La fontana della vergogna di Palermo. Tra storia e leggende

La storia della fontana più suggestiva di Palermo

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Situata nel cuore della Palermo storica, a due passi dai Quattro Canti e dalla chiesa di San Giuseppe dei Teatini, la Fontana Pretoria, chiamata dai palermitani anche Fontana della Vergogna, colpisce per il suo fascino intramontabile. Chiunque ci passi non può fare a meno di meravigliarsi per l’armonia delle parti da cui è composta. Pochi però conoscono la storia travagliata di questa opera d’arte, che ha dovuto attraversare l’Italia per giungere nella conca aurea palermitana (si spiegano così le parole dedicatele da Giorgio Vasari che fa riferimento a Firenze).

Fonte stupendissima che non ha pari in Fiorenza, nè forse in Italia: e la fonte principale, che si va tuttavia conducendo a fine, sarà la più ricca e sontuosa che si possa in alcun luogo vedere, per tutti quegli ornamenti che più ricchi e maggiori possono immaginarsi, e per gran copia d’acque, che vi saranno abbondantissime d’ogni tempo” (Vasari-Milanesi, VII. p.628)“

Fontana Pretoria - o fontana della vergogna Gruppo stautuario del fiume

Commissionata  dal nobile spagnolo Don Luigi de Toledo a Francesco Camilliani, è stata realizzata nel 1554 per la sua villa fiorentina.  Una ventina d’anni dopo, a causa dei debiti della famiglia Toledo, la fontana venne venduta al senato palermitano che la acquistò per ben 30 mila scudi. Questa spesa enorme, fatta in un momento in cui a Palermo regnavano miseria e carestia, rese in poco tempo il monumento il simbolo della corruzione e del malcostume di alcuni rappresentanti della vita civile e politica, facendole guadagnare, secondo la versione più accreditata, l’appellativo di Fontana della Vergogna.

Ma le  storie sull’origine di questo soprannome sono molteplici: una seconda versione fa risalire l’appellativo alle vicende delle suore del convento antistante, costrette soventemente a coprirsi il viso per non osservare la nudità delle statue (c’è chi narra  che una notte, le suore del convento andarono a distruggere le parti sessuali maschili stanche di dover tollerare quella visuale).

Storia e descrizione della Fontana della Vergogna

Staute della fontana pretoria o fontana della vergogna

La fontana giunse a Palermo il 26 maggio 1574 smontata in 644 pezzi, di cui alcuni mancanti. Alcune sculture si rovinarono durante il trasporto e altre furono trattenute dal proprietario.
Il complesso monumentale, ricco di statue di marmo di Carrara è costituito da tre livelli colmi di significati simbolici.

Nella base si trovano 4 vasche sul cui bordo giacciono statue allegoriche dei fiumi di Palermo, ovvero l’Oreto, il Papireto, il Gabriele e il Maredolce. Ogni vasca è fiancheggiata da altrettante statue di tritoni, nereidi e sirene.
La scalinata che porta al secondo livello presenta una fascia di nicchie con teste di animali e mostri mitologici dalla cui bocca sgorga acqua. Questo settore è ricco di figure mitologiche, tra cui si riconoscono Venere, Adone, Ercole, Apollo, Diana e Pomona.
Al terzo livello si trova una vasca più piccola sovrastata dalla statua di Bacco.

Il poeta  monrealese Antonio Veneziano, a cui è stato affidato il compito di reinterpretare in chiave locale gli aspetti mitologici dell’opera, identificò la statua sovrastante come il Genio di Palermo, nume tutelare della città insieme a Santa Rosalia.

Il complesso monumentale  è ricco di significati nascosti. Le 8 statue poste alle estremità della fontana, ad esempio,  oltre a delimitare  i margini fisici e materiali sono simbolo dei confini dello spazio ed il tempo, una sorta di porta celeste che consente l’accesso alla Gerusalemme celeste.

A Camilliani si ispirò probabilmente Bernini che circa cento anni dopo, a Roma, in piazza Navona, realizzò  la fontana dei quattro fiumi, nella quale quattro statue raffigurano i principali fiumi di 4 continenti: il Gange per l’Asia, il Rio della Plata in America, il Danubio per l’Europa, il Nilo per l’Africa.

La cancellata in ferro battuto che racchiude la fontana fu realizzata nel 1858 dall’Arch. Giovanni Battista Filippo Basile.

Cinzia Testa

Foto Gruppo statuario by ermes – wikipedia CC BY-SA 4.0

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Cinzia Testa
Cinzia Testa
Professoressa di lettere, turista della mia città, curiosa per natura e desiderosa di condividere bellezza e conoscenza

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