Porta della Dogana di Palermo

Storia della porta e del sistema doganale in Sicilia

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Abbattuta nel 1852 per agevolare il traffico veicolare, la Porta della Dogana era la più importante tra le cinque porte che si aprivano alla Cala, il vecchio porto di Palermo. Infatti era conosciuta da tutti perché attraverso di essa passavano le merci che dovevano entrare in città, ma non prima di avere provveduto a pagare i dovuti pagamenti.

L’antico sistema doganale di Palermo

La Porta della dogana era situata nell’odierna Piazzetta delle Dogane, che a quel tempo si presentava in modo alquanto diverso rispetto ad oggi: era uno spazio chiuso a destra dal palazzo Vassallo Paleologo ed a sinistra dalla chiesa di santa Maria della Catena, si apriva verso il Cassaro nuovo e piazza Marina. Un’area che fu un importante luogo commerciale della città. Infatti proprio nel piano della Marina, all’interno del Palazzo Steri, era ubicata la Regia Dogana grande, sede del “Segreto”, cioè il centro del sistema doganale della città.

All’interno del palazzo, ed in 65 altri locali deputati allo scopo, venivano immagazzinate le merci in attesa del pagamento delle diverse tasse. Le merci via terra entravano dalla porta dei Greci, la maggior parte invece arrivavano dal mare, e dovevano passare da porta della Dogana, accanto alla quale vi era la “Doganella”, l’edificio all’interno del quale avveniva la registrazione ed il pagamento del diritto di Dogana.
Poi le merci venivano stoccate nei magazzini dello Steri per le verifiche contro il contrabbando e il completamento del pagamento delle tasse alla Dogana Grande, che comprendevano numerosi dazi e gabelle. Un sistema piuttosto complicato e contraddittorio che suscitava numerose lamentele.

Storia della Porta della Dogana o “Doganella” 

Porta della Dogana
Porta della Dogana disegno

Nel XVI secolo nelle mura che circondavano Palermo, erano aperte una serie di porte, ma le più numerose erano concentrate intorno al Porto dove si svolgeva prettamente la vita commerciale della città. Per questo motivo, le porte del molo tendenzialmente prendevano il nome delle merci che da lì ordinariamente transitavano: Porta della Calcina e Porta Carbone, o della legna, ne sono un esempio.

Quando nel 1520 venne aperta la Porta della Dogana per il transito delle merci da sdoganare, era anch’essa realizzata in una forma architettonica semplice, come del resto le altre. Ma un secolo dopo, nel 1628, il viceré Fernandez de la Cueva, duca di Albuquerque, volle che fosse abbellita con marmi e decori. Nell’occasione, il Senato palermitano decise di rinominarla Porta di Albuquerque, in onore del viceré, ma nonostante le iscrizioni che ne testimoniavano il nuovo nome, per i palermitani rimase sempre porta della Dogana o familiarmente “A Doanedda”.

Come era la Porta della Dogana?

La porta venne abbattuta nel 1852 per esigenze di traffico si disse (!?) ma fortunatamente ne abbiamo la descrizione di Gaspare Palermo che la vide di persona e alcune rappresentazioni pittoriche. 

Dopo gli abbellimenti del XVII secolo, l’architettura della Porta della Doganella si distingueva dalle altre della cala che rimasero piuttosto spartane. Questa era costruita con “pietre da intaglio, ornata di cornici, fasce, architravi, menzole e altri fregi che la rendono ragguardevole“, racconta il Palermo, con un varco di circa 4 metri sormontato da un arco a tutto sesto per un’altezza complessiva di circa 15 metri. Nella parte più alta una grande aquila in marmo con le ali spiegate che recava le armi reali, a fianco gli scudi del Viceré e del Senato Palermo. 

Curiosità

https://www.wikidata.org/wiki/Q21013604
La statua come si rappresentava intorno al 1840 by painting by Martinus Rørbye via wikipedia.org

Nelle rappresentazioni pittoriche della piazzetta e della Porta della Dogana, si nota la presenza di una statua sopra un piedistallo. L’opera fu disegnata dall’architetto Paolo Amato e realizzata da G.B. Ragusa, il 1° maggio del 1701.

Poiché rappresentava l’imperatore spagnolo Filippo V, durante l’invasione austriaca (1718) la statua venne rimossa e conservata nei magazzini della Regia Zecca. Quando i Borboni tornarono in Sicilia, (1734) la statua fu nuovamente collocata nella piazzetta della Doganella e poi spostata in prossimità di Porta Felice e collocata su di un nuovo piedistallo. 

Il piedistallo della piazzetta rimase vuoto fino a quando venne ritrovata una statua di Filippo IV nel Palazzo Reale. Dove collocarla se non nel piedistallo della Doganella? E così fu, solo che a quel punto a Palermo c’erano almeno due statue di Filippo IV per cui arbitrariamente il Senato decise di ribattezzare quella della piazzetta come Filippo III e questo fu il nome che venne inciso nella lapide del basamento.

Non era la prima volta che si prendevano sviste madornali (guarda “il curioso caso del teatro marmoreo di Palermo“), benché questa fu calcolata.

In ogni modo tutte le statue di casa Borbone furono abbattute durante i moti rivoluzionari del 1848  e così il falso storico venne definitivamente cancellato!

Maria Angela Pileri

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Maria Angela Pileri
Maria Angela Pileri
Architetto e insegnante di tecnologie unisce l'amore per l'arte al rigore per la documentazione scientifica

2 COMMENTI

  1. Signora Pileri, alla fine del suo articolo si legge; “Il piedistallo della piazzetta rimase vuoto fino a quando venne ritrovata una statua di Filippo IV nel Palazzo Reale”, mentre in tutto l’articolo si parla di statua di Filippo V. E’ un suo refuso (e quindi ha scritto Filippo IV invece di V) o davvero nella piazza della Dogana fu posizionata una statua di un altro sovrano (appunto, quella di Filippo IV) diversa da quella che fino a quel momento era stata posizionata nello stesso posto e poi spostata vicino Porta Felice (appunto, quella di Filippo V)? Perché è poco chiara l’ultima parte del suo articolo. Articolo dove, tra l’altro, non specifica in che data è stata spostata vicino Porta Felice la statua di Filippo V e in che data è stata collocata un’altra statua (di Filippo IV o di Filippo V???) nella piazzetta antistante Porta della Dogana

    • Buonasera Tancredi, come scritto nell’articolo la statua originaria sul piedistallo era dedicata a Filippo V, rimossa momentaneamente nel 1718, ricollocata nello stesso posto nel 1734 e infine spostata nel 1786 al Foro Borbonico (odierno Foro Italico). Nel piedistallo rimasto vuoto nella piazzetta della dogana, nel 1799 fu collocata una statua di Filippo IV, ritrovata nel Palazzo reale. Quest’ultima statua venne rinominata arbitrariamente come appartenente a Filippo III. Tutte le statue sarebbero state distrutte in occasione dei moti rivoluzionari del 1848. Fonte Rosario La Duca, La città perduta, 2 volume.
      Spero di essere stata esauriente.

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