Manuale semiserio dell’anatomia umana secondo la lingua siciliana

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Ecco una guida umoristica all’anatomia umana secondo il siciliano, un manuale semiserio scritto con lo spirito e la parlata di Sicilia. Non troverete nomi o identificazioni precise, no, solo spiegazioni pratiche correlate a detti popolari per ricordare che il corpo è fatto di funzioni, ma anche di storie e di tradizioni.

L’obiettivo è conoscere il corpo come lo vedeva il siciliano di una volta: insomma come lo chiamavano i nostri nonni; e magari fare una risata quando scopriremo da dove provengono certi modi di dire in Sicilia. 

Buona lettura e “bona salute”, comu dicemu nuatri”: cu sapi si cura, cu ridi campa cchiù beddu.

La Testa e i suoi abitanti

Tutto comincia dalla testa che in siciliano si dice proprio così, tuttavia si può chiamare ciricoppula o strummuluni, se gira all’impazzata per qualunque motivo. Al suo interno troviamo u ciriveddu (cervello), l’organo che decide se agire con logica o trasformare il tempo in una mala jurnata, se qualcuno vi mette seriamente in difficoltà, si dice infatti che vi sta facendo partiri lu ciriveddu.

Il volto, o facci, è la nostra facciata verso il mondo: se sorridete è un ottimo biglietto da visita, ma se siete falsi diventerete subito un facciolo. Ai lati abbiamo i puma (guance), che arrossiscono per l’imbarazzo e le mascidde per ricevere le classiche boffe (schiaffi teatrali). 

Non dimentichiamo i denti, chiamati scagghiuna (canini) e ganghi (molari): ricordate che aviri scagghiuna non serve solo per masticare, ma significa essere persone furbe e scaltre nella vita.

Il motore centrale: Torace e Addome

Scendendo lungo u cannarozzu (la gola), talvolta il boccone finisce nel cannarozzu fausu (il lato sbagliato, cioè in trachea) e ci fa battere a tavula ’o pettu con la brutta sensazione del cibo inchiummato nella vucca ru stomacu.

All’interno  troviamo i prumuna (polmoni) e u cori che insieme ai vuredda (intestini), rappresenta tutto il ventaglio delle emozioni. Completa u fìcatu (fegato), un magazzino di riserve che ci ricorda come anche le cose piccolissime siano utili: un ficateddu i musca è sustanza

La protagonista assoluta resta comunque la panza: qui vige la legge suprema secondo cui panza china voli riposu (pancia piena vuole la pennichella). Se sapete tacere siete un omu ri panza, ma se non riuscite a trattenere un pettegolezzo, la vostra è decisamente una panza lenta.

Il basso ventre e la misura del valore

Nella zona della incinagghia (inguine), la lingua siciliana trasforma il pudore in ironia popolare. Così, i cugghiuna (testicoli) diventano una vera e propria unità di misura sociale: un omu cu li cugghiuna è una persona valorosa, esperta e forte. Al contrario, se incontrate qualcuno di particolarmente noioso, potrete definirlo senza ombra di dubbio un siccacugghiuna.

Mezzi di trasporto: arti e punti sensibili

Li spaddi (spalle) servono a reggere i pesi della vita, ma attenzione: una credenza popolare suggerisce che l’acqua bevuta finisca lì sotto forma di bronchite, motivo per cui è decisamente meglio bere vino.

Infine, arriviamo agli arti inferiori. U pisciuni (polpaccio) è il vero motore che vi permette di rincorrere l’autobus quando siete in ritardo, ma se non avete dolori au pernu i l’anca o peggio ancora n’ta li dinocchi.  Ma se qualcosa o un cibo vi regala un piacere estremo, allora direte che scinni sinu all’ossu pizziddu (scende fino al malleolo).

Conclusione

Con questo manuale semiserio ho voluto recuperare un sapere perduto consultando il vocabolario siciliano del Traina del 1868, per non dimenticare la voce dei nostri nonni, fatta di detti, immagini quotidiane e ironia popolare. Non è certamente un atlante scientifico, ma un omaggio alla memoria e alla saggezza della lingua siciliana che sa trasformare i nomi in storie e le parti del corpo in piccoli racconti di vita.

Se avete riso, imparato qualcosa e ritrovato un detto che credevate perduto, allora il viaggio è riuscito. Portate con voi la curiosità, il rispetto per il corpo e la leggerezza di chi sa che conoscere è anche un modo di prendersi cura di se stessi.

Vocabolario di anatomia del corpo umano in lingua siciliana

uomini che parlano di anatomia in siciliano

Testa e collo

Testa testa – ciricoppula – strummuluni

Cervello ciriveddu

Volto facci

Ciglia e sopraccigliocigghia e sopraccigghiu

Naso Naschi

Guancia, Gote mascidda, puma

Mento barbarottu o varvarottu 

Bocca — vucca – mussu

Denticanini – molari denti – scagghiuna – anghi 

Collo, Gola — còddu, gargie, cannarozzu, gargarozzu


Torace e addome, schiena

Petto — tavula ’o pettu. 

cuore — còri

Fegato — fìcatu

Stomaco — vucca ‘o stomacu. 

Intestini — vuredda, vudedda. 

Pancia — panza

Ombelico viddicu

Schiena Carina o rini

Sedere culu o darrèri


Pelvi e apparato riproduttivo

Genitali maschili o femminili– Natura o parti vergognose

Genitali maschili — pinna, ciolla, minchia, natura

Testicoli — granelli, cugghiuna.

Genitali femminili — sticchiu, pacchiu, natura


Arti superiori

Spalle — spaddi 

Ascella Scidda o ascidda

Braccia, gomito, polso — vrazza, uvitu, pusu. 

Dito jìditu, itu, ghiritu 


Arti inferiori

Inguine — incinagghia. 

Anca e fianchi — pernu i l’anca, scianchi. 

Ginocchio — rinocchiu o dinocchiu. 

Gamba, stinco, polpaccio — ’amma, cannedda, pisciuni.

Malleolo Ossupizziddu

Tallone e piede — calcagnu, pedi/peri.

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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