Gli oggetti del passato dei nostri nonni: sai a cosa servivano?

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Sapete cosa sono i memorabilia? Sono oggetti del passato che vale la pena di ricordare. Oggetti domestici e contadini provenienti dal passato recente, ma ormai obsoleti, perché soppiantati da altri più moderni, o addirittura dimenticati perché non più in uso. Si tratta di strumenti semplici, molti dei quali sembreranno strani, ma che una volta erano indispensabili nella vita di tutti i giorni. Ripensarli evoca un’atmosfera nostalgica che hanno vissuto i nostri nonni e la vita quotidiana delle generazioni precedenti.
Oggi molti di questo oggetti sono conservati nei musei etnografici, come il Pitrè di Palermo, che i più giovani guardano distrattamente, mentre per chi ancora li ricorda, essi testimoniano un pezzo di storia di una quotidianità scomparsa.
Descriverò brevemente qualcuno di questi oggetti, evidenziando l’uso e il significato culturale, insieme ad aneddoti e ricordi personali. 

Oggetti del passato nell’uso quotidiano

La braciera: era un catino rotondo e basso di rame, pieno di brace composta di carbonella e ginisi, cioè polvere di carbone che veniva mescolata, di tanto in tanto, con un grosso cucchiaio di metallo. Si metteva in mezzo alla stanza per riscaldare l’ambiente nelle fredde giornate invernali. Alla base del bordo aveva due manici mobili per spostarlo facilmente e normalmente veniva inserito all’interno di un apposito supporto di legno a forma di anello, su cui si poggiavano i piedi.
Spesso la braciera veniva coperta con una intelaiatura in legno che formava una cupoletta, “u circu”, dove a volte ci si appoggiavano i piedi per scaldarsi. Non c’era la televisione a riempire le serate di quel tempo, così, i genitori, ed a volte i nonni, seduti intorno alla braciera, i piedi sul circu e una coperta sulle gambe, raccontavano aneddoti e storie che appassionavano noi bambini. 

oggetti del passato - la braciera
Una antica braciera

Lu cantaru e lu rinali: prima che arrivassero i bagni in casa, specialmente nei paesi e nelle zone rurali, la gente usava questi vasi da notte: lu cantaru, era per i bisognini solidi, mentre lu rinali, che stava in un mobiletto vicino al letto, era per quelli liquidi. Di solito, l’uso di questi vasi era più che altro riservato alle donne che non avevano altri modi per sbarazzarsi dei bisogni fisiologici, mentre gli uomini potevano semplicemente appartarsi fuori casa o approfittare delle campagne dove si recavano a lavorare. 
Non era il massimo della comodità, ma si faceva di necessità virtù!
Una curiosità: il comodino accanto al letto in siciliano si chiama “rinaliera”, ora sapete il perché!

u cantaru - oggetti del passato
Un cantaru autentico

La quartara e lu bummulu: si tratta di contenitori per trasportare l’acqua. La quartara era un grande orcio di terracotta con due manici, che serviva per andare a prendere l’acqua alla fontana pubblica. Era un lavoro faticoso, soprattutto quando la fontana era lontana da casa e non è raro vedere qualche fotografia antica in cui con grande abilità la donna tiene sul capo questo contenitore.

oggetti antichi - u bummulu
Esemplare di Bummulu del Museo Pitrè

Lu bummulu era più piccolo e maneggevole. La sua qualità era quella di mantenere l’acqua piuttosto fresca, per questo i contadini la portavano con sé nei campi per refrigerarsi durante la giornata. Si metteva nel pozzo a rinfrescare, e poi si portava al lavoro: una vera salvezza nelle calde giornate estive!

Lu lemmu: era un grande catino di terracotta dai mille usi per le massaie di una volta. Era smaltata in bianco con macchie verdi irregolari. Si usava per lavare i panni, ma anche per impastare il pane o la pasta. Ci si metteva il pomodoro appena lavato, e poi la salsa prima di imbottigliarla. Insomma, era un oggetto importante in casa e le donne lo usavano per tutto, e lo tenevano sempre pulito e lucido!  

oggetti antichi - un lemmo antico
Un lemmo cucito col fil di ferro – Museo Pitrè

Era certamente prezioso e costoso e per questo, in caso di rottura, piuttosto che comprarne uno nuovo, si preferiva farlo riparare. Esisteva un antico mestiere che consisteva proprio nel riparare i manufatti in terracotta: appunto il conzalemme! Costui andava in giro per le strade in cerca di clienti. Quando serviva la sua abilità, seduto su una sedia bassa o per terra, col trapano a mano bucherellava i margini del manufatto in terracotta e li accostava come i lembi di una ferita. Poi li legava col fil di ferro sottile e una mescola di cenere e calce bianca per rendere la fessura sigillata. 

