Quando i Vandali conquistarono la Sicilia

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Parlando della storia della Sicilia, tutti ovviamente menzionano l’avvicendarsi di Fenici, Greci, Romani, Arabi, Normanni e così via. Pochi tuttavia ricordano la conquista della Sicilia da parte di una delle più temute popolazioni cosiddette barbariche, i Vandali, che a loro volta causeranno un avvicendarsi di conquiste e saccheggi durate per oltre un secolo, fino all’avvento dei Bizantini e all’annessione dell’isola all’Impero Romano d’Oriente.

Riscopriamo insieme questo capitolo di storia spesso dimenticato.

La migrazione dei Vandali

La storia dei Vandali è lunga e complessa, ma volendo sintetizzare possiamo dire che fino all’inizio del V secolo questi si erano stabiliti in Pannonia, tra le attuali Austria e Ungheria, dunque all’interno dei confini dell’Impero Romano d’Occidente, nel quale erano stati ammessi molti anni prima perché in fuga dai Goti che ne avevano conquistato le terre.

Tuttavia i confini dell’Impero in declino non rappresentavano più una sicurezza e così nel 400, a causa dell’incombente minaccia unna, il popolo Vandalo decise di migrare ad ovest stabilendosi (di solito non pacificamente) prima nell’Attuale sud della Francia, e successivamente nella penisola Iberica.

Anche qui però la situazione era tutt’altro che semplice, con i Romani ed i Visigoti che tentavano di riconquistare le terre occupate, così, nel 429 re Genserico, decise di attraversare lo Stretto di Gibilterra e spostare i suoi 80000 Vandali nel nord Africa, dove l’Impero Romano d’Occidente faceva già una grande fatica a contenere le rivolte dei Mauri e dei Berberi che vi abitavano. Fu relativamente facile dunque portare avanti una guerra di conquista che portò, nel 435, alla formazione di un nuovo stato Vandalo che andava dal Marocco alla Tunisia, includendo la grande città di Cartagine, una potenza navale di enorme importanza strategica, che di fatto permetteva di muoversi liberamente in tutto il Mediterraneo.

Così i Vandali, alleati con i popoli locali, costituirono una loro flotta navale, diventando i primi barbari germanici a conquistare i mari.

La conquista di Cartagine non era cosa da poco. Oltre a essere, come detto, una potenza navale, si trattava di una terra ricca e prospera, di immensa importanza strategica. Per questo motivo Genserico decise di farne la propria capitale, concludendo la lunga migrazione del suo popolo.

Sin da subito i Vandali si unirono alle già frequenti scorrerie dei pirati tunisini nelle isole del Mediterraneo, approfittando delle difficoltà che l’Impero Romano d’Occidente aveva nel difendere le sue provincie. Proprio durante queste incursioni i barbari approdarono più volte in Sicilia, accorgendosi che si trattava di una terra ricca di risorse (era considerata il granaio di Roma), praticamente sguarnita di truppe e particolarmente utile per difendere la propria posizione a Cartagine.
Per questo motivo nel 440 Genserico sbarcò in Sicilia con l’intento di conquistarla.

La conquista della Sicilia

Nel 440 i Vandali di Genserico sbarcarono a Lilibeo (nei pressi dell’odierna Marsala), iniziando a prendere possesso delle città e devastando e saccheggiando le campagne per rifornire l’esercito.
Giunti a Palermo iniziò un lungo ed estenuante assedio, che si concluse alcuni mesi dopo, con la quasi totale distruzione della città.

In tutto questo l’imperatore dell’Impero Romano d’Occidente, Valentiniano III, cercò invano di inviare delle navi per difendere la sua provincia, ma i suoi tentativi si rivelarono del tutto inutili contro la flotta vandala. Per questo motivo decise di ricorrere all’aiuto della sua controparte Orientale, l’Imperatore Teodosio II, che inviò la sua potente armata navale per cercare di sbarcare sull’isola e riconquistarla. Tuttavia la flotta vandala riuscì ad impedire alle navi bizantine di attraccare.

L’armata romana orientale rimase al largo delle coste siciliane per un po’, forse preparandosi ad una decisiva battaglia navale, quando all’improvviso arrivarono degli ordini da Costantinopoli, la flotta e le truppe dovevano rientrare immediatamente, perché gli Unni di Attila e i Persiani stavano attaccando i confini dell’Impero d’Oriente. Qualcuno dice che questo attacco congiunto sia stato incoraggiato e finanziato dallo stesso re Genserico, per sbarazzarsi del pericolo.

Vista l’impossibilità di difendere le terre invase dai Vandali, l’imperatore Valentiniano nel 442 decise di cercare un accordo di pace. Avrebbe riconosciuto come dominio dei Vandali i territori conquistati, promettendo anche sua figlia Eudossia in sposa a Unnerico, figlio di re Genserico.
In cambio i Vandali avrebbero stipulato un’alleanza con Roma, riconoscendo in parte la sovranità dell’Imperatore ed inviando un tributo annuo in grano.

Come sappiamo tale accordo sarebbe rimasto in essere fino al 455, anno in cui Valentiniano fu assassinato e i Vandali, decaduti gli accordi, avrebbero attaccato e depredato la capitale nel cosiddetto “Sacco di Roma”.

La Sicilia rimase sotto il dominio vandalo fino al 476, anno in cui, fatta eccezione per la roccaforte di Lilibeo, fu ceduta agli Eruli di Odoacre, in cambio di un tributo.
Nel 493, Odoacre fu ucciso da Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti, che presero così il possesso delle sue terre, inclusa l’intera Sicilia.

Il dominio ostrogoto durerà per oltre 40 anni, fino al 535 (e poi definitivamente nel 551) quando i bizantini non la riconquisteranno sotto l’Imperatore Giustiniano.

E così si conclude questo capitolo di storia siciliana, da molti sconosciuto, sebbene abbia coperto complessivamente oltre un secolo. Sarebbe interessante capire come il popolo siciliano abbia vissuto questo avvicendarsi di invasioni barbariche, purtroppo però non è facile reperire tali informazioni, non ci resta che immaginare il clima dell’epoca, certamente pregno di pericoli ed incertezze.

Leggi anche: La Battaglia di Palermo combattuta con gli elefanti

Fonti: G. Purpura – Estate 440 d.C. I Vandali ad portas e la salvezza dell’Occidente – in: Studi per Giovanni de Bonfils, 2017 (in c.s) – Università degli Studi di Palermo
S. Mazzarino – Il Basso Impero, Antico, tardoantico ed era costantiniana – Bari 1980 – Edizioni Dedalo
G.B. Picotti – GENSERICO re dei Vandali e degli Alani – Su Enciclopedia Treccani
Wikipedia.org – Storia della Sicilia vandala

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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