La spada di Matteo Bonello

Quella della spada di Matteo Bonello è una leggenda antica, legata alla presenza di un'elsa inchiodata al portone del Palazzo Arcivescovile di Palermo. Sarà vero?

Autore:

Categoria:

Sul grande portone del Palazzo Arcivescovile di Palermo, è inchiodata l’elsa di una spada. Secondo la tradizione tale spada sarebbe servita a Matteo Bonello per uccidere Maione da Bari, primo ministro di Guglielmo I, nella notte di S. Martino del 1160.
La storia narra che, proprio in questa via, un tempo conosciuta come “salita dell’Angelo Custode”, Matteo Bonello e un gruppo dei suoi uomini, tesero un agguato a Maione che si era recato in visita dall’Arcivescovo, che era gravemente malato. L’imboscata, studiata nei minimi dettagli, si concluse con la morte del Primo Ministro, odiato dal popolo, e con lo scempio del suo corpo.

Analizzando la spada con un po’ di attenzione, tuttavia, si nota che la particolare forma dell’elsa (“a vela”) è databile a non prima del XVI secolo, quindi molto dopo l’attentato del Bonello.

Da dove viene allora quest’elsa?
Probabilmente la storia risale al 1400, quando il re Martino I concesse ai baroni lo ius gladii et necis, ovvero il diritto di spada e di morte nei confronti dei loro vassalli. Tale diritto, concesso dietro il pagamento di una tassa, permetteva quindi ai proprietari terrieri di processare e giustiziare a loro discrezione. Questa facoltà veniva simboleggiata da alte forche che si trovavano perennemente erette all’ingresso delle proprietà dei baroni, denotando l’autorità dei feudatari.
Tuttavia, all’interno delle mura cittadine, non era possibile erigere forche, quindi l’autorità era probabilmente mostrata inchiodando un’elsa al proprio portone, in questo caso il proprietario doveva quindi essere il vescovo.

Tale usanza doveva essere molto frequente, dato che nessuno tra i grandi narratori di Palermo (come il Villabianca e il Di Giovanni) menziona la particolarità di un’elsa inchiodata ad un portone. Perduta l’usanza è probabile che le spade e le forche di tutta la Sicilia siano andate perdute, mentre questa, tornata alla ribalta nel XIX secolo quando la strada venne intitolata a Matteo Bonello, rimase lì a testimonianza di una tradizione mai esistita.

Samuele Schirò

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo con i tuoi amici!

Rimani aggiornato con la cultura...

10,985FansLike
478FollowersSegui
553FollowersSegui
Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile, redattore e fotografo di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

4 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ti potrebbe interessare anche...

Torna a Palermo “Le vie dei tesori”. Tutti i luoghi aperti alle visite

Le Vie dei Tesori è tra i più grandi Festival italiani dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale, monumentale e artistico delle città di Palermo ma anche della Sicilia.

Nuova ordinanza di Musumeci i nuovi obblighi

28 settembre 2020 1) Uso obbligatorio delle mascherine quando si è tra estranei 2) registrazione e tamponi rapidi per chi proviene dall'estero 3) controlli periodici sul personale...

Villa Sofia Whitaker

Villa Sofia Whitaker (meglio nota semplicemente come Villa Sofia), è molto conosciuta a Palermo per via dell'ospedale che vi fu impiantato nella seconda metà...

Divieto di panificazione in Sicilia la prima e la terza domenica del mese

Dal 1° Ottobre 2020 al 15 Giugno 2021 ripristinato il divieto di panificazione nella prima e terza Domenica di ogni mese. Il decreto emanato dall’Assessorato...

Mascherine si o no a scuola? Ecco i chiarimenti dell’assessore Lagalla

Covid 19, niente mascherine in aula per gli studenti. In riferimento alla recente Ordinanza del Presidente della Regione Musumeci, in vigore da mercoledì 30 settembre...

Chi erano le Tredici Vittime di Palermo?

A Palermo esiste un noto slargo posto alla fine dell’odierna via Cavour che porta il nome di Piazza XIII Vittime. Qui c’è un obelisco...