L’ascesa e la caduta del “Mago dei soldi”: la storia di Giovanni Sucato

Una oscura vicenda palermitana agli inizi degli anni '90

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Chi ricorda la storia di Giovanni Sucato, il sedicente avvocato palermitano degli anni ’90, soprannominato “il Mago dei soldi” per la sua abilità nell’ingannare migliaia di persone con una gigantesca truffa finanziaria? Le sue operazioni, inizialmente credibili grazie al pagamento puntuale degli interessi, coinvolsero anche la mafia. La sua morte nel 1996, avvenuta in circostanze misteriose, rimane un enigma, così come le modalità del suo coinvolgimento con Cosa Nostra e il riciclaggio di denaro mafioso.

L’ascesa del Mago dei soldi

Ricordo bene quell’estate del 1990 a Palermo, quando voci divertite e poco attendibili parlavano di un tale a Villabate, un piccolo paese alle porte del capoluogo siciliano, che chiedeva denaro promettendo di restituirlo raddoppiato, addirittura il giorno seguente!
“Le voci” assicuravano che la promessa era mantenuta puntualmente, indipendentemente dalla cifra impegnata. Ovviamente nessuno ci credeva e tuttavia la sua fama cominciò a diffondersi in strati sempre più numerosi della popolazione. 

Ero scettico, lo confesso, soprattutto perché non avevo ricevuto alcuna testimonianza diretta ma solo voci di corridoio o di chi lo aveva sentito dire da terze parti. Il fenomeno dilagava, anche se il tempo della restituzione del denaro era passato da pochi giorni ad una settimana e più, e Giovanni Sucato, aveva ormai assunto l’appellativo di “Mago dei soldi”.

Sucato Mago dei soldi

Chi era Giovanni Sucato?

Sono davvero scarne le notizie personali che riguardavano l’allora ventiseienne Giovanni Sucato. Abitava a Pomara un quartiere di Villabate e si spacciava per avvocato (anche se non ci sono prove della sua laurea). 

Sucato inizia la sua attività nei bar di Villabate, dove si fa affidare piccole somme di denaro promettendo di raddoppiarle in pochi giorni. Incredibilmente, mantiene la parola e restituisce i prestiti con gli interessi pattuiti, alimentando la sua fama di uomo dai poteri magici. In realtà, sta semplicemente utilizzando un vecchio “schema Ponzi“, in cui i nuovi investitori vengono pagati con i soldi dei precedenti. Solo che nessuno lo sa! Quello che si dice è che Sucato prende i soldi, firma un pezzo di carta con la cifra e la data della restituzione e a quella data restituisce la cifra moltiplicata!

La voce si sparge rapidamente e ben presto Sucato si ritrova a gestire valanghe di soldi. La sua clientela si allarga a macchia d’olio, comprendendo non solo piccoli risparmiatori, ma anche imprenditori e personaggi di spicco della società palermitana. Si dice che moltiplica il denaro con oculati investimenti in oro, diamanti, banane e persino di operazioni con misteriosi sceicchi arabi. Si alimenta così, un alone di fascino e di mistero che si è creata attorno alla sua figura.

Per gestire il crescente volume di denaro, viene creata una rete di collaboratori, dei veri e propri procacciatori d’affari che setacciano la città alla ricerca di nuovi investitori. La sua base operativa si sposta da una modesta villetta di Villabate a un ufficio in via Mariano Stabile, nel cuore di Palermo. 

Il declino e la caduta del mago dei soldi

Tuttavia, dietro la facciata di successo e di opulenza si cela una realtà ben più torbida. E Cosa Nostra, la potente mafia siciliana, entra in gioco per riciclare denaro sporco promettendo in cambio protezione al giovane finanziere. Probabilmente, al principio sono gli stessi boss mafiosi che investono ingenti somme nello schema, fiduciosi nella capacità di Sucato di far fruttare i loro capitali. E Sucato, dal canto suo, non può rifiutare l’appoggio di Cosa Nostra, che gli garantisce protezione e accesso a nuovi flussi di denaro. 

In pochi mesi la situazione precipita quando la truffa diventa troppo grande e insostenibile. Nuovi imitatori entrano in scena, creando schemi Ponzi paralleli e aumentando la competizione per il denaro degli investitori. La catena si fa sempre più complicata, sedicenti broker di Sucato raccolgono denaro per poi sparire nel nulla ed il castello che per mesi ha fatto sognare Palermo, inizia a scricchiolare. I nuovi investitori non bastano più a coprire i debiti con i precedenti e le casse di Cosa Nostra iniziano a subire contraccolpi.

Sucato, ormai privo di protezione, si rende conto di essere in pericolo e decide di anticipare quella che certamente era prevedibile: la fuga da Palermo, abbandonando migliaia di risparmiatori nella disperazione, e portando con sé un capitale stimato in 10 miliardi di lire. Dice di essere in viaggio di nozze, ma in realtà si dilegua nel nulla.

La caccia all’uomo e la morte di Giovanni Sucato

La mafia inizia una caccia all’uomo spietata. La paura si diffonde tra coloro che hanno collaborato con Sucato, consapevoli di essere nel mirino di Cosa Nostra. I suoi uomini di fiducia vengono sequestrati, torturati e uccisi per scoprire il suo nascondiglio.
Dopo un periodo di latitanza, Sucato riappare e finisce in carcere, probabilmente per reati finanziari collegati alla sua truffa. Tuttavia, dopo qualche mese viene rilasciato e promette di ripagare i suoi debiti. 

La fine arriva il 30 maggio 1996. Sucato viene trovato carbonizzato all’interno della sua auto sulla strada Palermo-Agrigento, nei pressi di Bolognetta. Le circostanze della sua morte rimangono avvolte nel mistero. I periti della Procura parlano di un banale incidente, ma in molti sospettano che si sia trattato di un omicidio mafioso, una vendetta per il tradimento e i debiti non onorati. Parte della popolazione invece, sosteneva che il morto nell’auto non era lui: non poteva morire il mago! sicuramente avrebbe inscenato lui stesso la propria morte per sfuggire a tutti coloro che lo volevano morto. Il mistero rimane.

La storia di Sucato finisce qui, benché ci siano stati strascichi ulteriori nelle indagini sui collaboratori e sui personaggi coinvolti. Ma per noi contano poco. Quello che fa riflettere è piuttosto la facilità con cui una truffa di questa portata abbia coinvolto migliaia e migliaia di gente illusa di potere ottenere facili guadagni senza alcuna fatica. 
Tutti eravamo consapevoli che il meccanismo era a tempo e prima o dopo tutto sarebbe finito con l’improvvisa scomparsa del Mago dei Soldi. E nonostante questa certezza, molti di noi abbiamo investito cifre più o meno alte per poi perderle nel nulla: e ben ci sta! L’abbiamo meritato!

Saverio Schirò

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

2 COMMENTI

  1. Trovo del tutto inaccettabili le parole <>. Le valutazioni di questo genere si basano su impressioni e suggestioni personali. Però in Italia il gioco d’azzardo clandestino è proibito dalla Legge, al di sopra dei singoli individui e delle loro convinzioni.

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