Le sfide delle regine nel mondo medievale: tra tradimenti e discriminazione di genere

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Le storie di donne che hanno lottato per rivendicare il loro legittimo accesso al potere vanno oggi di gran moda in film e serie televisive di successo. Non tutti, però, sanno che le vicende di queste storie sono in realtà ispirate alla storia.

Le regole della successione nel mondo medievale

Le regole di successione dinastiche sono cambiate incessantemente nell’arco del tempo, come anche da paese a paese, ma nei fatti le donne sono state fortemente discriminate, già ben prima che fosse promulgata la famigerata “legge salica” a bloccare loro l’accesso al trono.

Nel corso della storia, la trasmissione del potere è spesso avvenuta senza esclusione di colpi, con innumerevoli tradimenti o perfino omicidi. Presso i Franchi, ad esempio, il regno veniva diviso tra i figli, di norma su indicazioni del regnante, ma non di rado qualche fratello moriva al momento opportuno o si faceva monaco, permettendo al più deciso di ingrandire i suoi possedimenti. Spesso capitava che un sovrano facesse incoronare un figlio ancora bambino, in modo da garantire la successione.

In assenza di figli, un fratello del re defunto poteva accedere al trono, ma in ogni caso il potere spettava di regola ad un maschio, non tanto perché venisse negata alle donne la capacità di governare, ma piuttosto quella di combattere, giacché si riteneva che un re dovesse essere alla testa delle sue truppe in guerra. Tuttavia, in qualità di consorti o di reggenti, molte regine medievali o rinascimentali godettero di grande prestigio e ebbero un ruolo attivo nella gestione del potere.

Quando l’unica erede era una donna…

La questione diventava spinosa nel caso in cui una donna fosse l’unica erede diretta in vita. In Francia, all’inizio del XIV secolo, con la morte in rapida successione dei tre figli di Filippo il Bello (les rois “maudits”/ i re “maledetti”!) finì la più antica dinastia europea di discendenza sempre maschile, quella dei Capetingi. Nel frattempo, per evitare l’accesso al trono di una principessina di quattro anni, era stata promulgata la cosiddetta “legge salica” che escludeva ogni diritto delle donne sia di regnare, sia di trasmettere l’eredità ad un figlio. Questa famigerata legge venne adottata poi da numerose famiglie regnanti e, tra l’altro, sarà una delle cause della tragica “Guerra dei cent’anni“.

Immagine di Costanza D'Altavilla
Costanza di Altavilla in una miniatura

Nella complicata storia di tutti i tradimenti e ripensamenti, nei secoli precedenti a questa legge, possiamo evidenziare due casi che presentano parecchie similitudini, e che riguardano due discendenti di conquistatori Normanni: Matilde d’Inghilterra (1102-1167) e Costanza d’Altavilla (1154-1198).

Tutte e due dopo essere state riconosciute come legittime eredi dall’assemblea dei nobili dei rispettivi regni, videro gli stessi rimangiarsi la parola e approvare l’incoronazione di altri pretendenti determinati e spediti nelle manovre di usurpazione. Ma tutte e due dopo anni di sterilità avrebbero avuto la loro revanche, mettendo al mondo figli destinati ad affermarsi come i più importanti sovrani della storia medievale.

Ecco la loro storia: Due donne, due regni, un destino comune: Matilde d’Inghilterra e Costanza d’Altavilla

Liliane Juillerat

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Liliane Juillerat
Liliane Juillerat
Liliane Juillerat Ferrara, cultrice di lingue, letteratura e arte, nata in Svizzera e sposata con un siciliano, ha insegnato la lingua francese all'Università di Messina per oltre vent'anni. Trasferitasi a Palermo per stare vicina ai nipoti si è ben presto lasciata ammaliare da questa città, dalla sua lunga storia e dai suoi prestigiosi monumenti. Ha pubblicato con l'editore Torri del Vento due romanzi storici: "Costanza d'Altavilla Così volle il fato" e "La Contessa Adelasia Malikah di Sicilia e Calabria".

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