Macinacaffè e Tostacaffè: molti ricorderanno ancora il macinacaffè che si usava per polverizzare i chicchi acquistati in torrefazione. Quello scatolino in legno o metallo con la cupoletta apribile in cima e la manovella. Dentro si mettevano i chicchi di caffè e si macinava e poi si raccoglieva la polvere attraverso un piccolo cassetto sul davanti.

oggetti del passato - tostacaffè
Un antico tostacaffè o orzo – Museo Pitrè

Il tostacaffè invece è molto più antico, e più che altro si adoperava per tostare l’orzo poiché il caffè era per i ricchi dell’epoca e la gente comune doveva accontentarsi. Questo oggetto aveva forme diverse, si metteva sul fuoco e si girava una manovella fino a quando i chicchi non erano tostati e la casa si riempiva di un profumo meraviglioso!

Il ferro da stiro a carbone: questo lo conosciamo tutti, almeno come pezzo di arredamento riempito di fiori secchi o altre decorazioni. Prima, però, quando non esistevano i ferri da stiro elettrici, si usava questo ferro di ghisa che si scaldava mettendoci dentro la brace. D’altronde questo strumento si chiama “ferro” proprio perché un tempo era fatto proprio di questo materiale. Una specie di navicella con tanti fori come piccoli oblò intorni alla base, il manico con impugnatura in legno, fissato al centro del coperchio: era pesante e scomodo, e bisognava fare attenzione a non scottarsi.
Ricordo perfettamente quando per ravvivare il calore della brace al suo interno, le donne lo facevano oscillare e subito dopo lo pressavano sui capi da stirare… e guai se qualche pezzetto di carbone ardente fuoriusciva dai fori! 

oggetti del passato - ferro da stiro in ghisa
Antico ferro da stiro -Museo Pitrè

La Pila e il quararone: la pila in italiano è ogni vasca che contiene un liquido. Quelle in pietra sono assimilabili agli abbeveratoi o ai contenitori sotto le fontane, quelle nelle case erano in cemento o in ceramica e venivano usate per lavare i panni: infatti prevedono una parte scanalata dove si sfregano i vestiti. Un tempo era di legno, dalla forma rettangolare, le sponde inclinate, con rialzo laterale e foro di scolo: ed era mobile. Veniva usata per lavare i panni, ma anche come vasca da bagno. 

oggetti del passato - vecchia pila in legno
Una pila in legno – Museo Pitrè

Nelle case dei paesi, quando non esisteva la stanza del bagno, la pila era adoperata ogni settimana per lavare grandi e bambini (prima i bambini e poi i grandi!) Col quararone, un grosso pentolone in rame stagnato che si metteva sul fuoco, si scaldava l’acqua che poi veniva stemperata all’interno della pila dove si entrava, uno dopo l’altro nella stessa acqua! Era igienico? Non lo so, però siamo sopravvissuti!

La macchina da cucire, ovviamente a pedale: un attrezzo piuttosto ingombrante che si usava per cucire e rammendare i vestiti. Era un oggetto prezioso in casa, soprattutto per le donne che la sapevano usare con grande maestria. Era contenuta all’interno di un mobile in legno e si poteva fare uscire e bloccare esternamente con una singola manovra. Poi, con i piedi si azionava il pedale in metallo che tramite un sistema di ruote e corda in cuoio muovevano su e giù l’ago dentro il piedino. 

oggetti del passato - macchina da cucire a pedale
Una macchina da cucire a pedale ancora funzionante

Questi sono solo alcuni degli oggetti che si usavano una volta, ovviamente ne esistono molti altri ed è stupefacente come in appena un secolo la vita quotidiana delle persone sia cambiata così radicalmente.
Che dire? Era una vita più semplice a quel tempo, ma anche più scomoda e faticosa e tuttavia le persone anziane ne parlano con tanta nostalgia. Si tratta dei ricordi di quando erano giovani o davvero erano tempi più belli? Certamente erano altri tempi, questo è sicuro, e probabilmente c’era anche tanta solidarietà e amicizia tra le persone ed i rapporti erano più autentici e sinceri e questo certamente è un valore aggiunto. Per il resto…
E tu, quali oggetti del passato metteresti nei tuoi memorabilia

Saverio Schirò

Immagine di copertina by depositphotos.com

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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