La Cappella e la Loggia dell’Incoronazione

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Resta ben poco da vedere della Cappella e della Loggia dell’incoronazione all’angolo dietro la Cattedrale di Palermo: affacciato sulla via Matteo Bonello, rimangono solo una piccola cappella e il loggiato da dove pare che un tempo i re di Sicilia, dopo l’incoronazione, venivano presentati al popolo.

La storia della cappella dell’Incoronazione

La cappella ha origini antichissime: doveva appartenere all’antica basilica eretta dal vescovo Vittore, la “Sanctae Mariae Basilica”, consacrata nell’anno 604 e trasformata al tempo della dominazione araba, nella moschea detta “Gabi” o “Grande Moschea del Venerdì”, capace di contenere 7000 fedeli!
Quando Gualtiero Offamilio, nel 1184 volle che fosse costruita l’odierna Cattedrale, la cappella, probabilmente dedicata alla Madonna Incoronata, rimase troncata dalla strada e fu necessario chiuderla con una parete in modo da darle l’aspetto di una piccola chiesa.

Di quest’epoca rimangono i segni nella sala dove si intravedono i resti dei pilastri e delle colonne che reggevano gli archi e la copertura dell’ambiente. 

Descrizione della cappella e della loggia dell’Incoronazione

La cappella di S. Maria l’Incoronata è composta da un pronao che introduce in un unico vano largo circa 4 metri e lungo quasi 14. Le pareti lisce, costruite con blocchi di tufo ben squadrati, si concludono con una zona absidale con arco a sesto acuto. Sulle pareti si aprono alcune finestre probabilmente aperte in epoche successive.

Una porta all’interno, collega la cappella ad una loggia che si affaccia sulla via Matteo Bonello. La loggia è grande circa quanto l’interno della cappella ed è composta da sei colonnine con scarni capitelli tutti differenti ed una balaustra che la racchiude da tre lati.

Pianta della Loggia e della cappella

Loggia dell’Incoronazione o Cappella dell’Incoronata?

Un’iscrizione in latino e un dipinto, che già si vedeva a malapena al tempo del Gaspare Palermo, ricordano l’incoronazione di Pietro III D’Aragona e di Costanza, figlia di Manfredi. Secondo alcuni studiosi, da questa loggia erano soliti affacciarsi i re di Sicilia dopo la cerimonia di incoronazione che avveniva all’interno della cattedrale. In questo caso, la struttura doveva essere collegata alla cattedrale mediante un porticato con logge che consentiva di spostarsi da un luogo all’altro in sicurezza. 

Di questa struttura non c’è traccia documentata e per di più, queste informazioni pongono alcuni problemi. Intanto non sappiamo con certezza né il momento di questa presunta incoronazione palermitana e neppure se ci sia mai stata! Secondo alcune fonti Costanza sarebbe giunta in Sicilia, dalla Catalogna dove viveva con i figli, nella primavera del 1283 e avrebbe visto il marito per l’ultima volta il 16 aprile, a Messina. Secondo altre, Pietro sarebbe giunto in Sicilia nell’agosto del 1282 durante il Vespro Siciliano, e incoronato Re, insieme alla moglie, il 30 agosto o il 7 settembre dello stesso anno. Come si vede, discrepanze notevoli.

In ogni caso, la loggia è stata eretta tra il Cinque e il Seicento con i resti dell’edificio arabo, quando la Sicilia era ormai nel periodo vicereale, sotto il dominio spagnolo ed appare improbabile che i sovrani spagnoli venissero incoronati e presentati a Palermo. Inoltre, è documentato che nel 1591 il portico era murato e l’edificio utilizzato come oratorio. Solo in seguito fu dotato della balaustra barocca e trasformato in loggia e la cappella era ormai adibita ad oratorio e archivio della fabbriceria della cattedrale.

Se così fosse, anche il nome “Loggia dell’Incoronazione” potrebbe essere una derivazione del culto alla Madonna Incoronata che si teneva nella Cappella.

La cappella e la Loggia dell’Incoronazione oggi

Ridotta ad archivio della Maramma, nome con cui si indicava in Sicilia la fabbriceria ecclesiastica, cioè l’ente che soprintendeva alla costruzione e manutenzione della Cattedrale, il complesso perse ogni valore architettonico divenendo un accessorio. 
Nel 1860, durante i moti garibaldini, la cappella rimase pesantemente danneggiata dai bombardamenti borbonici e l’archivio finì bruciato.

Dopo anni di abbandono, venne ripresa, restaurata e oggi è diventato un suggestivo spazio espositivo del Museo Riso della Sovrintendenza regionale dei beni culturali.

Saverio Schirò

Fonti:

  • Giuseppe Bellafiore, Palermo, Guida della città e dei dintorni, Palermo 1986
  • Gaetano Mantovani, Cicerone di Sicilia, Guida ai monumenti, Palermo-Monreale, Palermo 1981
  • Antonio Muccioli, Le strade di Palermo, 3 vol, Newton Ed, Roma 1993
  • Cappella della Incoronata, voce wikipedia.org
  • Ingeborg Walter, Costanza di Svevia, regina d’Aragona e di Sicilia, in Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 30 (1984), treccani.it
  • Costanza II di Sicilia, in wikipedia.org
  • Immagini by wikimedia.org interno Cappella – Stendhal55 – Opera propria – CC BY-SA 4.0; pianta Sfischer – Opera propria, CC BY-SA 3.0

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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