Detti e proverbi siciliani sull’amicizia

L’amicizia è davvero un tesoro inestimabile che supera il tempo e le distanze, una forma di legame profondo che i siciliani hanno celebrato e valorizzato attraverso i secoli

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Detti e proverbi siciliani sull’amicizia ce ne sono tantissimi e molti sono davvero antichi. Si trovano nelle raccolte del Pitrè e nel Vocabolario Siciliano del Traina che risale al 1868. 

L’amicizia, si sa, è davvero un tesoro inestimabile che supera il tempo e le distanze, una forma di legame profondo che i siciliani hanno celebrato e valorizzato attraverso i secoli. I proverbi siciliani, con la loro saggezza intrinseca e il loro linguaggio colorito, cristallizzano il valore dell’amicizia in modi unici e significativi che rivelano l’importanza della lealtà e del sostegno reciproco. In Sicilia, l’amicizia non è solo un sentimento, ma una tradizione radicata, un pilastro della vita sociale che riflette l’essenza della comunità e dell’umanità stessa.

Alcuni detti popolari sull’amicizia

Per prima cosa riferiamo alcuni detti popolari siciliani che distinguono gli amici autentici da coloro che a Palermo vengono chiamati così solo in senso metaforico.

Così, “amico degli amici” non indica un’amicizia comune bensì un legame vero o presunto con associazioni di malavitosi.  Di queste persone e simili si può dire allora “amici e guardati” ad indicare che è meglio rimanerne alla larga.

I conoscenti vengono definiti amici di cappeddu, perché sono persone che si salutano solo con un gesto della mano alla coppola. Lamicu cirasa! è quello a cui si vuol alludere senza volerlo nominare, mentre l’amicu di buttigghia è quella persona che ti è amica solo quando c’è da festeggiare per poi sparire. 

Ecco di seguito alcuni dei proverbi siciliani più interessanti, curiosi, particolari, mentre chi desidera conoscerne altri può leggere l’articolo completo dedicato ai Proverbi Siciliani.

Proverbi siciliani sull’amicizia

Uno dei pilastri su cui tutti concordano è che il vero amico si vede nel momento del bisogno e tanti sono i proverbi siciliani che lo affermano:

A càrzari, malatii e necessitati, si canusci lu cori di l’amicu: nel carcere, nelle malattie e nelle necessità si conosce il cuore dell’amico.

A lu bisognu si canusci l’amicu, o lu veru amicu servi a li bisogni: al bisogno si conosce l’amico o il vero amico serve nel momento del bisogno.

Dopotutto è risaputo che chi trova un amico trova un tesoro infatti:

Ogni amicu chi si perdi è un scaluni chi si scinni: ogni amico che si perde è un valore che si perde. 

È megghiu n’amicu ca un tintu parenti: val più un amico che un cattivo parente. 

Boni su l’amici, boni li parenti, amara dda casa chi nun havi nenti: buono è l’amico, buono è il parente, ma triste quella casa dove non si trova niente.  

Cu è riccu d’amici è scarsu di guai: Chi ha molti amici ha pochi guai.

L’amicizia, tuttavia, quando è autentica pone alcune condizioni:

Ama l’amicu to’, cu lu viziu so’: ama l’amico tuo col vizio suo; cioè bisogna essere tolleranti.

Amicu to’ spicchiàli to’: il tuo amico è specchio di te. Per cui… 

Patti chiari e amicizia longa: patti chiari e amicizia lunga, se si è sinceri l’amicizia sarà duratura. 

Cu ama l’amicu nun cura dinari e cu è veru amicu nun cura ntressu: chi ama l’amico non si cura dei soldi né del proprio interesse.

Pri l’amicu, si lassa jiri la robba a lu focu: per l’amico si lasciano bruciare le proprie cose perché bisogna essere pronti a intervenire.

L’amicu pi darreri si difenni e mai davanti la so facci: l’amico si difende quando non c’è e mai in sua presenza.

I falsi amici ti frequentano per interesse…

L’amicizia non ha età, ma bisogna stare attenti a chi si frequenta (immagine by depositphotos.com)

Unni cc’è radicata la malizia allignari ‘un cci po’ mai l’amicizia: dove c’è radicata la malizia non ci può essere amicizia.

Picca amici e boni, chi quannu sunnu assai fannu ammuinu: pochi amici e buoni perché quando sono troppi creano confusione.

Amicu di tutti, amicu di nuddu (u zu vasa vasa): amico di tutti, amico di nessuno (il signor bacia tutti)

Avanti di canusciri l’amicu cci voli ’na sarma di sali: prima di conoscere se uno è amico, bisogna consumare un moggio di sale, cioè ci vuole tanto tempo.

Amuri e amicizia pi scopu dura pocu: amore e amicizia per scopo, durano poco.

Cu lu dammi e tè l’amicizia cc’è, quannn’è cu lu dammi e mu’, amicizia ‘un cci nn’’è cchiù:  si intende che le amicizie vogliono contraccambi di aiuti, di servizi e di regali, altrimenti non durano.

Fino ad arrivare alle estreme conseguenze, perché:

Noci cchiu l’amicizia simulata chi la guerra scuperta: è più nociva la finta amicizia della guerra dichiarata.

Di l’amicu fintu mi nni guardi Diu, ca di li nnimici mi nni guardu iu: dai falsi amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guarderò io. 

Amicu fausu e malu vicinu jettanu la petra e s’ammuccianu la manu: il falso amico e il cattivo vicino buttano la pietra e nascondono la mano.

Nun diri all’amicu to’ quantu sai, pensa s’un jornu nnimicu l’avirrai: nel dubbio, non dire all’amico tutto, perché un giorno potrebbe diventare nemico.  

Amicizia ricunciliata e minestra riquariata mai furu boni: un’amicizia riconciliata come una minestra riscaldata, non sarà mai buona come prima.

E in quel caso…

Quant’è beddu diri no, resti amicu e a robba è ttò: se sai dire di no, resti “amico” e ti tieni la tua roba.

Saverio Schirò

  • Fonti:
  • Antonino Traina, Nuovo vocabolario siciliano-italiano, Giuseppe Pedone Lauriel editore, Palermo 1868
  • Giuseppe Pitrè, Proverbi Sicliani, Luigi Pedone Lauriel editore, Palermo 1880 in archive.org
  • immagine di copertina by depositphotos.com

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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