Al-Idrisi e il grande Libro di Ruggero

Il grande geografo arabo fu invitato alla corte di Ruggero II per realizzare una grande opera letteraria, una mappa dettagliata del mondo.

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Nel 1145, il viaggiatore e geografo Arabo Muhammad al-Idrisi giunse a Palermo su invito del re Ruggero II, con il compito di creare una grande opera geografica, un libro che racchiudesse tutte le conoscenze sulle terre ed i popoli del mondo conosciuto: il cosiddetto “Libro di Ruggero”.

Al-Idrisi e la grande opera voluta da Ruggero II

La Sicilia normanna era un luogo unico, ancora fortemente influenzato dalla civiltà islamica, ma allo stesso tempo testimone di una nuova spinta culturale che ne faceva il fiore del mediterraneo. In questo periodo d’oro, Palermo era una capitale florida, sede della corte reale e meta di viaggiatori e commercianti provenienti da ogni luogo.

Proprio in questo contesto Muhammad al-Idrisi o El Idrisi, discendente di una nobile dinastia marocchina, giunse a Palermo.

Probabilmente era nato a Ceuta intorno al 1099, anche se una teoria recente identifica le sue origini nella fiorente comunità araba di Mazara del Vallo.
Nella sua vita aveva girovagato per il mondo, prendendo preziosi appunti sulla geografia e sulle popolazioni del nord Africa, della penisola Iberica, dell’Anatolia, dei Pirenei, dell’Ungheria e dell’Inghilterra.
La sua conoscenza del mondo lo rendeva l’uomo giusto per realizzare la grande opera di Ruggero II, una guida completa per i viaggiatori, che includesse mappe dettagliate ed informazioni utili sul mondo conosciuto… e non solo.

In circa 10 anni di studi svolti a corte, con la partecipazione attiva del re, al-Idrisi raccolse tutte le informazioni che riuscì a trovare, utilizzando i suoi numerosi appunti, gli scritti classici arabi, greci e latini, e persino intrattenendo lunghe conversazioni con viaggiatori, mercanti e marinai che avevano visitato luoghi lontani.

Quello che ne risultò fu un trattato geografico senza pari all’epoca, ricco di mappe, dettagli, curiosità ed informazioni, che il geografo intitolò “Il libro di piacevoli viaggi in terre lontane”, poi rinominato dal sovrano “Il sollazzo per chi si diletta di girare il mondo”, ma passato alla storia come Il Libro di Ruggero.

Il Libro di Ruggero

La grande opera voluta da Ruggero II era un capolavoro senza eguali. In un’epoca in cui le informazioni geografiche erano incerte e frammentarie, composte più da dicerie che da elementi documentabili, al-Idrisi creò una guida destinata a diventare una pietra miliare della letteratura medievale.

Al suo interno, oltre a mappe dettagliate orientate con il sud in alto e il nord in basso, secondo la tradizione islamica, il libro conteneva preziosi dettagli su ogni paese menzionato. La forma delle montagne, il corso dei fiumi, la distanza tra le città principali e persino dei consigli sulle merci da acquistare nei vari luoghi.

Tra gli scritti di al-Idrisi c’è anche un possibile riferimento al continente americano, ben antecedente alla spedizione di Cristoforo Colombo. Il geografo arabo infatti raccoglie voci e testimonianze di alcuni marinai, che raccontano l’esistenza di molte isole abitate al di là dell’Oceano Atlantico, molto difficili da raggiungere e per questo conosciute da pochi.

Tuttavia è alla nostra città che il Libro di Ruggero dedica alcune delle sue parole più belle.

«Palermo abbonda di alberi da frutto ed è dotata di edifici e luoghi di delizie talmente sontuosi da disorientare chiunque si accinga a descriverli e abbagliare le menti degli intenditori: a dirla in una parola sono una vera seduzione per chi li ammira».

E ancora…

«Palermo è una bella e immensa città, massimo e splendido soggiorno, ornata di tante eleganze che i viaggiatori si mettono in cammino per ammirarne le bellezze di natura e di arte».

L’opera piacque così tanto a re Ruggero che volle regalarla ai posteri, facendo incidere la mappa del mondo su un grande disco d’argento, ritenuto un materiale destinato a durare molti secoli. Tuttavia durante una rivolta avvenuta nel 1161, la grande Tabula Rogeriana fu distrutta dagli insorti e purtroppo perduta per sempre.

Leggi anche: L’iscrizione araba nella Cattedrale di Palermo
Michele Scoto, un mago alla corte di Federico II

al-Idrisi Tabula Rogeriana
Konrad Miller (1844-1933), CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

Fonti: Treccani.it – al-Idrīsī

Wikipedia.org – Muhammad al-Idrisi

A. Traina – 101 Storie su Palermo che non ti hanno mai raccontato – 2012, Newton Compton Editori

Copertina: Vardulia, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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