Gli Altavilla e gli Aleramici: un curioso incrocio di matrimoni

Autore:

Categoria:

Aiutaci a far crescere la pagina con un semplice clic sul pulsante...Grazie

22,370FansLike
1,065FollowersSegui
633FollowersSegui

In una data imprecisata, tra il 1087 e il 1090, arrivò a Messina una flottiglia piemontese che portava una giovane sposa al Granconte Ruggero d’Altavilla. La fidanzata, Adelaide del Vasto (la nostra cara contessa Adelasia) era accompagnata, oltre che dal fratello e dalle sorelle, da un numeroso seguito di piemontesi di vari ceti sociali, attratti dalla reputazione di quel ricco e soleggiato paese dove si diceva che colasse il latte e il miele.

Riferisce Goffredo Malaterra: “Nell’anno dell’Incarnazione del Signore 1089, il conte Ruggero, mortagli la moglie Eremburga [] si risposò con Adelaide [] giovinetta di assai dignitosa bellezza; fece inoltre unire con vincolo di matrimonio due sorelle della stessa Adelaide, a due suoi figli, e cioè Goffredo e Giordano. Ma Goffredo non riuscì a conoscere la sua promessa sposa perché, prima di giungere all’età del matrimonio – doloroso è il solo ricordarlo! – fu annientato da una malattia. Giordano invece si sposò con una solenne cerimonia nuziale.”

Due progetti, quelli con i figli maschi, che non ebbero più successo di alcuni già esaminati nel racconto della “Dozzina di figlie da maritare”.

Cognate che diventano nuore e figliastri generi

Il cronista non menziona i nomi delle sorelle, e di loro non si sa assolutamente nulla. Goffredo rimane anche lui nel mistero: non è chiaro se fosse un figlio nato dal primo o dal secondo matrimonio o se fosse illegittimo. Sembra che la terribile malattia sia stata una forma di lebbra: “morbus elephantinus”, una malattia a decorso molto lento. Probabilmente i promessi sposi erano ancora giovanissimi al momento del fidanzamento e avrebbero dovuto aspettare diversi anni prima di giungere all’età di matrimonio. Non si sa se Goffredo morì giovane o se si ritirò in un convento, e neppure se la fidanzata trovò un altro marito. Una tradizione, non suffragata da riscontri certi, vorrebbe che, in memoria del fratello Goffredo, Ruggero II abbia fondato a Palermo un lebbrosario (con l’annessa chiesa di San Giovanni dei lebbrosi, ancora esistente) vicino al fiume Oreto.

Lo sposalizio dell’altra sorella con Giordano fu probabilmente contemporaneo a quello di Ruggero e Adelasia, o di poco successivo, e fu di breve durata, giacché Giordano, il figlio primogenito “da tutti amato per le sue qualità e che molti pronosticavano futuro erede del padre” (benché illegittimo), già nel 1092 “fu stroncato da una febbre infettiva a Siracusa, città di cui aveva la signoria”. Non sembra che la giovane coppia abbia avuto figli.

Le nozze di Flandina ed Enrico degli Aleramici

Altavilla e Aleramici - matrimonio

Stranamente, il Malaterra non parla del matrimonio più importante, quello tra Flandina, figlia di Ruggero, e Enrico, il fratello di Adelasia. Un matrimonio molto significativo, con conseguenze storiche durevoli, giacché il giovane marchese aleramico (probabilmente poco meno che ventenne) era accompagnato da cavalieri, soldati e contadini “lombardi” che avrebbero popolato i feudi, anzi le importanti contee, che costituivano la dote di Flandina: Butera e Paternò.

Flandina, primogenita di Ruggero, aveva circa ventisette anni al momento del matrimonio. Era stata promessa sposa, all’età di dodici anni circa, a un cavaliere normanno, Ugo di Jersey (“Ugo di Gircé”), il quale, nel desiderio di compiere “qualche nobile impresa che gli procurasse onore militare”, diresse un’operazione avventata nella quale morì eroicamente. Correva l’anno 1075, la promessa sposa era ancora giovanissima, cosicché non è dato sapere se il matrimonio fu veramente celebrato e consumato.

Pare che, invece, l’unione di Enrico e Flandina sia stata felice, e con la nascita di quattro figli e almeno una figlia, venne creata una nuova dinastia. La loro corte era splendida, quasi sul modello regio, con numerosi vassalli, baroni, ufficiali, chierici, e la munificenza del “marchese conte” è testimoniata da donazioni a conventi tanto greci che latini. I loro estesi domini coprivano una vasta area e formavano una specie di “cortina” tra le maggioranze greche a est della Sicilia e musulmane a ovest. Dopo la morte del suocero-cognato (il granconte Ruggero), Enrico divenne un valido appoggio per Adelasia, la sorella-reggente e, più tardi, per il nipote Ruggero II.

