Le chiese scomparse di Palermo

La memoria dedicata ai luoghi di culto scomparsi ed alle persone che li hanno frequentati

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Perché parlare delle chiese scomparse di Palermo? Chiese che non esistono più, che non si possono visitare, della maggior parte non c’è addirittura neppure un’immagine a testimoniarne l’esistenza?

L’idea mi è venuta ripensando a tutte le volte che passando nei pressi di una chiesa, i miei amici si fanno il “segno della croce”. “Per rispetto del luogo sacro”, mi dicono quando ne chiedo la ragione. È giusto, perché al di là della personale posizione religiosa, un luogo sacro merita rispetto per se stesso e per le persone che lo frequentano con fede e devozione.

Ed ho ripensato a tutte le chiese di Palermo che adesso sono state trasformate in musei, a quelle chiuse per mancanza di sacerdoti o di fedeli, a quelle abbandonate perché pericolanti o prive di interesse architettonico; a quelle ridotte a pericolosi ruderi inagibili, puntellati e inaccessibili, invasi dalla vegetazione o dall’immondizia. Di alcune di queste chiese ne abbiamo già parlato nei ruderi di Palermo, ed è già un triste quadro. 

Ma qui, vorrei parlare delle chiese scomparse di Palermo, di cui non c’è più alcuna traccia, il cui edificio è stato totalmente demolito o alterato in modo da non rendere riconoscibile la costruzione originaria.
Danneggiate irreparabilmente dai bombardamenti o demolite per ragioni urbanistiche, nella maggior parte dei casi, al loro posto sono sorti palazzi, strade, piazze, oppure nemmeno quello: spazi vuoti nelle periferie cittadine.

Hanno ancora un valore le chiese scomparse?

Io credo di sì: conoscere questi luoghi di culto scomparsi significa comprendere come i palermitani dei secoli passati hanno vissuto e apprezzato la loro città, dimenticarli significa perdere un pezzo della nostra storia.

Non è un valore ricostruire quelle parti della città modificate nel corso dei secoli, e recuperare lo storico dell’urbanistica di Palermo? Inoltre, seppur scomparse, molte di queste chiese possedevano un valore architettonico intrinseco e veicolano storie, leggende, tradizioni che è bello poter recuperare, laddove è possibile.

Ed infine, ed è il motivo più importante, la memoria di queste chiese scomparse coinvolge le persone che le hanno vissute, alla fede che hanno manifestato tra quei banchi, alla sacra liturgia che si è celebrata: i battesimi, i matrimoni, i funerali di coloro che ci hanno preceduto e che in definitiva sono i nostri antichi parenti che in questo modo riportiamo alla memoria.
Un atto di profondo rispetto per le persone, oltre che per il luogo sacro. 

Dopotutto, non vediamo la città disseminata di targhe e lapidi alla memoria di persone o eventi che hanno caratterizzato la storia di Palermo? E allora, perché non fare lo stesso con le chiese che sono scomparse?

Nella speranza che un giorno se ne prenda carico l’Istituzione cittadina, mettendo un segno la dove prima esisteva una chiesa, noi vogliamo ricordarle qui di seguito fornendo qualche breve notizia sulla storia, l’ubicazione e la causa della loro scomparsa.

Chiese scomparse di Palermo ricostruzione AI
Una chiesa creata con Leonardo AI in rappresentanza delle chiese scomparse di Palermo

Le chiese scomparse di Palermo

Sarà un elenco in continuo aggiornamento perché le chiese scomparse di Palermo sono molte più di quelle che si possa immaginare. Di alcune alcune non si hanno notizie sufficienti, tuttavia ringraziamo chiunque vorrà fornirci ulteriori informazioni.

Chiesa di Sant’Agata alle Mura

La chiesa di Sant’Agata alle Mura o chiesa di Sant’Agata delle Scorruggie era ubicata vicino alla cinta muraria del Bastione di San Vito, nell’area dove oggi sorge il Teatro Massimo.
Risale al XIV secolo ed è stata abbattuta nel 1875 per la costruzione del Teatro.

Curiosità: Il termine Scorruggie (scodelle in siciliano antico) dato alla chiesa è dovuto ai numerosi ex voto d’argento a forma di mammella che venivano appese al simulacro della santa. Dentro questa chiesa doveva esistere un pozzo ritenuto miracoloso la cui acqua sapeva di latte.

Chiesa di San Francesco delle Stimmate

La chiesa di San Francesco delle Stimmate insieme al monastero delle clarisse di Santa Chiara, occupavano l’ultimo isolato di via Maqueda, dove oggi c’è il prospetto del Teatro Massimo.
Chiesa e Monastero furono fondati nel 1602 e abbattuti nel 1875 per la costruzione del Teatro.

