La Fontana del Genio di Piazza Rivoluzione

La fontana del Genio che si trova a Piazza Rivoluzione è uno dei simboli di Palermo, collocato in una piazza storica della città. Eppure non è sempre stata lì.

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Al centro di una delle piazze storiche di Palermo, un tempo nota come Fieravecchia, si trova una delle più note rappresentazioni del nume tutelare o patrono laico della nostra città. Il Genio di Piazza Rivoluzione.

Quello che non tutti sanno è che, sebbene la statua posta su una monumentale fontana sia il simbolo assoluto della piazza, questa non è la sua collocazione originale.

Scopriamo insieme l’interessante storia di questo Genio di Palermo.

La Fieravecchia

La storica piazza Rivoluzione è una delle più note del centro storico di Palermo. La sua origine è antichissima e la sua funzione, sin dal medioevo, era quella di ospitare la Fiera, ovvero il mercato cittadino. Da qui l’appellativo di Fieravecchia, risalente almeno alla fine del XIII secolo come testimoniato da alcuni documenti dell’epoca che ne citano il nome.

Al centro della piazza si trovava una splendida fontana monumentale, tuttavia non quella che possiamo ammirare oggi.
Sopra una fonte finemente scolpita, un tempo qui si trovava una statua di Cerere con in mano una cornucopia da cui sgorgava l’acqua. Tracimando dalla conca superiore, il flusso alimentava poi quattro figure mostruose che riversavano infine l’acqua in una più grande vasca inferiore.

Nel 1636, il viceré Luigi Moncada e La Cerda, duca di Montalto, decise che la bellezza di tale fontana, arricchita di altre quattro statue (i quattro elementi), sarebbe stata meglio sul nobile viale della passeggiata alla Marina, piuttosto che nascosta tra i vicoli del centro, per di più nella zona popolare del mercato. Così l’intero complesso fu rimosso e trasportato nella sua nuova sede.

Tuttavia l’assenza della fontana di Cerere, al di là della sua funzione estetica, rappresentava un grosso problema per i mercanti, che ne utilizzavano le acque per lavare frutta, verdura e carni destinate alla vendita. Per questo motivo, dopo anni di istanze, nel 1687 il pretore Giuseppe Strozzi principe di S. Anna, decise di installare un’altra fontana alla Fieravecchia.
Si trattava di una fonte preesistente, situata nei pressi del molo nuovo del porto, di fronte al convento dei Padri Mercedari, realizzata circa un secolo prima per mano di uno scultore di cui oggi non conosciamo il nome.

L’elemento centrale è il Genio di Palermo, il simbolo della città che ancora oggi possiamo ammirare nella sua collocazione.

Il Genio di Piazza Rivoluzione

Genio di piazza Rivoluzione

La statua del Genio di Palermo posta a piazza Rivoluzione, è una delle raffigurazioni più conosciute del patrono laico della città. Rappresenta un uomo anziano, con in testa una corona ducale, seduto su un grosso masso grezzo. Al petto stringe una serpe mentre i piedi nudi si tuffano nelle acque della fontana.

Sebbene differisca un po’ rispetto alle altre rappresentazioni del Vecchio Palermo, anche questo Genio reca tutte le caratteristiche classiche riconducibili ad antichissime simbologie.

Durante il periodo risorgimentale, dal 1820 in poi, quando la piazza della Fieravecchia veniva utilizzata come punto d’incontro per le rivolte popolari, la figura del Genio divenne inevitabilmente un simbolo della resistenza palermitana contro il governo borbonico. Non era raro dunque recarsi in questa piazza e trovare la statua adornata da bandiere e cartelli di denuncia, moda per altro ereditata dai secoli passati.

Stanco dell’utilizzo simbolico che il popolo faceva del monumento, nel 1852 il luogotenente della Sicilia, Carlo Filangeri, principe di Satriano, ordinò che l’intera fontana venisse smontata e trasportata nei magazzini dello Spasimo. La motivazione ufficiale di tale rimozione riportava una necessità di “ingrandire la piazza”. Tuttavia nessuno ha mai creduto a questa giustificazione.

Nel maggio 1860, quando Giuseppe Garibaldi entrò a Palermo, il popolo della Fieravecchia si ricordò del suo vecchio simbolo di libertà. Sulle ali dell’entusiasmo si organizzò una spedizione, accompagnata dal suono dei tamburi, che fu seguita da un gran numero di palermitani. Tutti insieme si mossero verso lo Spasimo con l’intento di riprendersi il loro amato Genio.

Tiratolo fuori dai magazzini, la folla esultò. Qualcuno lo baciava, altri lo pulivano con dei fazzoletti e il tragitto verso la Fieravecchia fu accompagnato da applausi e canti di gioia.
Giunto alla sua dimora, il Genio di Palermo fu collocato provvisoriamente lì per terra, dove i palermitani continuarono ad onorarlo.
Dopo essere stato posto su un piedistallo temporaneo, alla fine del XIX secolo anche la fontana fu ripristinata, restituendo alla piazza l’aspetto che tutt’ora possiamo ammirare.

Fonti: R. La Duca – “Il Vecchio Palermo” – Giornale di Sicilia 12 Giugno 1972
Wikipedia.org – Genio di Piazza Rivoluzione

Foto Copertina: Fabrice de Nola, publisher Palazzo Isnello – Flickr, CC BY-SA 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0, via Wikimedia Commons

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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