Fra Diego La Matina, un religioso eretico

Autore:

Categoria:

Aiutaci a far crescere la pagina con un semplice clic sul pulsante...Grazie

22,328FansLike
1,064FollowersSegui
633FollowersSegui

Fra Diego La Matina era un frate agostiniano vissuto in Sicilia nel XVII secolo che ha ispirato molti autori, tra cui Luigi Natoli e Leonardo Sciascia.

fra Diego La MatinaContrariamente a quanto potrebbe suggerire la figura di un giovane frate di provincia, Diego era più simile ad un mezzo bandito dalla testa calda.
Pur avendo pronunciato i voti, il giovane agostiniano originario di Racalmuto, si aggirava spesso e volentieri per le campagne compiendo razzie e piccoli furti, ed è proprio per questa accusa che fu arrestato nel 1644 all’età di 22 anni.

Rilasciato, forse dietro il pagamento di una cauzione, fra Diego non tardò a rimettersi nei guai, tanto da essere arrestato di nuovo l’anno successivo e, nel 1646, condotto dinanzi al Tribunale della Santa Inquisizione.
Tale provvedimento arrivò sicuramente in seguito ad un reato ben più grave (probabilmente una denuncia anonima per eresia), che doveva sommare delle colpe di natura religiosa ai suoi comuni furtarelli.
In seguito ad un lungo interrogatorio che il frate sostenne a testa alta, arrivò la durissima condanna di 5 anni al remo, praticamente una sentenza di morte, viste le pessime condizioni delle galere in cui i detenuti erano costretti a remare senza sosta in condizioni igieniche disastrose.

Nonostante le durissime condizioni, anche grazie alla sua giovane età e alla prestanza fisica, fra Diego La Matina riuscì a scontare la sua condanna e si ripresentò a Palazzo Steri, per un atteso rilascio dopo la sua pena.
Tuttavia il giudizio del suo inquisitore, il temibile Juan López de Cisneros, integralista ed ultraconservatore, fu tutt’altro che positivo. Durante l’interrogatorio fra Diego fu torturato mediante il supplizio del cavalletto. Questo prevedeva che il condannato fosse posto a cavalcioni su un cavalletto di legno con dei grossi pesi legati alle caviglie. In questa condizione di grande sofferenza Diego La Matina alla fine capitolò e confessò tutte le colpe che gli erano state attribuite.

La condanna come blasfemo ed eretico fu confermata e il frate fu ammanettato e rinchiuso nelle segrete, in attesa di una sentenza definitiva, che lo avrebbe voluto esiliato a vita in un monastero.
Infuriato di fronte a questa ingiustizia, il frate riuscì a spezzare le catene ai suoi polsi e per questo fu ricondotto di fronte al suo inquisitore, che minacciò di torturarlo ripetutamente fino alla morte.
Ancora in preda alla rabbia ed impaurito di fronte alle minacce di Cisneros, in un lampo fra Diego scavalcò la barriera che lo separava dal banco dell’inquisitore, afferrò una spranga di ferro e lo colpì ripetutamente alla testa prima di tentare di strangolarlo, ma ormai era inutile, l’inquisitore era morto.

Visto il grave reato, avvenuto tra l’altro in presenza di testimoni, arrivò ben presto la condanna al rogo, che fu eseguita con un trionfale autodafé il 17 marzo 1658, ovvero dopo 12 anni di detenzione e torture fisiche e morali.

La storia di fra Diego La Matina ben presto è diventata un simbolo di lotta e resistenza soprattutto tra il popolo, che ha tramandato questa storia sino ai giorni nostri.

Fonti:

Leonardo Sciascia – Morte dell’Inquisitore

Ilcaffèstorico.it

wikipedia.org

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti potrebbe interessare anche...

Baccalà fritto e Baccalà chi passuli

Il baccalà è un tipo particolare di merluzzo che viene pescato nell’Atlantico Settentrionale ed è un pesce che raggiunge grosse dimensioni. In Sicilia arrivò nella...

Il giorno dei morti raccontato da Andrea Camilleri

In questo commovente ricordo di Andrea Camilleri viene ripercorsa la tradizione del giorno dei morti in Sicilia, con tanti ingredienti che sono rimasti ancora...

Costanza d’Altavilla, da monaca a regina

La regina Costanza d’Altavilla è stata senza alcun dubbio una delle grandi donne di Palermo che hanno fatto la nostra storia.Le cronache, scritte evidentemente...

La Baronessa di Carini

"Sacra Catholica Real Maestà, don Cesare Lanza, conte di Mussomeli, fa intendere a Vostra Maestà come essendo andato al castello di Carini a videre la...

I tetti della Cattedrale di Palermo

Visitare i tetti della Cattedrale di Palermo è davvero un'esperienza bellissima sia di giorno che in notturna quando vengono organizzate le visite. Da una porta,...

Quando nacquero i primi giornali a Palermo?

Il primo numero del Giornale di Sicilia fu pubblicato il 7 giugno 1860 con la testata “Giornale Officiale di Sicilia” sotto la direzione di...