Lo studente e la Prof.

prof e zainoIn questi giorni è passata in Rete la notizia di una relazione segreta e piccante tra una professoressa di italiano di un istituto professionale di Palermo e il suo brillante studente. 41 anni lei, 16 il ragazzo coinvolto. Lo scandalo sessuale sarebbe avvenuto nel 2012 ed il sospetto era trapelato nei corridoi dell’Istituto palermitano, con voci ed esposti anonimi al Provveditorato le cui indagini avevano portato ad un nulla di fatto. Pare però che in seguito, il ragazzo schiacciato dal disagio e dai sensi di colpa abbia confidato la relazione ai compagni e da lì alla coordinatrice che avrebbe avvertito i genitori. Dietro la pressione del padre dello studente la tresca aveva avuto fine ma adesso il fascicolo è diventato una denuncia di cui si è occupata la Procura.
L’età del ragazzo, 16 anni, scagionerebbe l’insegnante dall’accusa di abusi sessuali nei riguardi di minori perché questa età prevede la capacità legale del consenso, solo che il ruolo di educatrice dell’insegnante la inchioderebbe secondo l’articolo 609-quater che considera il fatto come reato di “Atto sessuale con un minorenne“.
Ora sembra facile sparare a zero contro la Prof. accusandola di avere approfittato del suo ruolo per adescare il minorenne, ma onestamente molte perplessità rimangono. Certo la verità è racchiusa all’interno della coscienza dei due protagonisti ma considerando come si sarebbe svolta la vicenda le accuse andrebbero rivalutate.
Sembra innanzitutto che a cominciare la tresca sia stato proprio lo studente che avrebbe inviato alla Prof una lettera carica di passione e sentimenti coinvolgenti. Lei, avrebbe accolto quelle avances rispondendo positivamente ed intessendo uno scambio sempre più trasgressivo di SMS fino alle vie di fatto, consumate in macchina, nel garage di lei e in appartamento fornito “gentilmente” da una amica della Prof.

Questi i fatti, così come sono stati dati in pasto alla cronaca giornalistica, nudi e crudi, senza la minima attenzione ai moti del cuore dei due protagonisti. Certo, non sappiamo se la professoressa sia sposata (il che la connoterebbe più negativamente), una “mangiauomini” o una persona semplicemente travolta da una avventura trasgressiva per la differenza di età ma che lascia intatte le pulsioni del cuore. Non sappiamo se il ragazzo sia uno sprovveduto, ingenuo, immaturo bacchettone o piuttosto uno dei giovani di oggi già abbastanza adulto da fare scelte precise, abbastanza smaliziato da avere già avuto altre esperienze sessuali e allettato dall’idea di “conquistare” l’inarrivabile Prof. Non lo sappiamo e non ci è dato di saperlo perché il riserbo ed il rispetto, soprattutto quando si tratta di sentimenti, va salvaguardato ad ogni costo. Sì, perché si può rimanere travolti da una passione inarrestabile, da un innamoramento trasgressivo e inconciliabile indipendentemente dalla differenza di età e si merita tutto il rispetto e la comprensione possibili.
Quindi nessun giudizio morale, per favore, lasciate in pace la prof, ed anche il ragazzo che probabilmente, oltre al disagio e ad i possibili sensi di colpa, si sarà sentito fiero dell’agognata conquista. Se non è stato obbligato, istigato, circuito dalla “malefica” insegnante che avrebbe approfittato del suo stato di educatrice, allora egli ha prestato il suo consenso, o forse è stato proprio lui a tentare lo donna all’impossibile relazione. La legge deve giustamente salvaguardare le discrepanze psicologiche tra le persone che intraprendono relazioni intime, ma se hai sedici anni o giù di lì e non sei proprio uno sprovveduto… poco dovrebbero contare i ruoli istituzionali che legano le persone.

Saverio Schirò

2 COMMENTI

  1. Succede sempre più spesso. A Scerni in Abruzzo una storia simile nel 2015 queste cose accadono quando la donna é ninfomane e ciclotimica. Il ragazzo non ha colpe. La colpa é sempre dell’adulto.

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