermo per lo “sciopero delle sigarette” il prezzo delle Marlboro di contrabbando arrivò fino a 10.000 e lire e più per un pacchetto, ma vi assicuro che qualcuno lo arrivò a pagare anche 50.000 lire! 

Tutto cominciò quando all’inizio del novembre 1992 i dipendenti dei Monopoli dello Stato addetti alla distribuzione dei tabacchi cominciarono uno sciopero contro la trasformazione dell’azienda in SpA.
All’inizio la notizia passò quasi in sordina ma nei tabaccai cominciarono a scarseggiare le sigarette. Nel giro di qualche giorno, i fumatori più incalliti si precipitarono a fare provvigione per i tempi difficili che si temevano e poi si avverarono: i magazzini di distribuzione da lì a poco smisero di rifornire le 60.000 rivendite di tabacchi italiane. E fu il caos!

Cosa dovevano fare i fumatori? Non ci fu altra scelta che rivolgersi al mercato nero. Ed ecco che la crisi delle sigarette fu un affare miliardario per i contrabbandieri. Il costo del pacchetto passò quasi subito da 2.500 a 4.000 lire: “prendere o lasciare”. Ma via via che lo sciopero si protraeva anche il costo aumentava sempre di più arrivando a 10.000 lire con picchi isolati di 50.000 lire a pacchetto!
A fine mese, i fumatori erano ridotti ad uno stato di angoscia intollerabile tra il malcontento generale: gli scioperanti che non mollavano, i rivenditori di tabacchi che minacciavano il licenziamento di 3000 dipendenti, i militari della Guardia di Finanza che dovevano contrastare il mercato nero dei contrabbandieri e nel contempo andare a Roma a lavorare al posto degli scioperanti pur di far ripartire la macchina inceppata che costava allo Stato più di 25 miliardi di lire ogni giorno!
Lo sciopero delle sigarette divenne la notizia in prima pagina per giornali e telegiornali e mentre nei tavoli di mediazione Stato-Sindacati non si trovava un accordo, i fumatori disperati cercavano rifornimenti all’estero. Alcuni siciliani coraggiosi, 325 secondo i giornali di allora, scelsero la via di Malta e il prezzo aggiuntivo di 90.000 lire del costo del catamarano, per aggiudicarsi una stecca di sigarette. 

Donna che fumaLe notti a Palermo, come in tutta l’Italia, furono popolate dai fumatori in crisi di astinenza  che vagavano come “zombie” alla ricerca di qualunque cosa da fumare. I quartieri storici del contrabbando, Vucciria, Ballarò, il Capo e Borgo Vecchio furono presi d’assalto da persone “perbene”, donne comprese, che mai si sarebbero avventurati di notte in quei rioni. Quando nel banchetto dei contrabbandieri compariva il carico di sigarette, ecco che la gente si accalcava sgomitando senza vergogna alla ricerca di un prezioso pacchetto. E una volta ottenutolo, via di soppiatto! perché se qualche disperato delinquente se ne accorgeva si rischiava “il fermo” con un coltello puntato per avere quello che con tanta difficoltà si era ottenuto.
L’astinenza dalla nicotina oltre l’ansia e la fame morbosa, procurava insonnia, agitazione e alterazione del ritmo sonno-veglia. Gente aggressiva che era meglio non avvicinare. La mattina, nei luoghi di lavoro arrivavano stralunati, con gli occhi cerchiati perché non avevano dormito e avevano trascorso la notte in giro per la città. Quante amicizie si sono incrinate o rotte in quelle giornate! Perché ormai non si aveva più pudore ad elemosinare una sigaretta a chi si pensava potesse averle nascoste nel cassetto. E davvero qualcuno le possedeva, ma guai a fumare in pubblico: amici, parenti, o perfetti sconosciuti si sarebbero avventati per chiederne almeno una.
I più disperati si adattarono a fumare tabacco alternativo recuperato nelle erboristerie o addirittura confezionato con foglie secche di platano, come riferirono i nuclei antisofisticazione dei carabinieri. Una follia pura.
La cronaca di fine novembre riporta una “irruzione” delle Fiamme Gialle, nello stabilimento di manifattura di tabacchi in via Gulì, a Palermo dove si producevano le N80, una marca di sigarette orribili che nessuno fumava. Superando un sit-in di 200 operai, prevalentemente donne, davanti allo stabilimento chiuso, alla presenza di carabinieri e polizia in assetto antisommossa e gli elicotteri che sorvolavano la zona, i militari caricarono i camion di sigarette che nessuno voleva fumare.

Solo dopo metà dicembre, a più di un mese dall’inizio della carestia del tabacco, lentamente i tabaccai cominciarono ad essere riforniti e dopo i primi approvvigionamenti selvaggi tornò la calma e tutti riebbero la dose quotidiana di nicotina. Chissà se qualcuno ne ha approfittato per smettere di fumare e a conti fatti guadagnare in salute ed economia?

Saverio Schirò

Fonti archivistiche tratte da Repubblica.it

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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