Alito cattivo: perché e come curarlo

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alitosiEgregio Dottore, ho scoperto casualmente e con molto dispiacere di avere un alito pessimo.
Nessuno me lo faceva notare per delicatezza e così ho convissuto con questo problema per molto tempo inconsapevolmente.
Adesso che ne sono cosciente vivo questo problema con disagio e non riesco ad avvicinarmi alle persone perché temo di arrecare loro disturbo. Naturalmente ho cercato di verificarne la causa ma finora tutto è stato inutile. Secondo lei cosa posso fare? Le premetto che ho 35 anni, sono un fumatore (ma non accanito, 8-10 sigarette al giorno), ed ho ancora le tonsille.
La ringrazio della sua consulenza e mi scuso se il tema non fosse di sua competenza.
Antonio
Risponde il dottor Alberto Tennerello, otorinolaringoiatra presso l’ARNAS Ospedale Civico di Palermo

N.B: Tutte le risposte, i consigli, i chiarimenti divulgati tramite Internet, i giornali, la televisione o altri mezzi di comunicazione, hanno solo un carattere informativo e non possono sostituire in alcun modo la visita diretta di un medico specialista il quale è il solo competente a fornire diagnosi e dare terapie!

Caro Antonio, rispondo alla sua domanda solo in forma indiretta poichè il problema che lei mi pone è davvero molto ampio e non può essere risolto in questa sede.
Effettivamente l’alitosi può dipendere da molti fattori come affezioni organiche (fegato, reni, stomaco e intestino, polmoni e apparato respiratorio), da terapie farmacologiche, perché alcuni farmaci provocano secchezza della bocca (Xerostomia); ma la maggioranza delle cause di cattivo odore dell’alito, il 90% circa, si trova nel cavo orale stesso.
In questi casi l’alitosi è dovuta alla produzione di composti volatili solforati da parte dei batteri presenti nella bocca. Sono prevalentemente batteri anaerobi, cioè che crescono in assenza di ossigeno, la cui crescita incontrollata altera la qualità dell’alito attraverso la produzione di sostanze volatili maleodoranti a base di solforati che sono normalmente presenti in tutte le bocche, ma quando la loro percentuale supera una certa quantità l’alito perde la caratteristica neutralità e comincia ad acquisire odore.
La maggior parte delle cause va ricercata nei disturbi di pertinenza odontostomatologica, che con leparodontopatie (gengiviti, stomatiti, etc.) sono sicuramente la causa del 90% dell’alitosi.
Tuttavia più frequentemente delle malattie organiche, anche quelle otorinolaringoiatriche, sinusiti e tonsilliti ad esempio, possono comportare alito sgradevole per la presenza di colonie batteriche nel cavo orale o in zone che comunicano con questo.
Nelle tonsille si accumulano residui alimentari che una volta colonizzati da batteri produttori di composti solforati, danno luogo al fenomeno dell’alitosi.
Per questo, caro Antonio, se una visita dal dentista la rassicura sulla integrità della sua bocca, mi sembra anche necessaria una visita otorinolaringoiatrica.
In ogni modo, potrebbe nel frattempo ridurre l’alitosi con rimedi sintomatici, che attenuano il cattivo odore dell’alito senza influire però sulle cause. Tra i rimedi popolari c’è la masticazione di erbe aromatiche come prezzemolo, salvia o basilico o l’assunzione di prodotti a base di clorofilla.
Alcune persone affette da alitosi frequentemente masticano caramelle alla menta o sciacquano ripetutamente la bocca con collutori. Tali abitudini non sono in grado di risolvere a lungo il problema dell’alito cattivo, possono camuffarlo temporaneamente ma dopo pochi minuti il maleodore si ripresenta. Per risolvere definitivamente il problema bisogna scoprire la reale causa con accurata anamnesi ed indagini a partire dal medico di famiglia che già da solo in un buon 95% dei casi può risolvere i problema.

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