Curiosità: quando fu abbattuto, il complesso era già stato abbandonato da anni: le sorelle infatti erano state allontanate ed i beni confiscati a causa della soppressione degli ordini religiosi del 1866.
Splendidi frammenti decorativi del Serpotta si possono ammirare nell’Oratorio dei Bianchi.

Chiesa di San Giovanni dei Tartari

La chiesa risaliva al XIV secolo, quando era annessa ad un ospedale. Il nome pare sia legato alla possibilità che nel quartiere vi abitasse una popolazione id origine turca, ma non è accertato. Per alcuni secoli fu parrocchia fino a quando il titolo venne ceduto alla chiesa di san Nicolò da Tolentino.
Una volta abbandonata, divenne così fatiscente che nei primi del ‘900 venne abbattuta e al suo posto fu costruito l’odierno Istituto comprensivo Madre Teresa di Calcutta in via Fiume. Il toponimo “via Parrocchia dei Tartari” ne ricorda l’esistenza.

Chiesa di San Giuliano

La chiesa di San Giuliano, insieme al monastero femminile dell’«Immacolata Concezione» dei Teatini, formavano un aggregato monumentale adiacente alla via Maqueda, nell’area corrispondente al Teatro Massimo.
Una primitiva chiesa doveva esserci in quel luogo sin dal XIV secolo, ricostruita a partire dalla età del XVII secolo. Come le chiese adiacenti, anche san Giuliano venne sacrificata nel 1875 per la costruzione del Teatro.

Curiosità: la cupola ellittica della chiesa era così alta e grande da primeggiare sulle altre della città. Da una scala interna si poteva raggiungere il lanternino da dove le suore di clausura, ed eccezionalmente alcuni visitatori, potevano ammirare Palermo dall’alto.

Chiesa di San Pietro La Bagnara

La chiesa di San Pietro la Bagnara era un pregevole monumento di epoca normanna (1081) situato a Palermo nei pressi della Cala. Con il passare degli anni, la piccola chiesa acquisì una grande importanza per la borgata di pescatori che vi sorse attorno e che prese appunto il nome di Borgo San Pietro.
Come altri edifici antichi situati in quel luogo, il suo destino fu segnato dalle attività del vicino Castello a Mare, che ne determinò la demolizione nel 1834.

Curiosità: Tra i tanti abitanti di Bagnara Calabra che frequentavano questa chiesa, probabilmente doveva esserci anche Paolo Florio, insieme alla moglie ed al piccolo Vincenzo, che si erano trasferiti a Palermo agli inizi del 1800.

Chiesa di Santa Marta 

La chiesa di Santa Marta era un luogo di culto adiacente la via Maqueda, in vicinanza con la chiesa di San Giuliano.
Fu costruita dopo il 1612 sotto il titolo di Santa Marta e San Lorenzo per volontà dell’omonima congregazione che raccoglieva Pasticcieri e Cucinieri.
Fu demolita per la costruzione del Teatro Massimo nel 1875.

Chiesa dei Sette Angeli

La chiesa dei Sette Angeli, con annesso un monastero dedicato a San Francesco di Paola, si trovava dietro la Cattedrale, dove ora c’è la piazza omonima ed il liceo Classico Vittorio Emanuele (costruito in luogo del monastero).
Le origini sono antichissime risalendo ad una chiesa del XIII secolo e poi riaperta al culto nel XV secolo.
Nel 1860, chiesa e monastero furono in gran parte distrutti durante i combattimenti tra truppe borboniche e garibaldine.

Chiesa di San Demetrio

La chiesa di San Demetrio, di rito greco, era adiacente al palazzo Sclafani a villa Bonanno, proprio di fronte il Palazzo Reale. Nel XVI secolo passò all’ordine dei Trinitari che promossero il culto della Madonna della Soledad rappresentata da un bassorilievo marmoreo raffigurante la Madonna genuflessa in atto d’adorazione ai piedi della Santa Croce.

Durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale la chiesa fu danneggiata e in seguito abbattuta, rimase miracolosamente risparmiata la cappella della Madonna della Soledad, che restaurata è oggi affidata alla cura delle suore di Santa Teresa.

Chiesa dell’Immacolata Concezione ai Cartari

La chiesa dell’Immacolata Concezione ai Cartari e il convento dei Mercedari riformati scalzi costituivano un aggregato religioso ubicato nel rione Lattarini nell’antica strada dei Cartari.
Il complesso risale al 1635 e venne demolito nel 1895 per la costruzione di piazza Borsa e gli edifici della Banca ora trasformati nel “Grand Hotel Piazza Borsa”.

Chiesa della Madonna delle Grazie dei Macellai

Si trova, praticamente irriconoscibile dalla strada in vicolo delle Api e piazza Caldomai, al Capo. Venne costruita dalla maestranza dei Macellai nel 1589 e migliorata nel corso dei secoli. Durante i bombardamenti del 1943 crollò il tetto e da allora è abbandonata.

