Quando la Regina Elisabetta visitò Palermo

Non tutti ricordano le visite della Regina Elisabetta a Palermo. Eppure la sovrana inglese visitò la città in due occasioni distinte e per ragioni molto diverse.

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Molti non lo sanno, soprattutto i più giovani, ma la Regina Elisabetta II d’Inghilterra è venuta a Palermo in visita ufficiale per ben due volte.

Se la sua prima visita, nel 1980, ha avuto uno scopo per lo più turistico, la seconda, nel 1992, è stata decisamente più seria e istituzionale. È infatti avvenuta il 28 maggio, cinque giorni dopo la strage di Capaci.

Ripercorriamo insieme i momenti salienti delle sue visite in Sicilia e le tappe principali del viaggio.

1980: La prima visita della Regina Elisabetta a Palermo

Regina Elisabetta a Palermo
La regina Elisabetta e il principe Filippo salutano dal balcone del Palazzo dei Normanni. Foto gentilmente concessa da Costantino Mirulla.

Al termine di una visita istituzionale in Italia, la Regina Elisabetta II d’Inghilterra volle togliersi un vecchio pallino. Aveva tanto sentito parlare di Palermo da sua nonna Maria di Teck, che era venuta in visita negli anni ‘20 restandone incantata.

Fu così che la sovrana decise di ripercorrerne le tappe, organizzando una fugace visita che mise l’intera città in fibrillazione.

All’arrivo dello yacht reale “Britannia”, al porto di Palermo, ad accogliere la regina ed il principe Filippo, c’erano le più alte cariche politiche ed ecclesiastiche, incluso l’allora presidente della Regione Mario D’Acquisto.

La città era stata ripulita da cima a fondo, persino alcuni tratti d’asfalto vennero frettolosamente ripristinati per consentire il passaggio agevole della Rolls Royce che trasportava i reali britannici, onde evitare buche, scossoni e connesse “male fiure”.

Il percorso, accuratamente organizzato con largo anticipo, prevedeva una regale passerella tra la folla festante, con tanto di bandierine e manifesti di benvenuto. Visita prima al Duomo di Monreale e poi alla Cappella Palatina, con tanto di saluto al popolo dal balcone del Palazzo dei Normanni.
Per l’occasione, in assenza di paramenti per addobbare il punto in cui la regina si sarebbe affacciata, si decise di “azzizzare” con un bel tappeto, anche per impedire al pubblico di vedere le regali gambe della sovrana.

L’ultima tappa di quel particolare viaggio fu una visita allo splendido palazzo Valguarnera Gangi, dove già i suoi nonni (re Giorgio V e sua moglie Maria di Teck) erano stati ospitati per una colazione nel summenzionato viaggio degli anni ‘20.
Ospitati da Vincenzo Vanni Calvello Mantegna e donna Stefanina, principi di San Vincenzo, la regina Elisabetta e il principe Filippo si fermarono qui a mangiare. Per l’occasione dei grandi tavoli rotondi furono apparecchiati, ma solo a metà, in modo che nessuno desse le spalle ai sovrani. Limoni e tuberose furono scelti per addobbare i centrotavola e si utilizzarono speciali tovaglie ricamate con fili d’oro.
Quale migliore occasione per tirare fuori il servizio buono?

Secondo il racconto dell’epoca, alla regina fu servito un timballo del gattopardo, seguito da ruota di pesce spada e gelo di mellone per dessert. Da bere vini siciliani, con particolare attenzione per il marsala, uno dei preferiti da Elisabetta.

1992: La visita per Giovanni Falcone

strage di capaci
Strage di Capaci – via Wikimedia <https://it.wikipedia.org/wiki/File:Strage_di_capaci.jpg>

Nel maggio 1992, la regina Elisabetta aveva previsto una seconda visita a Palermo, giusto un passaggio veloce con atterraggio a Punta Raisi, breve visita in città e poi subito direzione porto, dove lo yacht Britannia l’avrebbe attesa per portarla a Malta, meta finale di quel viaggio. Quello che il programma prestabilito non poteva prevedere, era che appena cinque giorni prima dell’arrivo della regina Elisabetta, Palermo sarebbe stata scossa, letteralmente e metaforicamente, dal boato della strage di Capaci e dall’uccisione dei giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, insieme alla loro scorta.

Con grande stupore dei servizi segreti e della stampa britannica, questo avvenimento non fece cambiare i piani della famiglia reale, che anzi volle dimostrare la propria vicinanza al popolo siciliano fermandosi a pregare sul luogo della strage.

Atterrati dunque a Punta Raisi, il corteo si fermò in autostrada. La regina e il principe Filippo scesero dall’auto, restando impietriti di fronte allo scenario di distruzione che avevano davanti. Sull’orlo della voragine che interrompeva la carreggiata, Elisabetta si limitò a mormorare “incredible”. Poi si fermarono per una preghiera davanti alla corona di fiori che pochi giorni prima era stata posta dal presidente Scalfaro.
Il principe Filippo scambiò qualche breve parola con il prefetto di Palermo, che li accompagnava nella triste visita, poi senza clamori il corteo si rimise in viaggio verso il porto. Questa volta solo poche decine di persone accolsero gli illustri ospiti, il lutto era ancora nell’aria e nessuno aveva voglia di fare festa.

Fonti: Repubblica Palermo – Da Palazzo Gangi all’autostrada della strage: un libro racconta le visite dei reali inglesi in Sicilia
Archivi Repubblica – Per Falcone l’inchino della regina

Foto di copertina: Tyne & Wear Archives & Museums, No restrictions, via Wikimedia Commons

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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