Ruggero ed Adelasia, un matrimonio felice

Anche il matrimonio tra Adelasia e l’anziano Ruggero si rivelò una scelta felice. Il conte ebbe la lungimiranza di associare la giovane sposa alla sua amministrazione e di prepararla alla sua successione. Quando, nel 1101, Ruggero I morì, Adelasia fu in grado di assumere la reggenza. Per ben dodici anni governò in modo avveduto, con decisione e fermezza, da “mulier prudentissma”, riuscendo a guadagnarsi il rispetto sia dei tumultuosi baroni normanni, sia dei sudditi musulmani. Scelse Palermo per capitale della contea prima di passare la mano al suo erede Ruggero II al quale aveva assicurato, grazie a maestri greci e arabi, un’educazione a tutto tondo.

Queste prestigiose unioni incrociate, che diedero l’impulso all’immigrazione lombarda (termine generico che comprendeva piemontesi e altri), costituirono certamente un fatto importante per la Sicilia e contribuirono alla riconversione dell’isola alla chiesa latina. Ancora oggi, in varie località siciliane si parla una lingua galloitalica, trasmessa da generazioni, testimonianza del popolamento lombardo-piemontese.

Sarebbe interessante sapere chi aveva combinato le varie unioni matrimoniali tra i quattro orfani, rampolli dei marchesi Aleramici, e gli Altavilla, padre, figli e figlia, un fatto più unico che raro, che creava un curioso garbuglio nelle relazioni di parentela: la sorella maggiore diventava suocera, cognata, matrigna…

L’iniziativa fu forse presa dallo zio Bonifacio, “il famosissimo marchese italiano” desideroso di sbarazzarsi degli eredi del fratello maggiore, Manfredo, trucidato anni prima, per potersi godere indisturbato i territori di cui si era già spavaldamente impossessato? O c’era presso la corte normanna un misterioso membro della famiglia aleramica, Oddone, fuggito da Savona al momento della morte del fratello maggiore e diventato lo sposo di una figlia del Guiscardo, una supposizione proposta varie volte, sulla base di qualche indizio impossibile da provare? O fu Ruggero tanto desideroso di ripopolare le terre abbandonate dai saraceni, a voler dare il buon esempio, nella speranza che sarebbe stato imitato, dando il via a numerosi matrimoni tra siciliani e lombardi-piemontesi? Una situazione per molti versi oscura, non suffragata da alcuna fonte!

Liliane Juillerat

N.B. I passi della cronaca di Goffredo Malaterra sono tradotti da Vito lo Curto.

Immagini generate con Leonardo AI

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Liliane Juillerat
Liliane Juillerat
Liliane Juillerat Ferrara, cultrice di lingue, letteratura e arte, nata in Svizzera e sposata con un siciliano, ha insegnato la lingua francese all'Università di Messina per oltre vent'anni. Trasferitasi a Palermo per stare vicina ai nipoti si è ben presto lasciata ammaliare da questa città, dalla sua lunga storia e dai suoi prestigiosi monumenti. Ha da poco pubblicato con l'editore Torri del Vento un romanzo storico intitolato "Costanza d'Altavilla Così volle il fato"

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti potrebbe interessare anche...

Il carcere ed i carcerati della Vicarìa di Palermo

Chi conosce dove si trovava la Vicarìa, il carcere "ufficiale" di Palermo prima dell'Ucciardone? Non tutti, credo. Eppure palermitani e turisti, ogni giorno, vi...

La Kalsa

La Kalsa, che sorse nel X secolo sotto il dominio arabo da cui prende il nome al Khalisa, che significa la pura o l'eletta, è il...

Apollodoro il Siciliano, braccio destro e amante di Cleopatra

Nonostante sia citato in diverse fonti, anche molto antiche, la figura di Apollodoro il Siciliano è avvolta nel mistero, e ciò che sappiamo di...

Giacomo Serpotta: grande stuccatore d’Europa

Giacomo Serpotta (all’anagrafe Giacomo Isidoro Nicolò Serpotta) nacque a Palermo nel quartiere della Kalsa il 10 marzo del 1656. Secondogenito, dopo Giuseppe, di Gaspare...

Festino di S. Rosalia

Ieri si è svolto, come da 389 anni a questa parte, il Festino di S. Rosalia, la festa delle feste per ogni palermitano che...

Una passeggiata a Cefalù

Grazie alla fertilità del suolo e all'importanza strategica del luogo, protetto da una grande roccia, già in epoca primitiva vicino Cefalù sorsero alcuni insediamenti.La...