Il Giardino Inglese
Parco Piersanti Mattarella

Il 6 gennaio 2020, il giardino Inglese è stato intitolato a Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia 40 anni prima, il 6 gennaio 1980.

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Il 6 gennaio 2020, il giardino Inglese è stato intitolato al presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia esattamente 40 anni prima, il 6 gennaio 1980. La targa è stata posta all’ingresso di via Libertà, proprio di fronte al giardino intitolato a Giovanni Falcone e alla moglie Francesca Morvillo anche queste vittime della mafia nel 1992. Una attribuzione che non a caso riunisce questi simboli dell’impegno per la legalità in uno spazio verde, molto caro ai palermitani, e che una volta era un unico giardino.

Storia del giardino Inglese

Quando era stato ideato, nel 1850, questo spazio verde non aveva un nome: doveva essere un ampio giardino “all’inglese” che doveva allietare la passeggiata del popolo palermitano lungo la nuova arteria stradale che da Porta Maqueda doveva raggiungere la piana dei Colli. 
Questa via doveva chiamarsi “Strada della Libertà”, in onore  ai moti rivoluzionari del 1848 che avevano appunto ottenuto la libertà dal governo borbonico. 
La successiva restaurazione borbonica, nel 1949, spense i sogni di indipendenza dei siciliani ma il Luogotenente generale del regno in Sicilia, Carlo Filangieri principe di Satriano, non si oppose alla costruzione della nuova strada, ma volle cambiare il nome di «Libertà», troppo rivoluzionario, con quello di “Strada della Real Favorita”.
Così, i lavori cominciarono e un anno dopo la strada aveva congiunto il piano S. Oliva fino al Reclusorio delle Croci. A completamento di questo primo tratto, furono acquistati ventimila metri di terreno per realizzare un ampio giardino “all’inglese”.

Il giardino all’inglese è un tipo di giardino in voga dal Settecento. Al contrario dei giardini “all’italiana”, caratterizzati dalla divisione geometrica degli spazi, quello “all’inglese” si basa sull’accostamento di elementi naturali e artificiali: asperità del terreno, grotte, ruscelli e alberi secolari, insieme a pagode, pergole, templi e fontane.


Il progetto fu affidato al giovane architetto Giovan Battista Filippo Basile con la sovrintendenza e la consulenza del collega più anziano Carlo Giachery e del  professor Vincenzo Tineo direttore dell’Orto Botanico.
I lavori cominciarono nel 1850 e l’idea del progetto era quella di creare un giardino che sfruttasse le accidentalità del suolo, ricco di grotte e anfratti naturali, in modo da creare un paesaggio pittoresco.

Il giardino venne suddiviso in due parti dall’attraversamento della strada: una parte più selvaggia denominata “Bosco” e una più “piana” chiamata “Parterre”. 

Giardino Inglese vista aereaCon la costruzione del Giardino Inglese si formò un distretto naturalistico che fece da cerniera fra due parti dell’espansione urbana sui due differenti tronchi del viale della Libertà, il boulevard e l’asse di ville extra-urbane, a dispetto delle intenzioni della  rappresentanza comunale dell’epoca (il Decurionato) che non avrebbe voluto che si costruissero abitazioni lungo la nuova strada della Favorita “per conservare a quella bella passeggiata la sua amenità”.
Già nel luglio del 1850 alcuni cittadini facoltosi avevano acquistato diversi terreni con l’intenzione di fabbricare case e ville lungo lo stradone Real Favorita. Cosa che regolarmente avvenne senza opposizione delle Istituzioni. Anzi, nello stesso anno, Salvatore Monroy, duca di Realmena e principe di Maletto, acquistò una striscia di terreno che si affacciava sul giardino per la misura di trenta canne (una sessantina di metri) per costruirvi una elegante costruzione: la villa Realmena, ancora esistente col retro che guarda dentro il Giardino Inglese.

Il giardino inglese: descrizione

Il Parterre oggi è oramai un piccolo spazio a parte, conosciuto una volta come giardino Garibaldi per via della statua equestre dell’eroe dei due mondi. Opera realizzata da Vincenzo Ragusa con alla base il leone ruggente, opera di Mario Rutelli, eretto al posto di un laghetto con due vasche simmetriche, e inaugurato in occasione dell’Esposizione Nazionale del 1891-92.
Il giardino, oggi è intitolato a Giovanni Falcone e alla moglie  Francesca Morvillo. 