Chiesa di San Pietro in Vinculis

Era adiacente all’odierno Liceo Scientifico Benedetto Croce,  edificata nel 1533 dalla confraternita di San Mercurio fu demolita nel 1943 dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Chiesa della Vittoria fuori Porta Nuova con convento
Chiesa di Santa Elisabetta con monastero
Chiesa dell’Immacolata Concezione allo Scavuzzo con monastero
Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Montevergini con monastero
Chiesa di Santa Maria delle Grazie ai Divisi con monastero
Chiesa del Volto di Cristo al Papireto
Chiesa di San Tommaso dei Greci
Chiesa di San Nicolò dei Bologni con convento (o del Cassaro dem. 1943)
Chiesa dell’Annunziata a Porta Montalto con convento
Chiesa di Sant’Anna al Capo
Chiesa di San Rocco
chiesa di Santa Teresa di Porta Carini
chiesa di Maria Santissima del Riposo
chiesa di Sant’Apollonia edificio oggi sede del Teatro Libero
chiesa di Sant’Agata dei Carèri o dei Tessitori, distrutta dai bombardamenti del 1943.
chiesa di San Nicolò dei Carmelitani
chiesa di Sant’Antonio di Padova dei Barbieri adiacente «Palazzo Reale»
chiesa di San Nicolò al Cassaro
Chiesa di San Nicolò di Jalcia (Jalca o Galca)
chiesa della Madonna dell’Itria all’Olivella
chiesa della Madonna dell’Itria alla Ferrarìa
chiesa di Santa Croce
chiesa di San Simone Apostolo
chiesa di San Silvestro a Castellammare sotto il titolo di «San Giovanni Battista»
chiesa di Sant’Elia a «Porta Giudaica»
chiesa di Sant’Elia dei Latini
chiesa di San Pietro in Vinculis o la Bagnara
chiesa di San Procopio
chiesa di Santa Restituta
chiesa di San Biagio
chiesa di Santa Maria del Cancelliere o chiesa di Santa Maria dei Latini
chiesa di San Pantaleo
chiesa della Madonna della Vittoria
chiesa di Santa Maria della Speranza edificata da Gregorio Magno
chiesa di Santa Maria la Mazzara
chiesa di San Giacomo la Mazzara
chiesa di San Michele de Indulciis
chiesa di San Leonardo de Indulciis
chiesa dei Santi Filippo e Giacomo
chiesa di San Dionisio
chiesa di Santa Maria della Consolazione al Molo del Convento degli Agostiniani Calzi
Chiesa di Santa Elisabetta Regina al piano di Palazzo Reale, trasformato in caserma nel 1866.
Chiesa di San Tommaso dei Greci, 1860, demolita in seguito agli assalti in epoca borbonica.

Chiese scomparse per il taglio e il completamento della via Roma

Chiesa di Santa Margherita alla Conceria presso Piazza Venezia
Chiesa di Sant’Angelo Carmelitano alla Conceria

Chiesa di Nostra Signora della Purificazione dei Gallinari
Chiesa di Santa Maria alli Schioppettieri
Chiesa di San Giovanni Evangelista o chiesa di San Giovannello dei Minoriti
Chiesa di Santa Rosalia allo Stazzone e monastero dell’Ordine benedettino
Chiesa di Santa Maria di Montesanto
Chiesa di San Vincenzo Ferreri dei Confettieri
Chiesa della Madonna di Visita Poveri:
fondata nel 1594 e demolita nel 1932 per la costruzione del lato sinistro dell’ingresso monumentale della via Roma da piazza Giulio Cesare.

Ruderi delle chiese di Palermo

Di queste chiese ridotte a ruderi puoi leggere la storia e l’ubicazione qui: “Quei ruderi a Palermo

Chiesa della Madonna dell’Oreto 
Chiesa del Santissimo Crocifisso all’Albergheria
Chiesa san Nicolò La Carruba in via 4 aprile
Chiesa dell’Annunziata in via Squarcialupo
Chiesa Santa Maria Maggiore all’Albergheria
Chiesa Santa Maria della Speranza in via Agostino Catalano
Chiesa del Baglio Benso degli Orfanelli in via Gustavo Roccella
Chiesa del Bambino Gesù al mercato ortofrutticolo
Chiesa Santa Ciriaca a Mezzomonreale
Chiesa di San Dionisio dentro l’Orto botanico
Chiesa di Santa Sofia dei Tavernieri
Chiesa Madonna del Soccorso all’Albergheria a Ballarò

Molte informazioni si possono trovare nei libri di Gaspare Palermo e riportate nelle voci correlate di wikipedia.org

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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