I nettascarpe, pezzetti di storia quasi dimenticati

Nei centri storici siciliani è facile imbattersi in curiosi arnesi di ferro che spuntano dai marciapiedi. Di cosa si tratta?

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Passeggiando per il centro storico di Palermo, ma anche negli altri centri storici siciliani, non è raro imbattersi in dei curiosi arnesi metallici piantati per terra, di solito in prossimità degli ingressi dei palazzi più antichi. Cosa sono queste piccole lamine fissate ai marciapiedi o alle pareti degli edifici?

Ecco a cosa servivano i cosiddetti nettascarpe.

Come dice il nome stesso, questi curiosi oggetti, noti anche come “gratta scarponi”, sono considerabili come gli antenati degli zerbini. Venivano dunque utilizzati per pulirsi le scarpe prima di entrare in un edificio.
Per capirne l’effettiva utilità, bisogna pensare che al tempo della loro diffusione (dalla fine del ‘700 ai primi del ‘900) molte delle strade cittadine non avevano asfalto o basolato, quindi la terra che le ricopriva tendeva ad attaccarsi alle scarpe, specialmente durante le giornate di pioggia.

Oltretutto il fango non era la cosa peggiore che si poteva calpestare, visto che le strade più trafficate dalle carrozze erano spesso ricoperte dallo sterco dei cavalli che le affollavano.

Era quindi necessario passare le suole sul nettascarpe, per eliminare la maggior parte del fango (e del resto) prima di entrare in un palazzo, specie se per recarsi al cospetto di un nobile.

Tuttavia questi arnesi, di solito fatti in ghisa o ferro, non erano in uso solo nei palazzi nobiliari. Anche le case più povere ne avevano uno all’ingresso, soprattutto tra le famiglie di contadini per le quali risultava molto comodo poter grattare via il fango degli scarponi dopo una giornata in campagna, anzi in alcuni paesi qualcuno li usa ancora oggi.

Ovviamente le case più ricche potevano permettersi dei nettascarpe più elaborati, in alcuni casi dei veri e propri capolavori artistici. Ma anche quelli più poveri e “classici” svolgevano benissimo la loro funzione, che in genere veniva completata poi dall’uso di un raschietto e una spazzola.

Purtroppo, con l’ammodernamento delle città, molti di questi piccoli pezzi di storia stanno scomparendo per sempre. Per fortuna alcuni restauri intelligenti decidono di mantenere i nettascarpe come testimonianza di vita passata. Fate solo attenzione a non inciamparci sopra. 😉

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

2 COMMENTI

  1. Sono (il solito palermitano o emigrante) che scappa da Palermo (o da qualsiasi citta’) per approdare dove vi e’ la possibilita’ di crearsi un futuro piu’ civile e degno anche se umile.Adesso mi trovo con 84 anni di eta’ e 60 anni di lavoro e di vita a Milano che mi ha dato dignita’ e diritti per me e la mia famiglia.Certamente amo la mia citta’ e ci vengo quasi tutti gli anni ma devo constatare che riguardo il mondo del lavoro poco e’ cambiato per il diritto ad esso.Spero quindi che qualcosa cambi. Antonino

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