Il Bosco, o Giardino Inglese (oggi parco Piersanti Mattarella)
Situato lungo la via Libertà, la villa si estende per circa cinque ettari. L’impianto generale fu organizzato utilizzando le asperità naturali del terreno in modo da creare un paesaggio romantico ma simile alle forme irregolari della campagna.
Oggi è rimasto ben poco dell’impianto iniziale come era stato progettato dal Basile, ispirato alla cultura del giardino informale nella derivazione siciliana d’età romantica della tarda tradizione inglese, con stradelle curvilinee che salivano e scendevano su sette piccoli promontori (forse un piccolo tributo ai sette colli romani?) e un Tempietto di Vesta, così chiamato perché riproduceva in scala ridotta il Tempio di Vesta di Tivoli.
Un complesso che oramai è diventato irriconoscibile dopo le trasformazioni che ha subito nel corso dei decenni ma che, nell’intento del Basile, voleva ricreare in chiave romantica il giardino delle delizie degli emiri arabi che avevano governato la Sicilia nei secoli passati.
Alberi secolari e piante esotiche provenienti dall’Orto botanico, si intersecavano con l’irregolarità del terreno, ponti e fontane, creando luoghi e scenari magici come poteva affermare la scrittrice Adriana de Saint-Louis, nella sua “La Sicile Illustrée” del 1904: “… un giardino di un’eleganza rara, regale, piena di luci e di ombre, piena di verde e di mistero, con le sue discese, i nascondigli e i chiostri graziosissimi, con viali lunghi e ricchi di fiori; dove nei tranquilli pomeriggi le bambinaie conducono i fanciulli che si divertono e si ricreano esercitandosi in mille giochi; dove le bande musicali danno i loro concerti; dove si fanno anche feste notturne, concerti, lotterie, esposizioni; la mia carrozza passava, e il Giardino Inglese sembrava un campo misterioso, un giardino pagano abitato da statue mitologiche; e in quest’ultima gloria del cielo, questa ricca gloria di verde si spandeva in maniera strana con ombre profonde”.

Cosa è rimasto dell’impianto originario del giardino Inglese? 

Dislivelli e grotte sono state appianate, la vegetazione non sempre è ben curata, e già prima del secondo dopoguerra il tempietto era stato abbattuto e sostituito da una edicola in pieno stile arabo-normanno. Negli anni a venire le strade e la grande piazza centrale sono state asfaltata, cementate o piastrellate.
Giardino Inglese VialeTuttavia la villa rimane ancora ricca di fascino e bei ricordi, oltre che luogo privilegiato per le passeggiate domenicali per tutta la famiglia. Una vasta pista di pattinaggio per i più esperti, mentre i bambini possono correre e giocare a palla, i più piccoli hanno un’area “giostre” dedicata e le coppie possono passeggiare al fresco dei grandi pini marittimi che rievocano una specie di pineta cittadina.
Il parco ha quattro ingressi, uno per punto cardinale: via Libertà, via Duca della Verdura, via delle Croci, via Generale dalla Chiesa ed è aperto tutti i giorni con orari che variano secondo le stagioni.
Da non perdere il complesso scultoreo di Civiletti, “Canaris a Scio”, collocato dentro il chiosco Moresco nei pressi della piazza centrale. Dello stesso Civiletti molte statue ispirate al libro “Cuore” del De Amicis e busti di personaggi famosi.
Straordinaria la fontana con i tenerissimi “Bambini che giocano” del Rutelli che incantano per la naturalezza dei loro movimenti in mezzo agli schizzi d’acqua.
E per finire, come non notare l’enorme Ficus con la sua chioma e le radici aeree che regalano una frescura irrinunciabile nei caldi pomeriggi estivi?

Una menzione a parte per il diroccato ponticello sotto il quale tanti giovani innamorati si sono baciati marinando una delle tante scuole della zona. Sì, perché se dopo gli anni sessanta le coppiette si nascondevano “sotto il ponticello”, prima, per quasi un secolo, gli innamorati e igli sposi, si facevano fotografare sopra il ponte per ricordare i loro momenti di felicità.
Era un ponte in ferro, famoso perché fino al 1850 attraversava un canale di scolo di acque luride nei pressi dei Quattro Canti (piazza Vigliena) e dopo la dismissione, collocato nel giardino Inglese appena costruito. Alla fine dagli anni 60, qualche balordo ha pensato bene di rubare una delle due fiancate e dell’altra si sono perse le tracce e così gli innamorati hanno dovuto cercare altri luoghi per immortalare il loro amore. 

Saverio Schirò

Fonti:

  • G. Di Benedetto, Palermo tra Ottocento e Novecento, la città fuori le mura, Palermo 2009
  • Wikipedia voce Giardino Inglese
  • E. Mauro-E.Sessa, Il valore della classicità nella cultura del giardino e del paesaggio, Palermo 2010
  • G. Barbera-M Speciale Meraviglie botaniche giardini e parchi di Palermo, Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana
  • L. Buscemi, Il ponticello che abbelliva il Giardino Inglese su Repubblica.it 3/3/2016

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Staff member. Appassionato di Arte e Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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